Lilyën è la cinquantesima Incarnazione della Dea Athlewyn, designata fin dalla nascita a guidare gli eserciti e lo spirito di Moonnor. Cresciuta nel Tempio e addestrata alla magia dalle Custodi, conosce solo doveri e obbedienza, finché durante la Cerimonia per scegliere il suo Guardiano una voce sconosciuta le indica Malrian, l’ultimo discendente di una linea di sangue maledetta. Crescendo insieme, Lilyën e Malrian forgiano un legame proibito e assoluto, ma l’arrivo del potente esercito della Repubblica di Amor, guidato dal carismatico vicecomandante Marcus, stravolgerà le loro vite. Divisa tra amore e dovere, tra due uomini legati al suo destino, Lilyën dovrà affrontare scelte impossibili, mentre il destino della sua terra pende da un filo sottile. Moonnor – L’Ultima Incarnazione inaugura una saga avvincente, dove magia, guerra e passione decideranno il destino del mondo intero.
Quando il destino viene deciso prima ancora di avere una voce, scegliere diventa un atto proibito. Chi sei, se persino il tuo nome non ti appartiene?
Moonnor – L’ultima reincarnazione, Volume 1 è un fantasy epico a tinte dark, intenso e stratificato, che affronta destino, potere religioso, oppressione, identità e sacrificio. Fin dalle prime pagine si respira un’atmosfera sacrale e soffocante, fatta di rituali, leggi immutabili e di una Dea che governa ogni aspetto dell’esistenza. Qui il potere non protegge: plasma, impone, spezza. Ed è il vero cuore della storia. Lilyën, poi rinominata Athlewyn, è l’Incarnazione della Dea. Una bambina privata del nome, della famiglia e della possibilità di scegliere. Cresce venerata e temuta, ma profondamente sola, costretta a incarnare perfezione e spietatezza. Vive un conflitto costante tra obbedienza e compassione, tra il ruolo che le è stato imposto e ciò che sente davvero. ⚖️ Accanto a lei entra in scena Malrian, nato a Galarth, la contrada maledetta. È il suo opposto per origine e destino: cresciuto nella violenza, nell’emarginazione e nel disprezzo sistematico. Il loro incontro non è solo inatteso, è pericoloso, e da lì nasce un legame profondo, istintivo, che sfida l’ordine stabilito. Athlewyn resiste al volere della Dea, mentre Malrian rappresenta ciò che quel mondo ha sempre rifiutato. La loro relazione non è facile né immediata: è lenta, complessa, carica di tensione. Ogni passo è un rischio, ogni scelta ha conseguenze reali. È una storia che procede con un ritmo solenne, ma colpisce con una forza emotiva costante.
«La Dea ricompensa sempre il frutto delle sue radici.»
Questa frase attraversa l’intero romanzo come una formula sacra, ma il suo significato muta profondamente. All’inizio sembra una promessa, poi diventa una giustificazione, infine una condanna. Arriva dopo un percorso narrativo che mostra come il concetto di “ricompensa” venga usato per legittimare sacrifici imposti, violenze ritualizzate e destini già scritti. Non è una frase consolatoria. Non parla di giustizia, ma di sottomissione. Racchiude il tema centrale del libro: quanto è facile chiamare “volere divino” ciò che in realtà è solo controllo? In Athlewyn questa frase genera una frattura interiore sempre più evidente: è stata cresciuta per credere che obbedire significhi essere giusta, ma ogni decisione la allontana da sé stessa. In Malrian, invece, la stessa frase assume il peso di una colpa ereditaria: nascere a Galarth significa non meritare nulla, se non punizione. È una citazione che cambia il lettore perché obbliga a guardare il destino non come qualcosa di sacro, ma come qualcosa che può — e forse deve — essere messo in discussione. 🕯️
Il legame tra Athlewyn e Malrian è prima di tutto un riconoscimento reciproco. Due bambini segnati dallo stesso sistema in modi diversi: lei venerata ma prigioniera, lui libero solo nel corpo ma marchiato come colpevole. Le loro differenze di origine, il passato di violenza di Malrian e il ruolo divino di Athlewyn rendono ogni interazione carica di tensione e significato. La loro relazione non salva, non guarisce, non cancella il dolore, ma introduce qualcosa di ancora più pericoloso: il dubbio. 🔥 Athlewyn è potere senza libertà. Malrian è libertà senza protezione. Insieme non cambiano il mondo, ma ne incrinano le fondamenta. Il loro legame mette in discussione leggi, tradizioni e colpe tramandate da generazioni. I temi affrontati – fanatismo religioso, abuso di potere, colpa collettiva, infanzia negata, violenza sistemica – sono duri e richiedono consapevolezza, ma vengono trattati con coerenza e profondità. Moonnor – L’ultima reincarnazione, Volume 1 è una storia che lascia il segno perché non promette soluzioni facili: mostra quanto sia difficile spezzare un ordine ingiusto, ma anche quanto sia necessario provarci. 🖤
Moonoor È una di quelle storie che unisce magia, destino e sentimenti in modo così armonico da lasciarti addosso la sensazione di aver davvero vissuto accanto ai personaggi.
Lilyën è la cinquantesima Incarnazione della Dea Athlewyn, una figura sacra chiamata a guidare e proteggere il popolo di Moonoor. circondata da doveri e aspettative, viene "addestrata" alla magia e al ruolo che il destino le ha imposto, senza avere davvero voce sulle scelte fondamentali della sua vita. Moonoor è tutto quello che conosce, è tutto quello che ha sempre conosciuto. Possiede i poteri della Dea e da lei è guidata da tutta la vita. Durante la Cerimonia, momento cruciale in cui deve scegliere il proprio Guardiano, Lilyën lega il suo destino a Malrian, discendente di una stirpe maledetta e da sempre considerata inferiore. Tra i due nasce da subito un legame intenso, fatto di amicizia e poi amore. Un legame che dura e si rafforza per anni. Totalizzante, pieno, Felice. Lilyen però durante tutta la sua vita, a partire dai suoi 7 anni, ha delle strane visioni di un uomo con gli occhi neri, un uomo pericoloso. Un uomo che la cerca ,la insegue.. un uomo che la spaventa. Un uomo che segnerà la sua vita per sempre. Quando su Moonoor si abbatte l'esercizio di Amor, Lilyen riconosce subito quegli occhi , riconosce l'uomo che l'ha perseguitata per anni , un uomo sul quale i suoi poteri non hanno alcun effetto... E da lì tutto cambia.. il confine tra luce e buoi, giusto e sbagliato...diventa sottilissimo. Chi è Marcus? Perché il loro destino è legato? Una delle cose che ho amato di più è la scrittura di Susanna: l’ho trovata profondissima, curata e molto attenta alla dimensione interiore dei personaggi. Non si limita a raccontare cosa accade, ma ti porta dentro i pensieri, le paure, i dubbi e i desideri di Lilyën, Malrian e Marcus rendendo ogni emozione credibile e davvero realistica. Non c’è solo il romance, ma anche il peso della responsabilità, la paura di fallire, il desiderio di essere visti e compresi per ciò che si è davvero. Il triangolo emotivo che si crea non è mai banale, perché non viene usato solo come “drama”, ma come modo per esplorare lati diversi di Lilyën e ciò che rappresentano Malrian e Marcus nella sua crescita. 😭 Ci sono pagine che parlano di sacrificio, di scelte dolorose, di cosa significa portare su di sé il destino di un popolo e, allo stesso tempo, voler essere semplicemente una ragazza che ama, sbaglia e vive . Ci sono pagine che parlano di speranza, di amore , coraggio e rinascita. Non ero pronta al " love triangle". Non ero pronta al finale. Non sono pronta alla scelta Di Lilyen. Non sono pronta al volume 2. (Il sistema Magico e il World Building sono semplici da capire, quindi lo consiglio anche a chi non è abituato a leggere Fantasy.)
Un inizio di saga fantasy davvero promettente. Ringrazio l’autrice per avermi inviato la copia cartacea del romanzo #collaborazione 📚⚔️🔮
Moonnor è una terra che venera la Dea Athlewyn, divinità che governa il suo popolo attraverso un’incarnazione: una bambina prescelta alla nascita, dotata di poteri magici e incaricata di parlare in nome della Dea. Lilyen è la cinquantesima incarnazione, destinata a una vita di devozione assoluta al Tempio. Il suo percorso cambia quando una voce misteriosa le indica Malrian come Guardiano, una scelta che va contro il volere divino. Crescendo insieme, Lilyen e Malrian costruiscono un legame profondo e indissolubile, capace di mettere in discussione non solo le regole del Tempio, ma la volontà stessa della Dea. La situazione si complica ulteriormente quando Moonnor viene minacciata dalla Repubblica di Amor e fa il suo ingresso in scena Marcus, vicecomandante dell’esercito. Magia, guerra e politica si intrecciano in una storia dove il destino sembra già scritto… o forse no.
Moonnor – L’ultima incarnazione è un ottimo primo volume per l’avvio di una saga fantasy che mescola con intelligenza intrighi politici, elementi religiosi e tensioni emotive. L’inizio è volutamente lento: le prime pagine sono dedicate all’introduzione del worldbuilding e dei personaggi e possono risultare meno scorrevoli, ma sono necessarie. Una volta superata questa fase, la storia entra nel vivo e acquista ritmo e coinvolgimento.
Il worldbuilding ideato da Susanna è originale e ben strutturato. Molti aspetti vengono lasciati volutamente in sospeso, ma il lettore ha sempre le informazioni essenziali per seguire la trama, con quel giusto senso di mistero che invoglia a proseguire con la lettura. La trama è ricca di eventi: complotti, scontri politici, tensioni e momenti più intimi si alternano con equilibrio, soprattutto nella seconda parte del libro, quando l’arrivo di Amor e dei suoi protagonisti arricchisce notevolmente la narrazione. Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è l’assenza di una netta divisione tra “buoni” e “cattivi”. I personaggi, protagonisti compresi, sono tutti morally grey: esistono fazioni, conquiste, ingiustizie e violenze, ma nulla viene mai semplificato. Questo rende la storia più complessa, interessante e meno prevedibile.
Se devo muovere un appunto, riguarda i personaggi. Sono ben pensati e diversi tra loro, ma non sono riuscita a entrare pienamente in sintonia con tutti, in particolare con uno dei protagonisti. Le parti introspettive e più emotive sono presenti, ma considerando i temi trattati mi sarei aspettata una maggiore profondità emotiva, che mi avrebbe permesso di sentirmi più coinvolta in alcune dinamiche. Detto questo, sono convinta che si tratti di una sensazione legata a questo primo volume e che nei prossimi libri ci sarà ampio spazio per approfondimenti più intensi.
La scrittura di Susanna è scorrevole e mostra una crescita evidente nel corso del romanzo. Nonostante non sia un libro breve, si legge con facilità e interesse, segno di una buona gestione del ritmo narrativo.
Le premesse sono ottime e il potenziale della saga è alto: non vedo davvero l’ora di leggere il prossimo volume.
Esistono storie che si leggono e storie che si respirano. Ci sono libri che ti restano incollati all'anima, che non si limitano a occupare uno scaffale, ma prendono dimora fissa nel cuore. Questo primo volume non è solo l'inizio di una saga: è un incendio emotivo che mi ha travolta, lasciandomi addosso la sensazione dolce e amara di un sogno da cui non vorrei mai svegliarmi. ✍️ La scrittura dell’autrice è una carezza sofisticata, un incanto che ipnotizza. Con la voce di un narratore onnisciente che ci prende per mano, veniamo trasportati a Moonnor, una terra dove ogni respiro è un tributo alla Dea e ogni vita sembra un copione già scritto nel cielo. Ma dietro la bellezza delle cerimonie si nascondono ferite profonde: il fanatismo religioso, l'abuso di potere e il dolore lacerante di quelle bambine strappate alle madri in nome di un bene superiore. Il worldbuilding è una macchina perfetta, un intreccio fluido dove ogni dettaglio è un tassello di un mosaico epico. ⚔️ Al centro di questo universo nasce Lilyën, l'incarnazione della Dea Athlewyn. L’ho amata di un amore totale: è una protagonista vera, così umana nelle sue fragilità che avrei voluto abbracciarla e, a tratti, scuoterla con forza. Cresciuta per guidare popoli, Lilyën vede il futuro attraverso visioni divine, ma è durante la scelta del suo Guardiano che l'ordine delle cose si spezza. ❤️ Tra la folla, i suoi occhi incontrano quelli di Malrian, l'ultimo erede di una stirpe maledetta. Il suo sorriso è l'unico calore che Lilyën abbia mai conosciuto nelle sue visioni. Il loro è un amore sviscerale, un legame proibito che fa battere il cuore all'impazzata e provoca quella pelle d'oca che solo le grandi storie sanno regalare. Un sentimento che grida libertà contro un destino che la Dea vorrebbe già segnato. 🌑 Ma l’oscurità reclama il suo tributo. Con l'avanzare dell'esercito della Repubblica di Amor, compare lui: Marcus, il giovane con gli occhi neri come la notte più fonda. 🖤 Marcus non è un estraneo; è l'ombra che ha perseguitato i sogni di Lilyën per anni, un enigma vivente che ora minaccia di distruggere ogni certezza. ✨ Lilyën si ritroverà spezzata tra il cuore e la mente, mentre il destino sembra prendersi gioco di lei. Cosa sceglierà il suo cuore? E chi è davvero l'uomo dagli occhi color della notte? Può una scelta umana infrangere le catene del fato? 📜Questa è una storia di contrasti assoluti: gioia e rabbia, destino e scelta, luce divina e oscurità umana. È un’opera eccezionale che va letta, protetta e amata immensamente. Lasciatevi trasportare a MoonNor... non ne uscirete più uguali a prima. ⚠️🚨P.S. Cara CE Pav Edizioni, sappiate che ora bramo il secondo volume come poche cose al mondo. Sono ufficialmente in modalità "tormento": preparatevi, perché potrei scrivervi ogni giorno finché non avrò quel seguito tra le mani! Ne ho un bisogno vitale! 🤣🔥