Un romanzo potente e attuale che racconta cosa significa vivere nella Striscia di Gaza.In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na‘im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l’inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino il figlio Salim, rientrato dall’Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama. Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l’inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre – chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande «panificio di notizie» che è Gaza, chi sogna l’estero, chi scala le gerarchie del potere – mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia. Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caffè alle prigioni, dai tunnel sotterranei all’economia dell’assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una «macchina della vita».
Atef Abu Saif is a Palestinian writer, born in Jabalia refugee camp in the Gaza Strip in 1973, to a family originally from Jaffa. He holds a BA from Birzeit University, an MA from the University of Bradford (UK) and a PhD in Political and Social Sciences from the University of Florence, Italy.
He teaches Political Science at the University of Al-Azhar, Gaza, and is Chief Editor of Siyasat magazine, published by the Public Policy Institute in Ramallah. He is the author of six novels and was shortlisted for the 2015 International Prize for Arabic Fiction. He has also published two collections of short stories, three plays and a number of books on political science.