E se la vita di Jane fosse il più bello dei suoi romanzi?
Bath, 1805. Jane Austen ha ventinove anni e, insieme a sua madre e a sua sorella Cassandra, si è da poco trasferita nel piccolo appartamento di Gay Street, presso la città termale più famosa d'Inghilterra. George Austen, il suo amatissimo padre, è morto da pochi mesi e lei non potrà mai più essere – ora definitivamente – una delle «ragazze», come lui era solito chiamare lei e Cass. Non più ragazza, dunque, ma nemmeno completamente donna, secondo l'opinione Jane, infatti, non si è mai sposata – anche se ha sperimentato, e più di una volta, l'amore che fa accelerare il battito e tremare i polsi. Il suo grande matrimonio è stato, in effetti, con la scrittura. Di fronte a sé, adesso, vede stagliarsi il destino incerto e tutt'altro che roseo che attende tutte le donne prive della protezione di un uomo. In questa alba d'estate, seduta davanti al camino della sua stanza, Jane osserva qualcosa bruciare senza troppo rumore, riducendosi in cenere. Sono pagine vergate si contorcono l'una sull'altra, lasciando nella stanza solo l'eco di una musica lontana. È qualcosa a cui ha lavorato il suo ultimissimo romanzo. All'improvviso, dei passi leggeri salgono le «Perché lo hai fatto?». Una figura si staglia sulla porta, ma è ormai troppo tardi. Cosa conteneva Spirit and Character, la storia della sua vita, e perché Jane ha deciso di tramutarla in polvere? Attraverso questo "romanzo nel romanzo", Faye Morrison ha voluto rendere omaggio a una delle scrittrici più famose di tutti i tempi, calandosi nella quotidianità di una Jane viva e inedita, tra i suoi amori, la sua famiglia e il vibrante microcosmo, serioso e giocoso, formale e scanzonato, dell'Inghilterra Regency. In questa narrazione serrata e coinvolgente, raffinata e ironica, Jane prende la parola per raccontarci le vicende non solo dei suoi amati personaggi ma soprattutto, e per la prima volta, di se stessa.
E se la vita di Jane fosse il più bello dei suoi romanzi?
Questo interrogativo dà il la per creare l’occasione del libro. Spirit and Character è il titolo di un romanzo immaginario scritto da Jane, una sorta di autobiografia, durante gli anni di Bath, in cui ripercorre la sua vita precedente, la giovinezza, i primi passi nella scrittura e i primi amori.
Jane si presenta con una personalità ben definita ma anche con le fragilità di una ragazza che si affaccia sul mondo senza sapere bene quale sarà il suo posto. Noi sappiamo già che gliene spetterà uno d’onore, ma bisogna riconoscere che la condizione femminile, l’incertezza storica di quegli anni, l’insicurezza di una scrittrice alle prime armi, ben giustificano il percorso tortuoso e complicato e gli arrovellamenti interiori che lo hanno accompagnato. Il tutto arricchito da una famiglia numerosa e complessa, una società pettegola ed esigente e delle esperienze parecchio sfortunate.
Una buonissima lettura, affatto furba o commerciale, che ho amato nella sua quota biografica e apprezzato in quella romanzata.
Una biografia romanzata di Jane Austen. Molto romanzata, ma plausibile, visto lo studio certosino che Faye Morrison ha fatto della vita e delle opere di Jane Austen. Naturalmente immagino che dietro al nome dell'autrice si nasconda qualcuno che fa parte dell'agenzia letteraria Lorem Ipsum, visto che è evidente che Faye Morrison sia lo pseudonimo di un'autrice italiana. Sarei curiosa di sapere chi è, magari scambiare con lei (o con lui) quattro chiacchiere. Le storie d'amore di Jane Austen - quelle presunte, visto che abbiamo solo supposizioni - sono trattate in maniera plausibile. Per esempio, il flirt con Tom Lefroy è al livello di Becoming Jane, ma con un finale più verosimile, mentre lei nelle lettere continua a scrivere a Cassandra minimizzando per non farla preoccupare, quando invece dentro è davvero sofferente. E la risposta alla proposta di Harris Bigg-Withers accoglie la tesi di Gill Hornby in Miss Austen. Il romanzo che occupa le pagine del libro, Spirit and Character, è una sorta di esercizio letterario, ma anche uno di sfogo di Jane - che dopo la morte del padre aveva deciso di non scrivere più - la quale scrive la sua vita come se fosse un romanzo, facendoci vedere le sue eroine come amiche immaginarie che entrano ed escono dalla vita di Jane, proponendo le loro storie, come se Jane non le avesse dentro di sé, ma accanto a sé, con una mente e una volontà propria. Jane in questo romanzo non è ancora diventata una scrittrice pubblicata: il suo Susan/Catherine è fermo nelle mani dell'editore Crosby, che lo ha acquistato per 10 sterline ma che, dopo oltre due anni, non lo ha ancora pubblicato; la storia si ferma infatti al 1805, quando Jane decide che vuole ricominciare a scrivere, malgrado la decisione presa pochi mesi prima. Lo stile tenta di imitare quello di Jane Austen, ma forse è troppo descrittivo e poco dialogico. Ci sono delle piccole imprecisioni, ma, tutto sommato, sono minime rispetto alle cose corrette, che, di solito, sono ben poche in operazioni editoriali come questa: tutti credono di conoscere Jane Austen, pochi si prendono la briga di immergersi nello studio della sua vita, anche solo per scrivere un mero romanzo di intrattenimento. Un applauso a Faye Morrison, dunque, chiunque sia. Un appunto sulla copertina e sul titolo. Sono entrambi molto belli, ma... nessuno dei due mi catturerebbe come qualcosa che ha a che fare con Jane Austen se lo vedessi di sfuggita nella vetrina di una libreria. Visto l'impegno che l'autrice e la sua agenzia letteraria hanno infuso in questo progetto, è un vero peccato.
un libro carino di intrattenimento su una scrittrice famosa e che amo profondamente. l'inizio mi è piaciuto molto, soprattutto i temi sulla scrittura e lettura, a metà romanzo l'attenzione e calata e non mi ha entusiasmato per niente, non so se perché era incentrato più sugli interessi amorosi dell'autrice oppure se sono io che non ero nel momento giusto, comunque sia il finale si è ripreso abbastanza molto commovente. consigliato soprattutto per chi ama jane austen e la scrittura!
Romanzo carino, ma non entusiasmante: scopro che la biografia romanzata non è il genere che fa per me. Avrei gradito di più se la prima parte sull'infanzia fosse stata più breve. Poi nessuna delle due storie d'amore è riuscita a prendermi perché, conoscendo la vita della Austen, sapevo di non poter contare in un lieto fine. Molto interessante e divertente la presenza delle protagoniste dei romanzi sottoforma di spiriti o amiche immaginarie, è stata senza dubbio la mia parte preferita.