Clala - per RFS
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Buongiorno care Fenici, oggi vi parlerò di un historical romance: Il cavaliere senza nome di Fabiola D’amico.
È giusto dirvi che leggo pochi romanzi di questo genere, delle volte, però, sento il bisogno di allontanarmi dalla routine e così decido di dare una possibilità ad alcuni libri che mi intrigano. È esattamente quello che è successo con “Il cavaliere senza nome”. La prima cosa che ha catturato la mia attenzione è stata la copertina, davvero molto carina, la seconda la trama e l’ambientazione.
Ci troviamo catapultati nel 1136 nel regno di Sicilia dove faremo conoscenza con Serena, nipote di re Ruggero II, dai capelli di fuoco e dal carattere testardo e ribelle, è una donna insolita per quei tempi; avvezza ai passatempi maschili come il tiro con l’arco, non crede che le donne debbano essere solo madri e mogli, ma siano molto di più. Giustissimo e veritiero, secondo me, però, un pensiero troppo moderno per quell’epoca.
E con chi mai potrà convolare a nozze la nostra guerriera di fuoco?! Ovviamente con un forte e testardo cavaliere come lei: Fosco Da Benevento. Chiamato anche “Il senza nome” a causa delle sue origini incerte, è nato e cresciuto sapendo di non appartenere a niente e a nessuno. È un uomo che si è fatto da solo, guadagnandosi la stima del suo Re e dimostrando il suo valore indipendentemente dalle sue umili origini. Non conosce e non accetta amore, Fosco è un personaggio forte ma un po’ troppo capriccioso, almeno all’inizio. Nonostante avesse dei buoni motivi per essere diffidente, avrei preferito si comportasse in maniera più fredda e distaccata invece di riversare le sue insicurezze su Serena. Per fortuna a metà del libro ci sarà una piacevole svolta.
Il libro procede in fretta, ma senza creare problemi. Ci saranno degli intoppi a rovinare il nido d’amore dei due protagonisti: mezze verità, un cavaliere misterioso in cerca di vendetta, un traditore innamorato di Serena e che farà di tutto per averla e, come se non bastasse, il mistero che aleggia sulle origini di Fosco. Ma niente di tutto questo basterà a fermare il loro amore che ne uscirà più forte di prima.
In sintesi: è un libro carino, si legge volentieri senza troppe pretese. Presenti in maniera misurata e mai volgari le scene erotiche, la scrittura dell’autrice è quasi poetica. Ho apprezzato molto il personaggio di Ayman, il saraceno protettore della protagonista. Il loro rapporto mi è piaciuto molto. È un peccato che l’autrice non abbia approfondito il rapporto di Serena con i suoi familiari. Che, nonostante il finale chiaramente conclusivo, l’autrice ci regali un altro romanzo su questi due insoliti personaggi?! Ci spero.
A presto Fenici, alla prossima.