Dagli esordi lavorativi a Roma, fino al ritorno in Sicilia Mariangela ci porta con sé in un viaggio che alterna momenti leggeri ad altri di introspezione, il tutto con uno stile narrativo fresco e scorrevole.
Questo è uno di quei libri che ti sorprendono per la loro semplicità disarmante e, allo stesso tempo, per la sincerità con cui raccontano un percorso professionale che somiglia moltissimo alla vita reale — quella fatta di strade improvvise, tentativi, inciampi, entusiasmi, paure e ripartenze. Galante usa la propria esperienza come materia narrativa: non si nasconde dietro la forma del manuale, non offre ricette pronte, non si erge a esperta. Si mette in gioco. Racconta dal di dentro cosa significa iniziare con uno stage, cambiare città, trasferirsi, tornare, lasciare, imparare un mestiere che spesso non ha contorni definiti, reinventarsi più volte, fino a diventare CEO e socia di un’azienda, aprire una casa editrice, affrontare un matrimonio, un figlio, un lockdown che ha messo in pausa il mondo e costretto tutti a rinegoziare priorità e prospettive. Il cuore del libro, però, non è la cronaca dei successi: è la dimensione emotiva, il modo in cui una giovane professionista si muove dentro un mercato del lavoro frammentato, dove la partita IVA è più un atto di fede che uno status, e dove la mancanza di uno stipendio fisso diventa una condizione da cui imparare — non solo a sopravvivere, ma a crescere, a trovare forza, a sviluppare creatività. La narrazione scorre velocissima, con uno stile diretto e un tono autentico che non cerca mai di abbellire la fatica, ma la trasforma in possibilità. È anche un libro profondamente contemporaneo: c’è il lavoro da remoto, c’è il crowdfunding, c’è la dimensione digitale vista da una terra — la Sicilia — che cambia insieme alla protagonista. E c’è soprattutto l’idea che il lavoro non sia una linea dritta, ma un continuo aprirsi: a occasioni inattese, a collaborazioni che diventano legami, a città che diventano tappe, a competenze che si imparano facendo. La forza di questo testo è nel messaggio — mai moralista, mai didascalico — che attraversa tutte le sue pagine: non mettere paletti, non darti limiti troppo stretti, non chiudere le porte prima ancora che qualcuno possa bussare. La vita, soprattutto quella professionale, è imprevedibile. Ma proprio per questo può sorprenderti. Leggero, scorrevole, vicino a chiunque abbia vissuto l’ansia da scadenze, la precarietà delle entrate, il coraggio di buttarsi e la sensazione di non essere mai “arrivato”, il libro di Galante è una piccola boccata d’aria: fa compagnia, fa sorridere, e soprattutto ricorda che nessuno è davvero solo dentro la complessità del lavoro contemporaneo.
"La vita da lavoratore autonomo è come un viaggio in mongolfiera: a volte vola alto, a volte scende improvisamente, ma almeno non devi preoccuparti di fare la fila alla fermata dell'autobus."
Un esordio molto promettente ✨ "Ma tu che lavoro fai?" è un libro che sorprende per la sua sincerità e per il modo in cui riesce a raccontare una realtà che tutti viviamo, ma che spesso diamo per scontata. Mariangela Galante parte da una domanda che sentiamo continuamente (a volte con curiosità, altre con imbarazzo) e la trasforma in un viaggio tra storie, emozioni e scelte di vita. Galante riesce a dare spazio a diverse esperienze, mostrando quanto il lavoro possa influenzare l'umore, le relazioni e perfino l'idea che abbiamo di noi stessi. Quello che colpisce di più è il modo in cui l'autrice alterna leggerezza e riflessione. Ci sono pagine che fanno sorridere e altre che fanno pensare, ma senza mai risultare pesanti o moralistiche. Ogni storia ha qualcosa di autentico e permette di immedesimarsi facilmente, perché parla di situazioni e dubbi che, in un modo o nell'altro, appartengono a tutti. In conclusione, "Ma tu che lavoro fai?" è un libro piacevole, concreto e molto umano. Perfetto per chi ha voglia di leggere qualcosa che faccia riflettere senza rinunciare alla semplicità, e per chi ama le storie che nascono dalla vita reale e la raccontano con delicatezza.
Ritrovo. Via Salvo D’acquisto. 93100. Caltanissetta. Mi sono preso un caffè con @mariangela_galante di quelli lunghi un weekend. Un weekend come quelli passati in pantaloncini o sopra il mio booster o il suo scarbeo. Ci siamo anche fatti due passi, giusto due: quelli che separano casa dai miei da casa dei suoi. L’autrice (biii che impressione!) scrive x missione piu che per autocelebrazione, scrive x esigenza piu che per dovere di cronaca. Scrive di un percorso che non è IL percorso, ma è uno che è stato possibile fare NONOSTANTE TUTTO. Giá: ma che è sto tutto? Tutto è il centro Sicilia, è quella Caltanissetta che sta alla fine di ogni classifica nazionale (vedi articoli di questa settimana) per qualità di vita e servizi. Tutto è una famiglia “convenzionale” che piena di valori vuole solo il meglio per i propri figli. Tutto sono esperienze fatte in grande, necessarie per capire qual è il proprio posto (e ruolo) nel mondo. Il libro puó piacere o no, puo interessare o meno: ma io stavolta non riesco ad essere obiettivo, perche si parla di un pezzo della mia vita e io ne vado fiero! #bravamari
Ci troviamo di fronte a un libro che parla un po' di tutti noi. D'altronde, chi non ha mai fatto la gavetta? Chi non è mai stato sottopagato per svolgere un lavoro per cui ha studiato? Ma questo è anche un libro che parla di chi ha il coraggio di intraprendere una professione in un ambito non tradizionalmente stabile. È un libro per tutti coloro che, almeno una volta, hanno sentito questa domanda: "ma riesci a campare con quello che fai?" Perché forse ci stiamo dimenticando che è più importante come campi invece di quanto guadagni per campare e grazie a questo diario pieno di esperienze e riflessioni io me ne sono ricordata.
Qui non troverete le istruzioni per aprire la vostra partita iva ma forse troverete delle risposte che vi aiuteranno a capire se quella che state vivendo è la vostra vita o è quella che gli altri hanno costruito per voi. Un libro piacevole, divertente ma soprattutto necessario.