Londra. Un ragazzo italiano lavora come “spammer”, ovvero scrive email che truffano la gente per conto di una fantomatica agenzia di comunicazione. Un giorno si pente, ruba l’intero indirizzario e spedisce un messaggio di scuse a 16 milioni di persone. Le conseguenze sono imprevedibili: migliaia di risposte, tra ammiratori che apprezzano l’outing e persone che lo criticano duramente. Così duramente che lo spammer, pentito ma anche vittima degli eventi, è costretto a raccontare la sua storia per filo e per segno. Inizia così un’appassionata confessione che, email dopo email, riporta in vita la sua struggente e sfortunatissima storia d’amore. Mentre racconta cosa è accaduto, lo spammer aggiorna anche i suoi lettori sulle difficoltà quotidiane in una Londra grigia, senza cuore e senza “ragazze educate”, dove il suo amico Matt è bullizzato per essere astemio e nessuno trova ciò che sta cercando. Ed è così che, in poche settimane, conquista la stima e l’affetto di tutti, anche dei più restii. In molti non si perdono un’email, fanno il tifo per lui, gli scrivono consigli. Fino al colpo di scena finale, all’altezza di un pubblico di 16 milioni di lettori, più o meno consenzienti.
A Londra il protagonista, un ventenne italiano, lavora come “spammer”, nel senso che scrive email che truffano la gente per conto di un’agenzia di comunicazione. Un giorno si pente, ruba l’intero indirizzario e spedisce un messaggio di scuse a sedici milioni di persone. Riceve migliaia di risposte, tra chi apprezza l’outing e chi invece lo critica, classica dinamica da social forum. Lo spammer è spinto a raccontare la sua storia. Da qui nasce la sua confessione del titolo. Alla base c’è una storia d’amore, come nelle migliori tradizioni. In poco tempo l’ex spammer reo confesso conquista la stima e l’affetto di sedici milioni, che lo subissano di consigli pareri opinioni esortazioni…
Commedia sentimentale in forma di epistolario.
Ma l’epistolario è in una sola direzione, è soltanto il narratore che scrive, il suo è l’unico punto di vista, delle risposte sappiamo solo ciò che lui sceglie di riportare.
Ma l’epistolario è contemporaneo, immerso nel terzo millennio, quindi email, tastiera, monitor, invio, niente penna carta busta francobollo.
Il finale spiazza, è un colpa di scena, riapre i giochi, o li chiude in altro modo, contraddice il principio. E contraddice anche la definizione di commedia sentimentale.
Forse, in realtà, è un thriller, dove nessuno trova ciò che cerca perché: Miei cari, non fidatevi di chi vi dice che andrà tutto bene. Vale per le email come per la vita.
Claudio Morici e alle sue spalle Ivan Talarico: insieme sul palcoscenico sono esilaranti.
Giuseppe è un italiano emigrato a Londra, dove lavora come spammer. Sì, si mantiene mandando quelle email in cattivo italiano (o inglese) in cui la bella Irina vuole "te conoscere" e il viagra è sempre in offerta. Un giorno il capo chiede la stesura di una mail che va contro la moralità di Giuseppe, che non solo si licenzia, ma si porta via i milioni di indirizzi contenuti nel database con cui lavorava. Arrivato a casa scrive una email di scuse ai suoi 15 e più milioni di contatti, che gli rispondono. E parte il romanzo epistolare del XXI secolo. Leggero e divertente, contiene anche una improbabile storia d'amore e la più probabile solidarietà degli interlocutori di Giuseppe. Da leggere se volete un a storia semiseria a lieto fine.
Una lettura di un paio d'ore, che non pretende nulla se non farti sorridere. E forse, a tratti, ci riesce. Dovrebbe essere una storia amorosa? Esilarante? Non saprei. Sicuramente un unico punto di vista è un ottimo modo di narrare questo tipo di racconto, anche se il finale lascia aperte varie ipotesi e ancora non ho deciso quale preferire. Mi aspettavo forse qualcosa di più lungo, ma tutto sommato non è una lettura spiacevole. Forse solo lascia il tempo che trova.