Io ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca, Aurelio succhiacazzi e Furio fregna sfondata, che pei miei versetti pensate, sol perché son teneri e gentili, ch’io sia poco pudico e virtuoso. Giacché è appropriato per un poeta onesto esser casto con se stesso, ma nulla è dovuto dai suoi versetti; i quali hanno ora e per sempre arguzia e grazia, quando son tenerelli e un poco spudorati, e riescono a risvegliar un certo pruriginoso desiderio, non dico nei fanciulli, ma in quei vecchi pelosi incapaci ormai d’inarcar la schiena rattrappita. Voi, che avete letto de’ miei innumerevoli baci, pensate forse ch’io sia uomo perverso e poco virile? Credetemi, ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca.