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La fuliara. Storia di una maledizione

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«Una Sicilia vera e autentica, fatta di tradizioni e sapori.»
Il Secolo XIX

Belpasso, Sicilia, metà Ottocento. Gnu questo è il nome che le hanno affibbiato, insieme a quello di strega, fattucchiera, speziale. Ma, prima di scagliare una maledizione su un’intera stirpe – la famiglia Baruneddu, condannata a una vita di sfortunati amori –, Gnu Ranna aveva un altro nome. Si chiamava Veneranda Balsamo, ed era solo una ragazzina affidata dal padre alle cure di una mavara che le ha insegnato come trovare le erbe giuste per curare le malattie, riconoscere i boccioli dei fiori alla luce chiara dell’alba e vivere dei frutti della terra. Giorno dopo giorno, anche Veneranda è diventata una mavara di talento, a cui tutti gli abitanti di Belpasso si sono rivolti con fiducia. In particolare le donne che si recavano nel retro del negozio del padre a chiederle aiuto per i loro bambini o per un dolore troppo tenace. Lì erano al sicuro. Ma nessuna donna, a Belpasso, lo è mai del tutto. Nessun uomo sa rispettare un «no» mormorato con paura. Per questo, quando la figlia scappa con un Baruneddu, Veneranda decide di diventare una strega. Tutto pur di proteggerla e tenerla vicino. Perché lei, dalla madre, dalla nonna e da quelle prima di loro, ha ereditato una macchia. Una macchia che ha segnato il suo destino. Una macchia impressa dai masculi. Una macchia che, come inchiostro, si allarga di generazione in generazione.

Il vento dell’Etna ha conquistato pubblico e critica raccontando la storia di una famiglia alle prese con una maledizione. Ripartendo dalla stessa affascinante ambientazione, Anna Chisari esplora l’origine di quell’anatema. Dimostra che siamo discendenti di chi ci ha preceduto, ma che è anche possibile rompere le catene che ci rendono schiavi.

218 pages, Kindle Edition

Published June 24, 2025

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About the author

Anna Chisari

3 books1 follower

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5 stars
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9 (15%)
1 star
4 (6%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Daniela.
168 reviews26 followers
October 30, 2025
Racconto di una maledizione in più di una generazione. Descrizioni perfette che rendono il lettore partecipe degli atti di violenza sempre rivolti alle donne, dell'odio nei confronti dell'uomo dominante e prepotente, oltre che violento e sprezzante. L'unica diversa sarà Veneranda che però userà il suo sapere verso le persone sbagliate. Bellissimo ed accattivante il modo di passare da un personaggio all'altro, secco e diretto, tanto da creare una sorta di confusione nel lettore che è spinto così a proseguire nella lettura.
Profile Image for Mapi.
213 reviews3 followers
July 5, 2025
«Non voleva soffrire per niente e nessuno. Lei era madre di sé stessa, figlia di sé stes, genitrice di sé stessa e questo le bastava».

La Fuliara è una storia familiare che si intreccia ad una maledizione, ambientato a metà 800 in Sicilia dove molti dei personaggi vivono vite faticose.
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Ma è soprattutto una storia di donne, taciturne e resilienti. Di dolore, di respiri, di rabbia che rimane intrappolata tra i denti, di peccati addossati e di libertà mai agguantate.
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La prosa è piena e fluida mentre viviamo le generazioni di queste donne: Angelina, Tanina, Veneranda e Nunzia. Ragazze divenute donne, costrette a subire violenza e a vivere una vita a cui sono state costrette. La speranza di libertà pare annacquarsi in alcune generazione per poi tornare con impeto in altre.
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L'autrice calca una Sicilia magica e complessa, dai profumi dolci e dal sospiro della maestosa Etna, dove il sacro e il profano si attorcigliano. Ma ci fa vivere anche una terra ricca di contraddizione, dura, mordace, di silenzi che fanno male, di mani che lasciano solo lividi e di gioventù allegre che vengono strappate senza nessun riguardo.
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La "macchia" un'eredità femminile che con Tanina si allarga e si appesantisce, la sua è la storia che spezzerà il cuore: una giovane ragazza che tenta disperatamente di radicarsi per poter divenire forte verrà spezzata nel peggiore dei modi.
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Con Veneranda, sua figlia, la macchia sbiadisce quasi dimenticata. Allevata dalla mavara le verrà insegnato come curare il malocchio, sfiammare corpi, anime e cuori. È lei che spezza la caterna crescendo libera in ogni aspetto... Ma pare che la libertà faticosamente conquistata non sia disposta a cederla ad altre.
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Con Nunzia, figlia di Veneranda, la vicenda prende una strada di ossessione e follia ed è qui che nasce potente la maledizione della Gnu Ranna che condanna un'intera stirpe, con un odio che pare sconfinato.
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La Fuliara è una storia vera, piena di passione, desiderio, dolore, rabbia e ingiustizia, che taglia e macchia per essere ricordata.
Profile Image for Axie.
234 reviews8 followers
November 8, 2025
Una storia esoterica, senza troppe pretese, che a tratti fa sorridere. Boto: 4 ½
Profile Image for Manuela Rotasperti.
498 reviews17 followers
August 16, 2025
"ʟᴀ ᴍᴀʟᴇᴅɪᴢɪᴏɴᴇ è ɪʟ ʀɪꜰʟᴇꜱꜱᴏ ᴅᴇʟʟᴀ ᴅɪꜱᴘᴇʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴄʜᴇ ꜱᴛᴀ ɴᴇʟʟ’ᴀɴɪᴍᴀ."

Angelina Cutrona è una ragazzina di 14 anni che, in seguito ad un fatto increscioso e per preservare il buon nome della famiglia, viene chiusa in convento dai genitori. La sorte avversa sembra accompagnare anche le sue discendenti, fino ad arrivare a Veneranda Balsamo, allevata da una mavara chiamata 'a fuliara per i suoi capelli che ricordano una ragnatela, che le insegna l'uso delle erbe ed il confine tra il bene ed il male...

È una saga familiare che abbraccia ben quattro generazioni al femminile. È un libro forte, diretto, in cui emerge una figura maschile negativa, prepotente, lussuriosa che domina sulla donna, asservendola e sottoponendola a violenza: il classico uomo padrone per cui contano soltanto i soldi ed il sesso e per cui la parola fedeltà non ha importanza. È il primo libro che leggo dell'autrice Anna Chisari ed ho scoperto che è una sorta di prequel, uno spin-off del primo libro Il vento dell'Etna. Molto belle le descrizioni delle varie ambientazioni che creano una sorta di cornice per la trama. A parte la breve parentesi genovese, emerge tanta Sicilia, in primis nel linguaggio, visto il considerevole uso del dialetto, che lo rendono sì un libro ancora più radicato alla sua terra, ma non sempre di così facile comprensione per lettori esigenti come la sottoscritta, che vorrebbero poter tradurre ogni parola. La terra siciliana emerge poi nelle descrizioni di vie e meandri del paese e nelle tradizioni e superstizioni tramandate di generazione in generazione. La trama è molto articolata, abbastanza lineare dal punto di vista cronologico, se non per il salto temporale iniziale. Vi sono diversi filoni narrativi con altrettanti punti di vista che ho trovato un po' disgiunti gli uni dagli altri: risulta difficile individuare un protagonista perché nel momento in cui lo si inquadra sparisce dalla scena in modo netto, per lasciare spazio a chi lo segue e alle sue vicende. Le varie parti del libro sembrano quasi delle storie a sé stanti e personalmente avrei preferito un legame maggiore. Nel racconto ho trovato un colpo di scena inaspettato e ben riuscito. È sicuramente un libro potente, in cui la violenza domestica la fa da padrona. La figura maschile, come già detto, viene molto penalizzata, anche se non è assolutamente difficile pensare alla realistica presenza di uomini viscidi, rozzi, prepotenti. L'amore romantico non viene contemplato ed i vari legami sono viziati, chi più chi meno, da una gelosia che diventa ossessiva possessione. Una breve parentesi anche per ciò che riguarda la tradizione popolare legata alla figura della mavara, che riscuote sempre un certo fascino. Molto bella la presentazione della maledizione come una macchia che colpisce anche chi non ne è consapevole e che si espande di madre/padre in figlia/o, senza possibilità di guarirne. Un epilogo drammatico in cui a volte l'amore non riesce a vincere.
Profile Image for Barbara De Santis.
49 reviews
September 17, 2025
La fuliara. Storia di una maledizione scritta da Anna Chisari edita da Garzanti

🍃 Leggere questo libro squisitamente scritto da Anna Chisari è come toccare con mano la miseria e la povertà.
È sentire sotto i piedi nudi, senza scarpe, lo sporco che si annida tra le dita, è annusare il tanfo di persone che non sanno cosa sia lavarsi.

È capire che significa possedere un'unica sedia, dormire sullo stesso materasso in tre persone e mangiare da un pentolone una sbobba senza posate.

È sentire la violenza dei colpi subiti dalle donne, trattate come animali da lavoro, senza dignità e futuro. Donne viste come oggetto da possedere, dominare , annullare, disporre a proprio piacimento. Usate per fare figli, pulire la casa o per sfamare la famiglia.

🍃 Anna Chisari, in questo romanzo intitolato La fuliara, narra la storia di una discendenza di donne dell'800 nel paese di Belpasso, in Sicilia, vicino Catania.

Usa un linguaggio descrittivo raro ed empatico.
I suoi personaggi sono vivi sulla carta e ritratti in maniera perfetta, minuziosa e cristallina.
L'evoluzione nel tempo delle loro caratteristiche personali conquista il lettore pagina dopo pagina, anno dopo anno.

Cambiamenti dovuti anche e, soprattutto, dalle malvagità e crudeltà subite dai propri simili, donne o uomini che siano.

🍃 Come non amare la figura di Cateno, u'sagrestano, dolce e umile mozzo, incantato dal cielo di notte per poi ritrovarlo anni dopo, uno dei briganti più feroci di Belpasso?

🍃 I soprannomi fanno parte integrante, di questa storia.
Sono come dei tatuaggi che servono a identificate le persone.
Cateno, perché il suo pianto ricordava il rumore di una catena o Turiddi che di cognome faceva Zucchina perché quando era arrivato dalle suore era nicu nicu comu ’na zucchinedda.

🍃 Nelle diverse figure, descritte da Anna Chisari, spicca la fuliara, Donna Lucia, una vecchia che "aggiusta" i bambini.
Incorniciata da capelli fini e impalpabili, come tele di un ragno, di color grigio che ricordano la fuliggine.
È una mavara.
Lei non sta alle regole della società civile e del patriarcato.
Vive con i suoi gatti, prepara unguenti e conosce il potere curativo delle piante e il male del mondo.

Tutto quello che sa lo insegna alla piccola Veneranda che se ne fa custode dei suoi segreti ma che poi, lei stessa, li userà per maledire la carne della sua carne.

Una lettura consigliata assolutamente, dove il possesso e la dominazione è il filo della ragnatela che collega tutti i personaggi.



Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐
Profile Image for Puffettacle.
181 reviews2 followers
July 25, 2025
è un romanzo che ti prende per mano e ti trascina dentro la polvere rovente di una Sicilia di metà Ottocento, tra profumi d’erbe, superstizione e silenzi che pesano quanto le pietre.

A Belpasso tutti conoscono Gnu Ranna. Una strega, una fattucchiera, una donna temuta e rispettata. Ma prima di diventare leggenda – e maledizione – era solo Veneranda Balsamo, una bambina affidata dal padre alle cure di una mavara, una guaritrice. È proprio lì, tra erbe essiccate e sguardi pieni di sapere antico, che comincia la sua trasformazione.

Veneranda impara a curare, ad ascoltare, a leggere la terra e il dolore delle donne che ogni giorno varcano la soglia del retrobottega per cercare conforto e protezione. Ma in quel tempo e in quella terra, essere donna significa spesso vivere in punta di piedi, trattenere il respiro e imparare presto a ingoiare i no. E quando la figlia di Veneranda fugge con un Baruneddu – nome legato a una stirpe di amori sfortunati – tutto cambia: nasce la maledizione, feroce, implacabile, necessaria.

La Fuliara è una saga familiare ma anche una riflessione potente sull’eredità che le donne si portano addosso. Una “macchia” invisibile, lasciata dai masculi, che si tramanda come un marchio attraverso le generazioni: da Tanina, fragile e tragica, a Veneranda, fiera e ribelle, fino a Nunzia, la figlia che diventerà ossessione e vendetta.

Il romanzo si muove tra il sacro e il profano, in una Sicilia antica e viva, dove la magia convive con la brutalità della realtà, e il fuoco dell’Etna sembra pulsare assieme ai destini delle protagoniste. La scrittura di Anna Chisari è evocativa, intensa, quasi musicale: ogni parola è scelta con cura, ogni immagine resta impressa come un tatuaggio sulla pelle.

Quella raccontata è una storia cruda, a tratti dolorosa, ma anche piena di forza, passione e desiderio di riscatto. Un viaggio nei legami di sangue e di memoria, dove l’amore materno diventa protezione estrema, e la libertà è una conquista che costa caro, forse troppo.

Ci sono libri che non pensavi avresti letto. E poi ti sorprendono, ti afferrano alla gola e ti restano dentro. La Fuliara è esattamente così: un romanzo che lascia il segno, come una macchia, come una carezza ruvida.

5/5 ⭐️
Profile Image for Paola.
409 reviews
August 8, 2025
Mi ha piacevolmente sorpresa: si legge benissimo, anche se inizia con un racconto e poi parte con un altro - che al momento spiazza, ma poi si capisce il perché -
Non ho trovato tanti romanzi con una scrittura così leggera, storie che ti entrano nell'anima, vicende lontane dal nostro "oggi" ma, tutto sommato, non poi così lontano..
Davvero, un bel romanzo!
Profile Image for Roberta.
58 reviews2 followers
December 31, 2025
Mi ha tenuta incollata alle pagine questa storia di una generazione di donne intrepide, ma sfortunate, castigate dalla società maschilista che segna inesorabilmente le loro vite.
È anche la storia di un amore materno malato. Veneranda, pur di salvare la figlia da 'un masculo', finirà per rovinarle la vita.
Profile Image for Valeria Passerini.
13 reviews
September 12, 2025
Un libro lampo, che si fa leggere tutto d'un fiato. Crudo, diretto, tagliente. Racconta tutte le asprezze della Sicilia di un tempo. Consigliato.
Profile Image for Carmen Marciante .
254 reviews7 followers
October 6, 2025
insomma....

secondo me un po' sconclusionato. Scritto abbastanza bene ma manca di parecchie cose
Displaying 1 - 12 of 12 reviews

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