Quando pensiamo a Dioniso, le prime cose che immaginiamo sono il vino, la dissolutezza, i rituali bacchici dove i partecipanti perdono la ragione per guadagnare l'estasi dei sensi. Ma il dio che conosciamo anche come Bacco è molto più di questo, ed è pronto a raccontare la sua storia. Figlio dell'amore clandestino tra Zeus e la giovane principessa tebana Semele, che muore nel metterlo al mondo, Dioniso viene respinto dalla famiglia della madre e perseguitato dalla gelosia di Era. In seguito, prende sempre più le distanze dalle altre divinità, rifiutandosi di andare a vivere sull'Olimpo e viaggiando tra i mortali, guidato dalla curiosità e dalla sua volontà di sedurre il mondo. Durante i suoi vagabondaggi conosce la bellezza dell'amore e il dolore della perdita, coltiva l'amicizia con gli uomini, gli animali e la natura selvaggia, diffonde il dono del vino e raccoglie intorno a sé un seguito di devoti, le Baccanti e i Satiri. Tuttavia, in molti dubitano di lui e del fatto che sia davvero un dio. La resa dei conti si avvicina sempre di più: Dioniso rischia di perdere tutto ciò che ha costruito… Cristoforo Gorno, autore e divulgatore storico, dà voce al dio dei misteri in un romanzo appassionante tutto da scoprire: la verità, come insegna Dioniso, si nasconde nelle pieghe della follia, di cui solo lui conosce i segreti.
[Interrotto] Arrivata a metà libro ho abbandonato. L'autore è stato così gentile da farmi un firmacopie, ero lì per caso e ho ben pensato di sostenere uno scrittore locale. Lo stile narrativo è limpido e pieno di belle parole accuratamente scelte che, nel complesso, evocano figure trite e ritrite senza offrire un briciolo di profondità e personalità al testo. Il protagonista, Dioniso, ha uno spessore paragonabile a quello della carta velina, ricorda un po' il Ramses di Christian Jaq: si gonfia l'ego di paroloni detti e ridetti dagli eroi dei film per famiglie, recita copioni senz'anima, senza quel personalismo tipico, invece, di personaggi come la Circe della Miller - in generale, è vero che le scrittrici hanno una più ampia intelligenza emotiva che sanno trasmettere su carta. Avrei davvero voluto fare una buona recensione per questo libro, ma non ho trovato il Dioniso che speravo, e quando ho letto "casto" come uno dei suoi appellativi datigli dall'autore, lì mi sono cadute le braccia. Casto. Perché? Il dio della tanto decantata "dissolutezza", che va in giro con una mandria di donne e uomini in estasi per il vino e le danze... Ma la vogliamo superare sì o no questa preistorica morale cattolica? Ma va bene così. Passo immediatamente alla prossima lettura.
Lettura veramente piacevolissima. La vicenda ripercorre la vita del dio Dioniso dalla nascita alla sua "vendetta" su Tebe, passando per la sua formazione e per i viaggi in Oriente.
Dioniso, infatti, va alla scoperta del mondo, non per conquistarlo ma, come lui stesso afferma, "per sedurlo". Nel farlo incontra divinità diverse, fedi diverse e tutte le sue esperienze fanno di lui ciò per cui lo ricordiamo.
L'autore ci mostra il dio padroneggiare la follia, creare il vino, comunicare con la vegetazione e con gli animali selvatici e infine, ideare quello che viene identificato come il suo talismano: il teatro.
Immaginate passioni assolute, gelosie insanabili, tradimenti, delitti, vendette, madri che uccidono figli, figli che uccidono madri, padri che sacrificano figlie. Immaginate mostri, ascoltateli crescere dentro di voi, nutrite la loro potenza, Iasciateli liberi nello spazio delle vostre coscienze: allora sarete in grado di tenerli a bada, di impedire che evadano nel mondo a seminare dolore e morte. Dovete guardare le macchie nei vostri pensieri per purificarli; poi, dopo che lo avrete fatto, metteteli in scena.
Davvero una lettura appassionante e una storia eterna che passa attraverso una prosa molto bella.