Domenico Dodaro, ispettore del lavoro trentottenne, dopo la morte della moglie torna a Lucca, la città dove è cresciuto. A Lucca c’è sua madre che può prendersi cura di Mimì, la figlia adolescente, c’è la sorella Lucrezia e c’è Alessandro, l’amico di famiglia paraplegico in seguito a un incidente in cantiere dove il padre di Domenico aveva perso la vita molti anni prima. Ma Domenico non fa in tempo ad ambientarsi, a riprendere contatto con i vecchi amici e a ritrovare i luoghi della sua infanzia, che l’agognata tranquillità viene scossa da un tragico la morte di Karina Bogdani, giovane operaia tessile e ballerina piena di sogni, stritolata dall’orditoio di una nota industria della zona. Tra scatoloni ancora da aprire, nuovi colleghi e memorie dolorose risvegliate dal ritorno in città, Domenico si trova catapultato in un’indagine che, nel confine vischioso tra lecito e consentito, svela le crepe di un sistema lavorativo spietato. Per fortuna, a scalfire un impenetrabile muro di omertà e reticenze, troverà, inaspettato, il sostegno della PM Raffaella Pacini, compagna di classe e di avventure politiche al liceo, con la quale condivide, oltre alla sete di verità e giustizia, tanti ricordi del passato e una bella amicizia da recuperare.
BookLover, oggi vi parlo di L’altro ispettore. Vietato pensare di Pasquale Sgrò, un romanzo che unisce giallo e attualità con una semplicità che colpisce dritta allo stomaco. Al centro c’è Domenico Dodaro, ispettore del lavoro che torna a Lucca dopo un lutto e si ritrova a indagare sulla morte di una giovane operaia tessile. Quello che sembra un incidente come tanti diventa l’occasione per svelare omissioni, responsabilità taciute e il lato più fragile del mondo del lavoro.
Il bello di questo libro è proprio lo sguardo diverso.Niente detective infallibili, niente azione spettacolare, ma un uomo normale che deve districarsi tra burocrazia, dolore personale e la volontà ostinata di capire la verità. Dodaro è umano, stanco, credibile, un protagonista che non brilla per eroismo ma per integrità, e che proprio per questo resta impresso.
Sgrò scrive in modo limpido e diretto, senza giri di parole, restituendo ambienti, tensioni e silenzi con grande realismo. La storia scorre veloce e fa riflettere senza mai diventare pesante. È un romanzo che parla di sicurezza sul lavoro, dignità e giustizia con un tono semplice ma incisivo, e che ci ricorda quanto spesso diamo per scontate certe tragedie.
E per chi ama gli adattamenti televisivi, la Rai sta trasmettendo proprio in questi giorni la serie tv ispirata al libro, che riprende l’atmosfera e il protagonista senza tradirne l’essenza.
Lo consiglio a chi cerca un giallo diverso dal solito, più vero, più terreno, più vicino a noi di quanto vorremmo ammettere.
Lettura molto scorrevole, cattura l'attenzione. Bellissimo per chi ha apprezzato la serie TV, racconta il primo episodio con maggiori dettagli e scene leggermente diverse. Per chi non avesse visto la serie sarà sicuramente un libro che merita di essere letto, soprattutto per il tema trattato. Lo stesso Pasquale Sgrò è un ex ispettore del lavoro e mostra chiaramente tutto ciò che comporta la vita di chi prova a salvarla ad altri. L'ispettorato del lavoro è spesso tenuto in secondo piano e le vittime di incidenti sul posto di lavoro sono tantissime e se ne parla troppo poco. A mio avviso questo libro cela una critica al sistema informativo italiano che non permettere una corretta informazione riguardo questi temi e critica gli imprenditori che mettono il profitto davanti la vita dei propri operai.