DA ORFANO DI RED OAK MANOR A BOSS DEL CRIMINE DI LA FAMIGLIA È CIÒ PER CUI VALE LA PENA CONTINUARE A LOTTARE. Noah De Luca non ha mai dimenticato Red Oak è stata la sua prima casa, il luogo in cui ha conosciuto gli amici che ancora oggi sono per lui un punto fermo. Ma i tempi dell’orfanotrofio sono ormai lontani. La mafia italiana di New York gli ha dato una famiglia, un lavoro, uno scopo. Così, quando gli viene chiesto di sposarsi per il bene dei De Luca, Noah accetta. Anche se è convinto che quel matrimonio non gli spetti. Anche se sua moglie è bellissima, intelligente, troppo speciale per uno come lui. Tate O’Neill, figlia del Capo Clan irlandese di Jersey City, ha sempre saputo che il suo destino non le sarebbe appartenuto del tutto. Ma non pensava che suo padre sarebbe arrivato a chiederle di sposare un perfetto sconosciuto trattandola come merce di scambio, e di certo non era pronta a un marito come impenetrabile, sfuggente, pericolosamente silenzioso. Eppure basta un suo sguardo per farle tremare il respiro, un gesto mancato per farle desiderare ciò che non dovrebbe volere. E, nonostante tutto, Tate non è disposta a rinunciare all’amore. Lottare per lei sarà inevitabile. Resistere per lui si rivelerà un tormento. Ma quando tutte le maschere cadranno, il re oscuro permetterà alla luminosa regina di conquistare il suo cuore?
Degna conclusione della saga. mi sono quasi commossa. è stato bello conoscere gli orfani del Red Oak Manor ed è stato stupendo vederli tutti insieme con il loro lieto fine.
L’ho amato la prima volta che l’ho letto e confermo il mio amore in questa nuova edizione! Noah e Tate e June e Jace sono i miei preferiti, gli unici libri che ho riletto di questa serie, iniziare e finire con loro a parer mio ha dato un lustro maggiore alla Red Oak.
Questo libro ha dentro due forze primordiali: il buio e la luce. E quando si scontrano, non fanno scintille. Fanno stelle.
Shine è l'ultimo capitolo della Red Oak Manor Collection. Non è solo una storia d'amore. Non è solo mafia, potere, matrimoni combinati e tensione che vibra sotto pelle. È una storia di appartenenza. Di radici. Di famiglia scelta quando quella di sangue non basta.
Noah De Luca è uno di quei personaggi che sembrano scolpiti nel marmo e nelle cicatrici. Silenzioso, pericoloso, leale fino all’autodistruzione. Uno che si è costruito un’armatura così spessa da dimenticare com’era respirare senza difendersi. È letale, costruito di ombre. Un uomo che ha imparato a sopravvivere prima ancora che a vivere. Un orfano che ha trovato una famiglia nella parte più sporca del mondo e ha deciso di proteggere quel legame a qualunque costo.
E poi c’è Tate. È luce viva. Orgogliosa, combattiva, tenera dove non dovrebbe esserlo. Non si piega. Non si lascia usare. Ama come se fosse un atto rivoluzionario.
Noah è oscurità. Tate è la sua Sirio.
Insieme sono attrazione e guerra. Distanza e bisogno. Due solitudini che si sfiorano piano finché smettono di fingere di poter stare lontane.
Il loro è un matrimonio combinato, ma quello che nasce tra loro è tutto tranne che imposto: è attrazione che graffia, desiderio che fa male, amore che cresce mentre cercano disperatamente di negarlo. Due cuori che si studiano come nemici e finiscono per riconoscersi come casa. E mentre li leggevo, avevo addosso quella sensazione strana e bellissima di quando sai che stai assistendo a qualcosa di inevitabile. Come guardare due stelle collidere nello spazio: distruzione e creazione nello stesso istante.
Silvia ha una scrittura che non accarezza: incide. Elegante, sensuale, emotiva. Ti trascina dentro le crepe dei personaggi e ti costringe a restarci. Ho sentito ogni sguardo trattenuto, ogni parola non detta, ogni carezza mancata come se fosse mia.
Ma la verità è che Shine non parla solo di Noah e Tate.
Parla di tutti loro.
Di quei ragazzi cresciuti a Red Oak Manor, bambini senza niente che si sono trasformati in adulti capaci di proteggersi a vicenda come una vera famiglia. Anime spezzate che hanno imparato a diventare casa gli uni per gli altri.
C’è una frase che, più di tutte, racchiude il cuore dell’intera serie:
Ed è esattamente questo che si sente leggendo l’ultimo capitolo. Non stai solo seguendo una coppia. Stai salutando una famiglia intera. Stai guardando dei bambini feriti diventare uomini e donne capaci di amare, lottare, riscattarsi.
È come tornare in un luogo che conosci e renderti conto che, senza accorgertene, ci hai lasciato un pezzo di cuore.
Arrivata all’ultima pagina ho provato gratitudine e malinconia insieme, quella sensazione dolceamara che hanno solo le storie importanti. Quelle che non “finiscono”, ma restano con te.
Sono davvero felice e riconoscente a Silvia Carbone e Salani per questa collaborazione e per avermi fatto tornare ancora una volta a Red Oak Manor. Perché alcune saghe non sono solo letture.
Sono rifugi.
E Shine è la luce che resta accesa quando chiudi la porta, così sai sempre come ritrovare la strada di casa. ❤️🩹
La “fine”, a volte, ha quel gusto dolce amaro. La nostalgia di un sottofondo perfettamente stonato, la lacrima di un sorriso irrisorio. Non è un addio ma un saluto. Un richiamo a tornare nei giorni più bui, quelli in cui si ha voglia di vivere tra le pagine di una storia che profuma di casa.
Questo è Shine, l’ultimo volume della serie Red Oak Manor, il collegamento a tutte le risposte mancanti, la spina dorsale di una filigrana a dieci cuori.
Noah è il figlio adottivo di una rinomata famiglia mafiosa italiana, obbligato a sposare Tate, la figlia del capostipite del Clan irlandese.
Un affare senza precedenti. Un rischio sotto diversi punti di vista. Una debolezza che non ricopre il potere.
L’amore è quel passo da compiere verso un luogo sconosciuto, un mondo di regole feroci e scelte compromettenti.
Passo dopo passo ci si conosce, spogliandosi di tutti i capricci, di tutte le caparbietà. Rimanendo inermi, privati dell’inadeguatezza, di quel senso opprimente di non sentirsi meritevoli.
La famiglia non ha mai il gusto del lusso o del peccato. Essa è rivestita di persone che si scelgono, che appartengono a linee spezzate e futuri intrecciati.
Questa storia è una delle mie preferite di tutta la Collection. Silvia è riuscita a destreggiare, con estrema semplicità, temi intransigenti e legalmente acuti. La sua penna è rivestita di capacità e diletto, scorrevolezza e precisione.
Con Noah e Tate, le porte del maniero si aprono un’ultima volta, ma non è detto che sia finita.
La bellezza di sentirsi a casa è proprio quella di volerci tornare sempre, di stare bene in quell’insieme di momenti felici, disperati e senza speranza.
mi sembra la perfetta conclusione per la saga, ad anello. La prima protagonista, June decide di restare a Red Oak perché la sente come casa, mentre l’ultimo protagonista, Noah torna a vivere lì dopo anni, per trovare il lieto fine.