By retelling the many myths that continue to convey Siva's presence as a living God in India today, the author unfolds the paradoxes in Siva's nature and thus in the nature of consciousness.
'[...] tutto ciò che è proprio delle creature viene distrutto in coloro che prendono il voto Pāśupata, il quale si fonda sulla conoscenza del fatto che l'esistenza è un rapporto fra consumatore e consumato. Il fuoco è consumatore, mentre il Soma, l'essenza della vita, è la sostanza consumata. Le ceneri sono la potenza stessa di Śiva. Tutto ciò che diventa cenere, diventa sacro.'
'Temendo di averla perduta, si domandava dove mai l'avrebbe ritrovata. Satī lo consolò dicendogli che la si poteva trovare in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni essere. Non c'era nulla nell'universo in cui non la si potesse trovare. Poi Satī tacque e ridivenne calma. Seduta per terra, meditò su Śiva. Controllò il proprio respiro. Il fuoco interiore yoghico consumò il suo corpo. Le ceneri rimasero al suolo.'
'Satī e Śiva sono uniti come una parola e il suo significato.'