Non si tratta di un romanzo, 4 stelle per lo spirito e per aver trasmesso emozioni e sentimenti. Bello leggere una storia di mare italiana! Complimenti a @RobertoSoldatini
Musica + Mare + Uomo + Barca= a voi la scoperta...
Io proprio non credevo che quest'uomo avesse avuto il coraggio di portarsi il violoncello in barca. Pensavo che la copertina era esplicativa della sua professione ed invece... Roberto Soldatini io l'ho conosciuto in una sera di febbraio di quest'anno, in un locale-scantinato come ce ne sono tanti nella zona universitaria di Napoli. La serata era sui racconti del mare, per voce recitante e commento musicale. La voce di Luca Di Tommaso, come in una partitura musicale, passava da un allegro a un andante a un vivace con brio e poi con fuoco sottolineato dalle note profonde del violoncello di Roberto "Sebastian Bach" Soldatini che nelle suite per cello solo sente una naturale comunanza al movimento delle onde del mare. Brani di Bjorn Larsson, Moitessier, Melville e perfino la lettura delle caratteristiche del porto di Napoli come descritte sul Portolano. Una serata breve ma intensa, un corto circuito temporale: ero in un sottoscala, eppur mi sembrava di essere in mezzo al mare. Sarebbe stato automatico cercare il libro di Roberto dopo una serata simile. Sono il tipo che ama perpetuare le sensazioni positive. Non credevo di trovare il testo facilmente quando è stato lui a trovare me, uno strano giorno, su uno scaffale scarsamente popolato di libri di vela, in compagnia del buon Moitessier e di qualche manuale per la patente nautica. Lettura semplice, a volte ingenua, ma di sentimenti profondi che quando uniscono la musica al viaggio e al mare diventano abissi di bellezza. Essendo anch'io velista ho riscontrato sentimenti e moti d'animo comuni a una certa parte della categoria. Pur non conoscendoci ci "riconosciamo" in una parola, un pensiero, uno sguardo, un aiuto alle cime, un gesto "gratuito"... Bellissime le motivazioni alla scelta di viaggiare "da solo", ci si riconosce con un sorriso nelle "inesperienze" da neonauta, si gioisce dei traguardi dopo intere giornate di navigazione, dei tramonti e dei panorami che a ben guardare non sono mai uguali. Ma il viaggio che Roberto intraprende non è soltanto quello puro sul mare con la sua "Denecia", un Moody 44 robusto recuperato nella mitica zona del Solent, ma anche quello che ha inizio molto prima, la musica, il rapporto con i genitori, la loro scomparsa, la separazione da tutte le cose materiali e non essenziali, la costruzione di una nuova dimensione "marina" rispetto a quella "terrestre" che era stata finora ed ancora il non sapere dove tutto questo porterà, ma sarà comunque un viaggio che varrà la pena di compiere... Commoventi i ringraziamenti e le giuste parole per una città (Napoli) dura, ma generosa, che lo ha accolto nel suo cuore "marino" (il porticciolo turistico del Borgo Marinari) e terrestre.