Un romanzo fantasy contemporaneo ironico sull’Aldilà, per chi ama le narrazioni sullo stile di Stefano Benni e diffida dei sistemi troppo perfetti.
Leto muore, si reincarna, muore di nuovo e a un certo punto ricorda tutto. Le vite passate. Gli errori. Le scelte sbagliate. E, soprattutto, le fastidiose, insistenti, convinte di avere sempre ragione. Come se non bastasse, scopre che l’Aldilà funziona come una gigantesca sala d’attesa cosmica, con ascensori per la reincarnazione, psicologi dell’anima fin troppo entusiasti e un Portale che giudica tutti, ma nessuno è mai degno di andare oltre e trascendere. Accanto a lui c’è Akio, anima-guida, specializzato nel seguire sempre l’ideologia sbagliata, con un talento naturale nel finire dentro culti, sistemi e strutture che promettono ordine, senso e illuminazione salvo poi scoprire che si tratta solo dell'ennesima manipolazione. A coordinare il tutto, un Triumvirato che sembra impegnato a fare altro, mentre l’equilibrio tra il Mondo Terreno e l’Aldilà va a rotoli. Tra fili invisibili che collegano le anime, legami da recidere (a volte letteralmente) e un sistema che funziona benissimo solo se non lo guardi troppo da vicino, Leto dovrà capire se vale la pena salvare il mondo. O, più realisticamente, fargli un bel debug.
Cosa troverai in La fine dell’altro mondo ✔ Un Aldilà come non l’hai mai visto Più simile a un’organizzazione aziendale che a un paradiso. ✔ Ironia intelligente e dissacrante Si ride, ma con una fastidiosa sensazione di verità sotto pelle. ✔ Personaggi irresistibili Un protagonista ribelle e una guida spirituale che cade sempre vittima di qualche setta. ✔ Speculative fiction che fa pensare Libero arbitrio, controllo, fede e identità si mescolano fino a perdere di vista il confine tra l'una e l'altra cosa. ✔ Un fantasy contemporaneo fuori dagli schemi Che mescola commedia ultraterrena, avventura e filosofia con leggerezza (apparente). La fine dell’altro mondo è il romanzo giusto se ami le storie che ti fanno ridere, poi ti mettono a disagio, e alla fine ti fanno “Aspetta un attimo…” Perché forse il problema non è morire. Ma accettare il sistema senza fare domande.
Ironico, apparentemente leggero, una storia a metà fra Neil Gaiman e Stefano Benni che ho adorato...ma con una morale-non-morale che lascia aperta e libera la riflessione al lettore (che sia appositamente un affondo 'meta' della storia?). La generazione X si divertirá a trovare i mille riferimenti alla nostra cultura pop e non...spero in altri libri dell' autore..che Groucho sia con lui!