Cosa può dirci oggi J.R.R. Tolkien in un mondo attraversato da guerre, incertezze generazionali e un’intelligenza artificiale che si fa sempre più protagonista? Molto più di quanto si pensi.
A lungo il suo universo fantastico è stato liquidato come semplice fuga dalla realtà, ma le sue storie, se lette con uno sguardo attento, tornano a parlarci con forza, lucidità e sorprendente attualità. Il pensiero incoraggiante è un viaggio inatteso e luminoso in sette tappe, sette lezioni di saggezza ispirate al creatore del Signore degli Anelli, per affrontare le sfide del presente con la forza dei valori, la serenità della consapevolezza e il coraggio di chi non teme la battaglia. Dalla crisi climatica alla rivoluzione digitale, dal fascino oscuro del potere alla fame di verità, il libro attraversa i temi cruciali del nostro tempo filtrandoli attraverso la lente della Terra di Mezzo, restituendoli più vivi, più umani, più urgenti.
Con una scrittura limpida e trascinante, Rick DuFer conduce il lettore tra sentieri in cui filosofia, spiritualità e letteratura si incontrano, dimostrando come il mondo di Tolkien non sia evasione, ma orientamento: una bussola in tempi confusi.
Riccardo Dal Ferro è filosofo, scrittore ed esperto di comunicazione e divulgazione. Direttore della rivista di filosofia contemporanea ENDOXA, porta avanti il suo progetto di divulgazione culturale attraverso il suo canale Youtube “Rick DuFer” e lo show podcast “Daily Cogito”. Performer ed autore teatrale, ha girato l’Italia con i monologhi “Seneca nel Traffico” e “Quanti GIGA pesa Dio?”. Nel 2014 esce il suo romanzo d’esordio “I Pianeti Impossibili”; nel 2018 esce “Elogio dell’idiozia” (che vedrà una seconda edizione ampliata e rivista nel 2021); nel 2019 per edizioni De Agostini esce “Spinoza & Popcorn”, un saggio sulla filosofia pop; nel 2020 esce “I racconti della vera nuova carne” per Poliniani, raccolta di storie gotiche illustrate da Ary De Rizzo.
Premessa: sono super appassionato di Tolkien e macino da almeno 25 anni tutto quello che trovo a riguardo, mentre Rick lo seguo sporadicamente su YouTube, di solito concordando con le sue teorie e disamine sui temi sociali circa il 40% delle volte. Trovo comunque giusto e accattivante apprendere teorie e punti di vista diversi dal mio, perché nella diversità ci si accresce, mentre nelle echo chambers si avvizzisce. Non mi tange minimamente, invece, il fatto che la persona di DuFer venga criticata per specifiche posizioni politiche, visto che non sono pertinenti a questa opera e non mi sembra la intacchino in alcun modo.
Parto subito dicendo che il libro si legge bene, anche in mezza giornata e non sono richieste letture approfondite di Tolkien o di filosofia per avvicinarcisi, giusto aver letto nella vita almeno 1 volta Lo Hobbit e ISdA (a voler essere blasfemi forse bastano anche i film)
Il libro si può dividere astrattamente in 3 tipologie testuali: 1. Le parti dove l'autore parla dei testi di Tolkien, li analizza, ne rielabora i concetti per fare parallelismi filosofici e estrarne messaggi e osservazioni. Su questa parte si vede la preparazione di Riccardo e la passione che prova per Tolkien, ci sono anche diversi accostamenti filosofici che mi sembrano originali (non ho le competenze per dire se siano azzeccati ma immagino di sì). Le cose criticabili sono poche e più che altro si tratta di passaggi interpretabili in modi diversi, quindi sono più differenze di opinione che errori veri e propri. Se il libro avesse avuto solo queste parti sarebbe da 4 o 5 stelle. 2. Le parti dove l'autore fa paralleli tra i messaggi/osservazioni/riflessioni elaborate nella prima tipologia e il panorama mondiale attuale. Qua i problemi si sentono e elaborerò tra un attimo cosa intendo. 3. Le parti di esperienze personali. Su questo nulla da dire, sono cose molto soggettive esposte bene e dove il nesso con Tolkien è chiaro, risulta anzi facile rivedersi in situazioni simili a quelle narrate o quantomeno empatizzare e il libro è volutamente impostato su una visione soggettiva.
I problemi di questo libro secondo me sono nella forma (passaggi scritti come un copione per un video di youtube piuttosto che paragrafi per un libro, inclusa tutta l'introduzione) delle parti di "tipo 2" (parallelismi col mondo odierno) e di sostanza sia degli stessi sia dei punti di passaggio e connessione tra "tipo 1" e "tipo 2" (ovvero come vengono introdotti e agganciati questi parallelismi). I punti di aggancio sembrano, per citare lo stesso Tolkien "quasi stiracchiati, come burro spalmato su troppo pane". Le sezioni effettive sulle controparti del mondo primario di oggi hanno più o meno la stessa percentuale di condivisibilità, da parte mia si intende, che citavo nella premessa, ovvero circa il 40%, e soprattutto quelle nella prima metà del libro le ho trovate molto deboli (più riuscite, invece, quella del capitolo che dà il nome al libro e quella sul "dono degli uomini"). Sono parti che provano a reggersi sulla prosa scritta e argomentata bene con cui l'autore ha introdotto l'argomento, ma che vacillano con voli pindarici e salti a conclusioni opinabili, senza grosse argomentazioni o ragionamenti logici che ne dimostrino la bontà. Se dovessi raccontare questa critica a un bambino di 5 anni la direi così (impersonando Rick): "ti spiego molto bene e accuratamente questo concetto A così vedi che sono preparato e poi ti racconto un concetto B vagamente imparentato ad A però senza supportarlo e bisogno di argomentarlo, ti chiedo di fidarti di me perché se avevo ragione su A che era ben argomentato ce l'avrò anche su B, o no?".
In alcuni punti si vede anche una preparazione non altrettanto approfondita rispetto alla parte Tolkeniana e filosofica. DuFer, in una parte sull'intelligenza artificiale, fa confusione tra LLM (che non ha memoria e quindi non può avere i bias descritti) e agenti IA e in tutto il libro usa "algoritmo" (e i suoi derivati) come termine ombrello per dire praticamente tutte le cose complesse del mondo digitale, dal design delle applicazioni, ai processi e così via.
Personalmente avrei preferito un libro in stile "monografica" che avrebbe saputo mettere in luce i punti di forza dell'autore, rimuovendo quindi le parti da "cogitate" che, personalmente, abbassano la qualità media dei contenuti. Se voi invece apprezzate la maggioranza dei contenuti attuali youtubici di DuFer, probabilmente troverete ottimo anche questo libro.
Interessante saggio che fa appassionare all'universo tolkieniano, ogni tema del Signore degli Anelli può insegnarci qualcosa sulla vita, sulla morte e il mondo in cui viviamo. Su una cosa non sono d'accordo con l'autore, a me la serie tv di Prime Video The Rings of Power piace moltissimo, perché in questi tempi oscuri abbiamo bisogno più che mai della luce di Tolkien.
Il Signore degli Anelli mi ha accompagnato da bambina e sono grata di averlo scoperto ed amato quando ancora non sapevo riconoscerne la potenza. Il merito dei grandi libri è evocare la Verità, prima ancora di avere la maturità per comprenderLa.
Oggi nelle tue parole risuona quella Verità, tradotta per chi ha percepito il suo senso, senza riuscire a comprenderlo appieno.