Dietro i merletti, il progresso scientifico e l’apparente decoro, l’Ottocento celava un mondo torbido e inquieto, fatto di miseria, violenza e follia. Per i vicoli fumosi lungo il Tamigi, nelle cantine dei palazzi barocchi di Torino, lungo le strade fangose della provincia francese e per le stanze d’ospedale di una Boston puritana si aggirano assassini insospettabili: infermiere affabili e letali, seduttori dai modi eleganti, vagabondi dagli occhi febbrili e l’anima corrosa. Uomini e donne che hanno trasformato la disperazione, il narcisismo e la crudeltà in una scia di sangue. Tra atmosfere gotiche e un ritmo da thriller, Ottocento oscuro ricostruisce i casi di omicidi che hanno popolato le cronache nere di un’epoca ambigua. Storie di predatori e vittime, ma anche dei sistemi sociali che hanno permesso all’orrore di germogliare nell’ombra. E, voltata l’ultima pagina, quello che resta è qualcosa in più di una galleria di mostri: è il riflesso di un intero secolo, con le sue paure, i suoi silenzi e le sue ipocrisie. Tenetevi pronti per una discesa vertiginosa nei sotterranei della storia, che costringe a guardare in faccia il lato più oscuro dell'animo umano.
Acquistato a scatola chiusa alla fiera del libro di Napoli, nonostante le interessanti premesse temevo potesse rivelarsi l’ennesima raccolta di famosi casi irrisolti e resoconti dei soliti noti serial killer (che per quanto possano interessare a una certa ci si stanca a leggere di cose già risapute). Invece Emma Ciceri ci presenta a sorpresa quasi 30 casi violenti semisconosciuti, con vicende e personaggi descritti in maniera chiara e accurata, lasciandosi andare anche a narrazioni fittizie nei momenti giusti per trasportare il lettore in quell’Ottocento oscuro di cui abbiamo solo grattato la superficie. 5 stelle meritatissime per l’originalità, la ricerca e per la non scontata assenza di refusi!