Slavoj Žižek is a Slovene sociologist, philosopher, and cultural critic.
He was born in Ljubljana, Slovenia (then part of SFR Yugoslavia). He received a Doctor of Arts in Philosophy from the University of Ljubljana and studied psychoanalysis at the University of Paris VIII with Jacques-Alain Miller and François Regnault. In 1990 he was a candidate with the party Liberal Democracy of Slovenia for Presidency of the Republic of Slovenia (an auxiliary institution, abolished in 1992).
Since 2005, Žižek has been a member of the Slovenian Academy of Sciences and Arts.
Žižek is well known for his use of the works of 20th century French psychoanalyst Jacques Lacan in a new reading of popular culture. He writes on many topics including the Iraq War, fundamentalism, capitalism, tolerance, political correctness, globalization, subjectivity, human rights, Lenin, myth, cyberspace, postmodernism, multiculturalism, post-marxism, David Lynch, and Alfred Hitchcock.
In an interview with the Spanish newspaper El País he jokingly described himself as an "orthodox Lacanian Stalinist". In an interview with Amy Goodman on Democracy Now! he described himself as a "Marxist" and a "Communist."
Contro il progresso di Slavoj Žižek è una raccolta di brevi saggi, uno più incisivo dell’altro. La domanda che attraversa tutto il libro è semplice e inquietante insieme: come affrontare la disfatta politica, sociale ed ecologica del nostro quotidiano?
Attraverso tredici interventi, sospesi tra l’estremamente lucido e il terrorificamente cinico, Žižek ti accompagna a riconoscere l’ineluttabilità di ciò che sta accadendo. Ma questo riconoscimento non è un invito alla rassegnazione. Al contrario, diventa la condizione per impegnarsi in quello che l’autore chiama, quasi provocatoriamente, un vero e proprio miracolo politico.
Il cuore teorico del libro emerge con particolare forza nell’ultimo capitolo, dedicato al tema del disconoscimento. Qui Žižek individua una delle grandi patologie del nostro tempo: sai perfettamente che il mondo sta andando in pezzi, ma continui a vivere come se nulla stesse davvero accadendo. È la forma più diffusa di ideologia contemporanea: non l’ignoranza, ma la consapevolezza impotente.
Per Žižek il primo passo non è coltivare una speranza ingenua, ma arrendersi alla distruttività di ciò che ci accade. Non per accettarla passivamente, ma perché solo quando un destino appare davvero inevitabile può diventare la scintilla che costringe a cambiare.
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è l’eclettismo con cui Žižek costruisce il suo ragionamento. In queste pagine convivono cultura pop, film e serie televisive, letteratura antica e contemporanea, fisica quantistica e, naturalmente, filosofia. Questo continuo passaggio tra registri diversi rende il testo sorprendentemente scorrevole, senza mai sacrificare la profondità dell’analisi.
Il risultato è una lettura stilisticamente leggera ma intellettualmente perturbante. Quando chiudi il libro, hai la sensazione che qualcosa si sia incrinato nel modo in cui guardi il mondo. E probabilmente è proprio questo l’obiettivo di Žižek: non offrirti consolazioni, ma toglierti ogni alibi.