Il magico albero di Natale dei ricordi di Charles Dickens, e la sua bambina-principessa con un'improbabile fata madrina. Un magico sogno natalizio immaginato da Louisa May Alcott e le ragazze spumeggianti e le donne generose di Lucy Maud Montgomery, e poi l'abete irrequieto di Hans Christian Andersen, il Babbo Natale allegro e indaffarato di L. Frank Baum e altre storie, fantasie e sogni per immergersi nella magica atmosfera di Natale. Elenco dei La lisca magica, di Charles Dickens Tre Alberi di Natale, di Juliana Horatia Ewing L'Abete, di Hans Christian Andersen Un'ispirazione natalizia, di Lucy Maud Montgomery La Principessa di Natale, di Mrs. Molesworth Un sogno di Natale e come si realizzò, di Louisa May Alcott Il rapimento di Babbo Natale, di L. Frank Baum La Regina delle Nevi, di Hans Christian Andersen Lill nel paese di Babbo Natale, di Ellis Towne, Sophie May, Ella Farman Natale tutti i giorni, di William Dean Howells Un errore di Natale, di Lucy Maud Montgomery L'albero di Natale, di Charles Dickens
Charles John Huffam Dickens (1812-1870) was a writer and social critic who created some of the world's best-known fictional characters and is regarded as the greatest novelist of the Victorian era. His works enjoyed unprecedented popularity during his lifetime, and by the twentieth century critics and scholars had recognised him as a literary genius. His novels and short stories enjoy lasting popularity.
Dickens left school to work in a factory when his father was incarcerated in a debtors' prison. Despite his lack of formal education, he edited a weekly journal for 20 years, wrote 15 novels, five novellas, hundreds of short stories and non-fiction articles, lectured and performed extensively, was an indefatigable letter writer, and campaigned vigorously for children's rights, education, and other social reforms.
Dickens was regarded as the literary colossus of his age. His 1843 novella, A Christmas Carol, remains popular and continues to inspire adaptations in every artistic genre. Oliver Twist and Great Expectations are also frequently adapted, and, like many of his novels, evoke images of early Victorian London. His 1859 novel, A Tale of Two Cities, set in London and Paris, is his best-known work of historical fiction. Dickens's creative genius has been praised by fellow writers—from Leo Tolstoy to George Orwell and G. K. Chesterton—for its realism, comedy, prose style, unique characterisations, and social criticism. On the other hand, Oscar Wilde, Henry James, and Virginia Woolf complained of a lack of psychological depth, loose writing, and a vein of saccharine sentimentalism. The term Dickensian is used to describe something that is reminiscent of Dickens and his writings, such as poor social conditions or comically repulsive characters.
On 8 June 1870, Dickens suffered another stroke at his home after a full day's work on Edwin Drood. He never regained consciousness, and the next day he died at Gad's Hill Place. Contrary to his wish to be buried at Rochester Cathedral "in an inexpensive, unostentatious, and strictly private manner," he was laid to rest in the Poets' Corner of Westminster Abbey. A printed epitaph circulated at the time of the funeral reads: "To the Memory of Charles Dickens (England's most popular author) who died at his residence, Higham, near Rochester, Kent, 9 June 1870, aged 58 years. He was a sympathiser with the poor, the suffering, and the oppressed; and by his death, one of England's greatest writers is lost to the world." His last words were: "On the ground", in response to his sister-in-law Georgina's request that he lie down.
Tra le tante letture a tema che mi hanno tenuto compagnia durante le ultime festività, questa raccolta pubblicata nel 2013 da Il Gatto e la Luna è probabilmente una delle meno note nonché, sotto alcuni aspetti, delle più sottovalutate. Il libro, in realtà, faceva parte della mia collezione già da parecchio tempo, vale a dire da quando, diversi anni fa, l'avevo acquistato in formato ebook, colpita dal prezzo particolarmente invitante e soprattutto dalla menzione di nomi quali Charles Dickens, Louisa May Alcott e Lucy Maud Montgomery. Le Dodici storie per Natale del titolo non sono soltanto i racconti di cui si compone la raccolta - gradevoli, ma non tutti al medesimo livello - ma rappresentano anche un chiaro riferimento ai dodici giorni del Natale, cioè quelli che intercorrono tra il 25 dicembre e la notte dell'Epifania. Ho trovato molto interessante la scelta degli autori proposti: una selezione che spazia da figure di primo piano del panorama letterario classico, quali appunto Dickens, Alcott e Andersen, arrivando a nomi meno noti come queli di Juliana Horatia Ewing o William Dean Howells.
LA LISCA DI PESCE ~ Charles Dickens Chi, meglio di Dickens, “l'uomo che inventò il Natale”, avrebbe potuto inaugurare questa raccolta festiva? Il primo racconto presentato, non a caso, nasce proprio dalla sua penna. Si tratta, però, di un Dickens assai inusuale, qui impegnato a narrarci l'improbabile storia di una giovanissima principessa alle prese con una magica lisca di pesce in grado di esaudire un suo desiderio. Il punto di vista adottato - ed è questa la particolarità - è quello di una bambina di sette anni, l'immaginaria autrice del racconto, ai cui occhi le questioni di censo passano in secondo piano (il padre della principessina, benché re, è povero e va al mercato a comprare il salmone), la logica e la biologia diventano un optional (la protagonista, anch'ella di sette anni, è la maggiore di diciannove figli, il minore dei quali ha sette mesi), gli adulti vengono per lo più commiserati e rimproverati per le loro cattive abitudini (come il vizio di far domande e di non lasciar terminare i discorsi altrui), mentre il lieto fine, come in ogni fiaba che si rispetti, passa obbligatoriamente per il matrimonio (e pazienza se gli sposi hanno appena sette anni!) e per la maternità... con tanto di dono nuziale, da parte dell'immancabile fata madrina, di ben trentacinque pargoli! Il testo, non privo di un opportuno insegnamento morale, appare essenzialmente come un divertissement dal trascurabilissimo spessore letterario, eppure, nella sua frivolezza, è riuscito ugualmente a colpirmi in modo singolare, forse perché mi ha ricordato molto da vicino il medesimo genere di storie - altrettanto fantasiose ed inverosimili - che io stessa ero solita scrivere a quell'età: ennesima dimostrazione dell'eccezionale abilità di Dickens di calarsi senza riserve nel mondo interiore dei più piccoli.
TRE ALBERI DI NATALE ~ Juliana Horatia Ewing Il ricordo dell'albero di Natale - fino a metà dell'Ottocento estraneo alla tradizione britannica - scandisce il racconto della vita di un uomo, dalla fanciullezza alla vecchiaia, giungendo fino alla morte. Juliana Ewing, apprezzata autrice per l'infanzi vissuta tra il 1841 e il 1885, e a me completamente ignota fino a questo momento, illustra così tre diverse fasi dell'esistenza umana, regalandoci una storia semplice e rassicurante, dove la morte del protagonista, sopraggiunta in tarda età, senza sofferenza e tra l'affetto dei suoi cari, non pregiudica minimamente il lieto fine, immerso come tutto il racconto nella placida cornice dell'atmosfera natalizia.
L’ABETE ~ Hans Christian Andersen La storia di un piccolo abete ambizioso, ossessionato dall'ansia di crescere e dal desiderio di diventare un vero albero di Natale, assurge a metafora dell'incapacità dell'essere umano di apprezzare il valore di ciò che possiede prima che sia ormai troppo tardi. Una storia ricca di spunti di riflessione, nel tipico stile di Andersen.
UN'ISPIRAZIONE NATALIZIA ~ Lucy Maud Montgomery La storia narrata dalla celebre autrice di Anna dai capelli rossi, ed ambientata alla vigilia di Natale in un pensionato per signorine, presenta a mio avviso diverse affinità con il racconto alcottiano Che cosa può fare l'amore. Al centro della narrazione vi è la decisione di un gruppo di ragazze, per lo più studentesse impossibilitate a tornare a casa per le vacanze, di regalare un Natale speciale ad una donna sola ed introversa che alloggia nel medesimo stabile. Anche in questo caso non è il profilo letterario del racconto ad emergere con particolare intensità, bensì la capacità dell'autrice di interpretare, nella dimensione della vita quotidiana, lo spirito più genuino ed autentico del Natale.
LA PRINCIPESSA DI NATALE ~ Mrs Molesworth Ecco un'altra autrice di cui non avevo mai sentito parlare: Mary Louisa Molesworth, meglio nota nell'ambito della sua produzione per l'infanzia, con il nom de plume di Mrs Molesworth. Quella della Principessa di Natale è una fiaba classica, a metà tra La bella addormentata nel bosco e una favola della tradizione orientale che leggevo spesso da bambina, intitolata La principessa piangente, dove l'autrice rielabora il concetto biblico delle colpe dei padri che ricadono sui figli. È la storia di una piccola principessa condannata da una fata indispettita a vivere senza mai provare alcun sentimento; come nella miglior tradizione letteraria, però, anche questa volta a spezzare l'incantesimo non sarà la magia in senso stretto, ma qualcosa che, nella sua naturalezza, si rivelerà ancor più forte ed invincibile.
UN SOGNO DI NATALE E COME SI AVVERÒ ~ Louisa May Alcott Il racconto della Alcott che ci viene proposto in questa raccolta, si presenta come una sorta di rilettura - neanche troppo velata - del celebre Canto di Natale, dove al posto del misantropo Scrooge, troviamo una bambina di buona famiglia, annoiata dalle festività e perciò insofferente ad esse, che grazie alla lettura dello suddetto romanzo di Dickens, ad un inaspettato sogno, e alla bontà d'animo di sua madre, riscoprirà il vero senso del Natale e comprenderà per la prima volta la gioia del dare. Forse Louisa May eccede un po' con lo zucchero, ma una volta all'anno, sotto le feste, glielo si può perdonare.
IL RAPIMENTO DI BABBO NATALE ~ L. Frank Baum Noto principalmente per i libri del Mago di Oz, lo statunitense Baum dedicò una parte della sua carriera di scrittore ad approfondire la figura che più di ogni altra incarna, nell'immaginario collettivo, la componente laica del Natale, vale a dire Babbo Natale. In questo simpatico racconto del 1904 - che pare uscito direttamente da uno di quei film americani a base di renne e folletti, che imperversano in tv nei giorni delle feste - l'arzillo vecchietto dall'abito rosso e l'iconica barba bianca, è vittima dell'invidia dei demoni delle caverne, che irritati dalla gioia e dalla bontà generate dalle azioni di Santa Claus, decidono di rapirlo e boicottare così il suo annuale viaggio sulla slitta. Spetterà ai suoi fidati aiutanti, non senza qualche difficoltà, salvare il Natale e restituire la libertà al loro impavido superiore.
LA REGINA DELLE NEVI ~ Hans Christian Andersen Questo classico di Andersen, riletto ed adattato in numerose versioni, non ha alcun bisogno di presentazioni. Avevo letto per la prima volta questa fiaba durante gli anni dell'infanzia, in uno di quei libretti illustrati che, quando ero bambina, si usava acquistare in edicola. Suppongo però che si trattasse di una versione ridotta, perché la storia originale proposta in questa raccolta è effettivamente piuttosto lunga e, dal mio punto di vista, a tratti perfino troppo lenta ed un po'ridondante. Bella la morale di fondo, ma la fiaba continua a non rientrare tra le mie favorite.
LILL NEL PAESE DI BABBO NATALE ~ Ellis Towne, Sophie May, Ella Farman La storia che la piccola Lill narra alla sorellina Effie - un resconto del suo immaginario viaggio nel paese di Babbo Natale - è senza dubbio, tra tutti, il racconto che mi ha convinto meno. A regalarcelo è un trio di scrittrici americane, tutte principalmente attive nel campo della letteratura dedicata ai più piccoli, che oltre a ideare insieme questa storia, collaborarono alla stesura di un intero volumetto di racconti natalizi. Particolarmente evidente è soprattutto l'intento didattico dell'opera: l'incontro di Lill con Babbo Natale, infatti, non è altro che il pretesto per ispirare nei giovani lettori una doverosa riflessione sul proprio comportamento spesso indisciplinato e poco rispettoso dei genitori.
NATALE TUTTI I GIORNI ~ William Dean Howells Un sabato mattina, come d'abitudine, una bambina cerca, senza troppi complimenti, e ricorrendo talvolta a qualche “velata” minaccia, di costringere il padre a raccontarle una storia di Natale. Quest'ultimo, preso dai propri impegni e assai poco entusiasta dell'idea, tenta invano di sottrarsi alle richieste della figlioletta, ma finisce suo malgrado per accontentarla e narrarle così la vicenda di una bambina desiderosa di festeggiare il Natale ogni giorno dell'anno. La richiesta viene esaudita, ma le devastanti conseguenze di ciò, daranno modo alla piccola di comprendere il proprio errore e pentirsi della propria avventatezza. Mi ha divertito molto leggere questo racconto: non tanto per la storia in sé - che pur graziosa e con una morale condivisibile, non spicca particolarmente - bensì per la situazione che fa da cornice alla narrazione (una situazione a me particolarmente familiare durante gli anni dell'infanzia) e per le poco ortodosse dinamiche tra la bimba - perspicace, autoritaria e perfino manesca - e il malcapitato papà-narratore: svogliato, pasticcione e continuamente vessato. Se si considera che il racconto è stato pubblicato per la prima volta oltre un secolo fa, in un contesto assai meno liberale di quello a cui siamo ormai avvezzi, si ha l'esatta misura della sorprendente originalità del suo autore, uno scrittore prolifico ed un apprezzato critico, che dopo questa prima esperienza avrei davvero voglia di conoscere meglio.
UN ERRORE DI NATALE ~ Lucy Maud Montgomery Il secondo racconto della Montgomery presentato in questa raccolta, è anche uno dei miei preferiti, perché profondamente umano nei contenuti, e basato su un fatto comune e del tutto verosimile: quello di un rapporto d'amicizia silenziosamente distrutto dal pettegolezzo e dal malinteso. Dopo la prematura scomparsa del marito, la signora Grant, rimasta sola con la sua numerosa famiglia, deve fare i conti con una situazione di grave difficoltà economica, e dispera di poter dare ai suoi figli un vero Natale. Poco distante da lì, Miss Cornelia, una benenstante cugina con cui ha interrotto da tempo i rapporti, si prepara invece ad allestire un sontuoso pranzo natalizio. Un maldestro equivoco, nato dalla distrazione di un giovane maestro, permetterà però alle due ex amiche di ritrovarsi e di appianare così, dopo tanti anni, gli antichi contrasti. Una bella storia di perdono e riconciliazione, a cui - senza retorica - varrebbe la pena di ispirarsi nella vita di tutti i giorni.
L'ALBERO DI NATALE ~ Charles Dickens Così come si era aperto, il libro si conclude riallacciandosi nuovamente a Charles Dickens. Questa volta però non troviamo un vero e proprio racconto, bensì un memoir, lo stesso proposto anche nel volume Le ultime parole dell'anno vecchio, di cui ho già parlato qui.
Presentazione editoriale Il magico albero di Natale dei ricordi di Charles Dickens, e la sua bambina-principessa con un'improbabile fata madrina. Un magico sogno natalizio immaginato da Louisa May Alcott e le ragazze spumeggianti e le donne generose di Lucy Maud Montgomery, e poi l'abete irrequieto di Hans Christian Andersen, il Babbo Natale allegro e indaffarato di L. Frank Baum e altre storie, fantasie e sogni per immergersi nella magica atmosfera di Natale.
Dodici piccole fiabe natalizie, non tutte dello stesso livello e piacevolezza, sono un chiaro riferimento ai Twelve Days of Christmas della tradizione anglosassone. La raccolta inizia e si conclude con due racconti di colui che, si può dire, ha inventato il Natale: Charles Dickens.
Una raccolta di racconti natalizi per ragazzi (e anche adulti) molto belli, alcuni più di altri ma comunque significativi. Anche io la ritengo una raccolta sottovalutata. Nella raccolta sono presenti: La lisca magica Charles Dickens ⭐️ ⭐️⭐️ Tre alberi di Natale Juliana Horatia Ewing ⭐️⭐️⭐️⭐️ L’Abete Hans Christian Andersen ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Un ispirazione natalizia Lucy M. Montgomery ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ La principessa di Natale Mrs. Molesworth ⭐️⭐️⭐️ Un sogno di Natale e come si realizzò Louisa M.Alcott ⭐️⭐️⭐️⭐️ Il rapimento di babbo natale L. Frank Baum ⭐️⭐️⭐️ La regina delle nevi Hans Christian Andersen ⭐️⭐️⭐️ Lill nel paese di Babbo Natale E. Towne, S. May, E. Farman ⭐️⭐️⭐️ Natale tutti i giorni William Dean Howells ⭐️⭐️⭐️ Un errore di Natale Lucy M. Montgomery ⭐️⭐️⭐️⭐️ L’Albero di Natale Charles Dickens ⭐️⭐️⭐️⭐️