Una storia di resistenza, amore e coraggio sullo sfondo di un mondo distopico in cui il popolo, spaccato da profonde divisioni sociali, ha dimenticato cosa significa combattere per ciò che è giusto. La storia si svolge in una Genova che non è Genova, dove banchi di meduse fluttuano per i carruggi e nelle vene delle persone scorre il potere magico del plancton.
è possibile parlare di quento è bello questo romanzo senza tirarla per le lunghe e arrivare a scrivere un saggio da 500 pagine a riguardo? suppongo lo scopriremo.
Chimere e paradossi ha come più grande e lampante lato positivo il saper tenere tutto in perfetto equilibrio: world building, sistema magico, personaggi e trama. Il pericolo di perdersi qualcosa per strada era alto in un romanzo così complesso, eppure niente di tutto questo è successo. Ines Cavina è riuscita nell'impresa di scrivere una storia originale, con un world-building elaborato (storicamente e georgaficamente spiegato nel romanzo), un sistema magico complesso, personaggi sfaccettati e che muovono la vicenza in prima persona, non che si fanno trascinare dalla trama. Non so come sia stato possibile (rinnovo i miei comlimenti all'autrice su questo punto) ma sono incredibilmente felice che sia successo, così che noi (noi mondo e noi lettor3) possiamo ora avere tra le mani questa meraviglia.
Una delle mie perplessità (l'unica) nel corso della lettura veniva proprio dal sistema magico: non viene svelato tutto subito, in parte per questioni di trama e in parte perchè non ci sono mai spiegoni, l3 lettor3 viene introdott3 al sistema lentamente, un tassello alla volta. Il mio titmore era quindi di arrivare alla fine senza aver ottenuto tutte le risposte, ma questo non è successo: Chimere e paradossi ci svelano tutto, ma lo fanno mantenendo sempre alta la curiosità di chi legge. In questo modo ho finito per macinare capitoli e capitoli fino a tarda notte perchè "devo sapere se nel prossimo viene detta questa cosa".
Il vero punto forte di questo romanzo però sono loro: i personaggi. Chimere e paradossi parla di due persone, Chimaira e Paradokso, trans che lottano in un mondo che è forse meno inclusivo del nostro (forse, perchè noi non siamo mess3 proprio bene ecco). Mondo complesso, trama articolata e temi scottanti sarebbero potuti risultare in un mix di personaggi limitati a macchiette, a funzioni narrative e caratterizzati solo dalla loro identità di genere. Questa paura era del tutto infondata: Chimaira, Paradokso e tutti i personaggi che li accompagnano tra le pagine del romanzo sono sfaccetat3, uman3 e reali. Sbagliano, commettono errori, chiedono scusa se riescono, nascondono cose, provano sentimenti, non sono perfett3, non sono cavalieri senza macchia: sono come noi. Userò un esempio per farvi capire cosa intendo: Paradokso è nato e cresciuto, a differenza di Chimaira e Lydia (sua amica), in un quartiere ricco della città e proprio per questo fatica a riconoscere il proprio privilegio di classe; questa cecità di fronte al (piccolo) privilegio che ha lo porta a non riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni. Commette errori e quando se ne rende conto chiede scusa. Cosa c'è di più umano di questo?
Concludo dicendo che Chimere e paradossi è anche capace di parlare di inclusione e di giustizia sociale senza sfociare mai nella lazione morale esplicita. Ines Cavina non ci fornisce una "pappa pronta", un manuale delle istruzioni o sentenze capitali; ci invita a riflettere però, a valutare cosa si potrebbe fare, quali responsabilità abbiamo e come potremmo agire nel mondo per apportare un cambiamento.
Ringrazio, per finire, Ines per mille motivi diversi: in primis per aver scritto Chimere e paradossi e per non aver conservato questo mondo per sè ma aver deciso di condividerlo con noi, poi per la fiducia che ha avuto in me nell'affidarmi la lettura della sua creatura. Le sono incredibilmente grata e cercherò di renderle indietro tutto quello che ha lasciato a me con questo romanzo!