Debordante, incontenibile, esagerato per la fisicità e i distacchi che infliggeva agli avversari nelle sue specialità, lo slalom e il gigante, Alberto Tomba è stato per certi versi il più grande atleta italiano del secolo scorso. E come tutti i più grandi, ha indotto (o costretto) a cambiare il mondo che lo dallo sci, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, trascinato dai suoi eccezionali trionfi, ha vissuto un’epoca di enorme e imprevista popolarità, fino al rapporto – sempre complicato, sempre conflittuale – tra l’Italia e i suoi figli migliori, un’Italia stravolta dalla vitalità di questo allegro ragazzone di città, alieno a un mondo di montanari silenziosi. Uno sciatore che con il suo rumore – e con i suoi successi, tra cui spiccano le cinque medaglie olimpiche e una Coppa del Mondo assoluta – ha interrotto persino il rito nazionalpopolare per eccellenza, la finale del Festival di Sanremo. Giuseppe Pastore, con il suo stile inconfondibile e un ritmo mozzafiato, racconta la leggenda di Tomba la Bomba, un’icona dello sport italiano, anzi un campione che è diventato più grande dello sci stesso e ha marcato come pochi altri l’immaginario dell’ultimo quarto del Novecento.
"quando commetti un errore in gara, non portartelo fino al traguardo. dimentica subito e via: sbagliano tutti".
il libro è scritto benissimo da pastore come sempre ma ha avuto un altro ruolo nella mia psiche. Ha ritirato fuori nomi che sentivo continuamente da piccolo (Andre Amodt, Kjus, Stangassinger, Accola) perchè mio padre era tra i milioni di italiani che si fermava per vedere Tomba scendere e non solo "costringeva" tutti a vedere le gare, ma addirittura se le registrava in VHS e se le conservava. Questo per dire del peso che ha avuto Tomba nel nostro collettivo.
" tu, anche se non ci arriverai mai, devi allenare la tua capacità di arrivare al limite".
p.s. ripropongo la mia mozione per il prossimo libro dedicato alla Pellegrini
Giuseppe Pastore si conferma ancora una volta un ottimo scrittore, rievocando in questo volume, con lo stile romantico-giornalistico che ormai lo contraddistingue, le imprese di un mito dell’immaginario collettivo italiano, proveniente da un ambiente sportivo di nicchia ed “elitario” eppure diventato estremamente popolare, non solo in patria. La mania per il fenomeno Tomba ricorda per certi versi quanto sta accadendo attualmente e a distanza di quasi 40 anni con un altro grande campione dello sport italiano, che con Albertone condivide la passione per lo sci.