Nella Città di Oluwan, Piccola Sade è ormai troppo grande per restare in orfanotrofio e ha un disperato bisogno di trovare un lavoro, magari un impiego da domestica in un luogo dove le apparenze non contino troppo, in modo da mascherare il suo piede debole. Mentre vaga per le strade della città, finisce accidentalmente per stringere un patto con un essere magico noto come Coccodrillo, una divinità che si dice divori le belle fanciulle. Sade ha attirato le attenzioni del dio con il suo ha l’abilità magica di percepire la cattiva sorte delle persone e di cambiarne il destino, può liberarle dalle maledizioni pulendo le loro case o i luoghi in cui risiedono. Nonostante il Coccodrillo la metta in guardia sul legame corporeo che li vincola, la ragazza prova a ignorarlo e a continuare per la propria strada, trovando un impiego da domestica presso una locanda piuttosto elegante, dove però condizioni di lavoro e discrepanze sociali, impossibili da ignorare, faranno maturare in lei una nuova consapevolezza di sé e dei propri diritti. Il dio Coccodrillo, mosso da ambizioni sovversive nei confronti dei nobili del reame, ne approfitta per incoraggiare la fanciulla a usare le sue capacità per cambiare le cose. Perché una piccola, imprevista scintilla può legare per sempre due cuori... ma anche accendere una rivoluzione. Dall’autrice bestseller Jordan Ifueko, rivelazione del fantasy statunitense, un nuovo stand-alone ambientato nell’universo di un romanzo di formazione con un pizzico di romanticismo, sullo sfondo di un regno ricco di magia. «Scrutai le nuvole che, scorrendo lente, disegnavano ombre su quel frutteto incontaminato. E, senza battere ciglio, dissi al “Ogni volta che provo a plasmare il mio mondo, finisco per distruggerlo”».
La fanciulla e il coccodrillo, fantasy di Jordan Ifueko è ambientato nell'Africa occidentale dieci anni dopo gli eventi di Raybearer.
Sade ha passato tutti i suoi 17 anni in un orfanotrofio e a causa della vitiligine e della sua disabilità a un piede è considerata "sfortunata" dalla società. Il suo unico desiderio è trovare un lavoro come domestica nella capitale per poter vivere una vita tranquilla.
Sade tuttavia possiede un dono raro e pericoloso. È una "mangiamaledizioni: può vedere e rimuovere cantando i residui magici lasciati dal senso di colpa, dal dolore e dai peccati delle persone.
Un errore magico e l'incontro con Zuri, dio coccodrillo tormentato da una maledizione legheranno le loro anime in un vincolo.
A differenza della classica eroina scelta dal destino, Sade è una ragazza con disabilità fisica che cerca semplicemente di sopravvivere in un mondo opportunista che vuole solo ignorarla o sfruttarla.
La nobiltà per esempio usa la sua capacità per per farsi pulire la coscienza: rimosso il senso di colpa per i crimini commessi, possono continuare a comportarsi in modo corrotto. Ma poco a poco Sade svilupperà una potente e commovente evoluzione e capirà che servire non sempre significa essere sottomessi, e troverà la propria dignità in un sistema ingiusto nei confronti dei più deboli.
La maledizione da cui è afflitto Zuri lo trasforma pian piano in un mostro e il potere di Sade potrebbe aiutarlo a liberarsene. All'inizio il rapporto tra Sade e Zuri è forzato ma poco alla volta si trasforma in un amore profondo Ho apprezzato che lui fosse un golden retriver e non il solito omone oscuro e tormentato, meno che lei abbia sbavato sui suoi bicipiti dal primo incontro. Tuttavia hanno desideri opposti: Sade cerca solo stabilità, Zuri pianifica una rivolta per abbattere le ingiustizie sociali di Oluwan e sprona Sade a smettere di pulire il disordine dei potenti e a usare il suo potere per cambiare il sistema che crea quel marciume.
Zuri vede in Sade non una ragazza "rotta" o una serva utile, ma una donna potente e degna di rispetto; un concetto interessante ma che purtroppo a volte mette ancora in luce come sia l'uomo a dove dare "l'autorizzazione" a una donna per osare.
Molto interessante anche la metafora di mangiamaledizioni come critica sociale nei confronti della disparità di classe, in cui il marcio spirituale dei ricchi diventa un qualcosa di fisico che i poveri devono pulire, restando invisibili.
L’ambientazione del libro è resa bene grazie alle molte descrizioni di profumi, colori e atmosfere di una cultura ispirata all'Africa Occidentale con un tocco magico.
Rispetto alla narrazione epica e avvincente di Raybearer, questo romanzo è molto più introspettivo, quasi lento. Le pagine centrali dedicate al lavoro di Sade nella locanda possono sembrare ripetitive per che si aspetta il ritmo avventuroso della dilogia principale.
Il libro alterna momenti di schietta e realistica critica sociale con scene romantiche ma a mio gusto un po' troppo dolci che rischiano di disperdere la tensione durante i preparativi della rivoluzione. Alcuni personaggi secondari sembrano essere un po' bidimensionali e di sfondo, utili solo a mandare avanti la trama (tipo "il tipo rivoluzionario", la ribelle, ecc).
Il libro affronta senza pietismo il tema della disabilità: Sade deve imparare a non vedersi più attraverso gli occhi di una società che la giudica difettosa e a rivalutare il proprio valore. Il Potere di Sade è la sua voce: le sue canzoni riescono a rivelare la realtà e smascherano la corruzione di una società privilegiata.
Nonostante alcuni punti oscuri, è una lettura che mi sento di consigliare a tutti i fan di Raybearer con la sua ambientazione dell'Africa occidentale, a chi vuole ritrovare (anche se solo sullo sfondo) i personaggi della dilogia principale e a chi apprezza le riflessioni sull'importanza della dignità personale in un sistema corrotto che tratta ingiustamente i più sfortunati.