Un colloquio con il rettore di una grande università californiana non è cosa abituale per William Slaytor, poliziotto privato di Los Angeles. Il suo lavoro lo porta a incontrare semmai imprenditori di basso profilo, biscazzieri e spacciatori. Nemmeno l'incarico che gli viene proposto rientra nella Slaytor trova squallido frugare nella vita privata di qualcuno alla ricerca di prove di relazioni extraconiugali. Eppure questo caso è un po' diverso. Qui si tratta di un professore universitario che, secondo certe lettere anonime, avrebbe una relazione clandestina con una ragazza di tredici anni. È solo fango o le accuse hanno qualche fondamento? Se si rivelassero nient'altro che velenose calunnie, scoprirlo grazie a un'indagine riservata eviterebbe uno scandalo che, oltre a ledere il buon nome dell'università, sarebbe devastante per la vita di un innocente. Tenere sotto osservazione il sospettato diventa così l'attività principale di Slaytor che, giorno dopo giorno, lo segue in auto nei suoi spostamenti per farsi un quadro delle sue abitudini e frequentazioni, in attesa dell'eventuale passo falso. Fino a rendersi conto che c'è davvero qualcosa di marcio. Ma in una città enorme e complicata, estrema in ogni sua manifestazione, luci e ombre si mescolano con esiti imprevedibili.
Un eroe terreno che conquista anche chi non ama il genere
Premetto di non essere una lettrice abituale di gialli o noir. Non ho una formazione specifica nel genere e, di solito, prediligo altri filoni letterari. Detto ciò, questo libro è riuscito a conquistarmi inaspettatamente.
Quello che mi ha colpita è la costruzione del personaggio principale: autentico, diretto, privo di fronzoli, ma con un tocco di umanità e ironia che lo rende incredibilmente reale, quello che definirei ‘un eroe terreno’. Slaytor è davvero quello che vorresti incontrare nella vita quotidiana: quello che ti aiuta in metropolitana quando qualcuno ti infastidisce e se ne va senza nemmeno aspettarsi un grazie.
Ho letto il libro in due giorni – lo ammetto, soffro di binge-reading quando qualcosa mi appassiona – e l’ho terminato con un unico desiderio: leggere nuove avventure del Signor Slaytor.
Credo che l’autore abbia dato vita a un personaggio che merita molteplici storie, enigmi e intrighi da risolvere. Sarebbe un peccato relegarlo tra le ombre di Rizzo e Marseille, in una Los Angeles secondaria. Slaytor merita un palcoscenico più ampio.
Spero vivamente di ritrovarlo presto in nuove indagini, pronto a guidarmi ancora una volta nell’oscurità dell’animo umano.
Questo non é il genere di giallo che leggo solitamente, ma l’ho apprezzato molto! É coinvolgente e ha diverse sotto-trame che poi confluiscono in modo molto coerente sul finale. É scritto bene e scorrevole, il personaggio principale é ben caratterizzato. Lo consiglio