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De dwalingen van de ouders
Ingenieur Guido Marchisio is 46, heeft een grote Mercedes en een goed leven. Hij is directeur van een fabriek in Turijn en geniet het daarbij behorende aanzien en honorarium. Ook in de liefde gaat het voorspoedig. Na een uitgewoond huwelijk van achttien jaar begint hij nu een tweede leven met de mooie en zeer jonge Carlotta.
Er zijn twee problemen. Hijzelf is afkomstig uit een goede familie. Maar er is ergens een evenbeeld van hem, die is opgegroeid in een achterbuurt. Wie is dat? De kwestie achtervolgt hem. Ook moet hij honderden arbeiders op achterbakse wijze ontslaan. Marchisio is daar goed in en er zijn geen Rode Brigades meer. Toch is het een probleem.
Er zijn twee problemen. Hijzelf is afkomstig uit een goede familie. Maar er is ergens een evenbeeld van hem, die is opgegroeid in een achterbuurt. Wie is dat? De kwestie achtervolgt hem. Ook moet hij honderden arbeiders op achterbakse wijze ontslaan. Marchisio is daar goed in en er zijn geen Rode Brigades meer. Toch is het een probleem.
340 pages, Paperback
First published April 1, 2013
About the author
Alessandro Perissinotto
43 books57 followersKnown Pseudonyms:
Arno Saar
Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Pratica vari mestieri e, intanto, si laurea in Lettere nel 1992 con un tesi in semiotica. Inizia quindi un’intensa attività di ricerca, occupandosi di semiologia della fiaba, di multimedialità e di didattica della letteratura. È docente nell'Università di Torino. Tra i suoi saggi ritroviamo Il testo multimediale (Utet-Libreria), Gli attrezzi del narratore (Rizzoli), e, con G.P. Caprettini, il Dizionario della fiaba (Meltemi, Premio C. Nigra per il folclore).
Alla narrativa approda nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), storia di un’indagine condotta negli anni ’60 in un remoto paese delle alpi piemontesi, al quale fa seguito, nel 2000, La canzone di Colombano (Sellerio - Premio Fedeli), un "noir" ambientato tra Val di Susa e Delfinato all’inizio del Cinquecento. Il suo ultimo romanzo, Treno 8017 (Sellerio 2003), è ancora una storia con delitto che prende le mosse da un fatto vero, la morte di oltre cinquecento persone in un incidente ferroviario del 1944, un incidente poco noto e mai chiarito. Nel 2004 pubblica per Rizzoli Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana, Premio via Po 2005, Premio Chianti 2005-2006), un noir epistolare che porta alla luce le criminali spericolatezze della finanza on-line. Del 2006 è Una piccola storia ignobile (Rizzoli - Premio Camaiore), un'indagine nella banalità del male condotta da una psicologa, Anna Pavesi che usa la sua conoscenza dell'animo umano come altri detective usano i mezzi della polizia scientifica. E Anna Pavesi torna anche in L'ultima notte bianca, ambientato nella Torino olimpica, tra la gente esclusa dalla grande festa. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa si arricchisce con il terzo volume della saga di Anna Pavesi: L’orchestra del Titanic (Rizzoli). Conclusa la trilogia dedicata ad Anna Pavesi, decide di andare oltre il poliziesco per giungere a un romanzo che, pur conservando i ritmi del noir, si svincoli dagli schematismi dell’indagine, un romanzo di sempllice e dolorosa denuncia. Nasce così Per vendetta, una storia d'amore e di follia, ambientato in un'Argentina che non ha ancora sanato le ferite lasciate aperte dalla dittatura.
I suoi romanzi sono stati tradotti in numerosi paesi europei e in Giappone.
Collabora inoltre con il quotidiano La Stampa, per il quale scrive articoli e racconti che appaiono sul supplementoTorinoSette.
Arno Saar
Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Pratica vari mestieri e, intanto, si laurea in Lettere nel 1992 con un tesi in semiotica. Inizia quindi un’intensa attività di ricerca, occupandosi di semiologia della fiaba, di multimedialità e di didattica della letteratura. È docente nell'Università di Torino. Tra i suoi saggi ritroviamo Il testo multimediale (Utet-Libreria), Gli attrezzi del narratore (Rizzoli), e, con G.P. Caprettini, il Dizionario della fiaba (Meltemi, Premio C. Nigra per il folclore).
Alla narrativa approda nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), storia di un’indagine condotta negli anni ’60 in un remoto paese delle alpi piemontesi, al quale fa seguito, nel 2000, La canzone di Colombano (Sellerio - Premio Fedeli), un "noir" ambientato tra Val di Susa e Delfinato all’inizio del Cinquecento. Il suo ultimo romanzo, Treno 8017 (Sellerio 2003), è ancora una storia con delitto che prende le mosse da un fatto vero, la morte di oltre cinquecento persone in un incidente ferroviario del 1944, un incidente poco noto e mai chiarito. Nel 2004 pubblica per Rizzoli Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana, Premio via Po 2005, Premio Chianti 2005-2006), un noir epistolare che porta alla luce le criminali spericolatezze della finanza on-line. Del 2006 è Una piccola storia ignobile (Rizzoli - Premio Camaiore), un'indagine nella banalità del male condotta da una psicologa, Anna Pavesi che usa la sua conoscenza dell'animo umano come altri detective usano i mezzi della polizia scientifica. E Anna Pavesi torna anche in L'ultima notte bianca, ambientato nella Torino olimpica, tra la gente esclusa dalla grande festa. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa si arricchisce con il terzo volume della saga di Anna Pavesi: L’orchestra del Titanic (Rizzoli). Conclusa la trilogia dedicata ad Anna Pavesi, decide di andare oltre il poliziesco per giungere a un romanzo che, pur conservando i ritmi del noir, si svincoli dagli schematismi dell’indagine, un romanzo di sempllice e dolorosa denuncia. Nasce così Per vendetta, una storia d'amore e di follia, ambientato in un'Argentina che non ha ancora sanato le ferite lasciate aperte dalla dittatura.
I suoi romanzi sono stati tradotti in numerosi paesi europei e in Giappone.
Collabora inoltre con il quotidiano La Stampa, per il quale scrive articoli e racconti che appaiono sul supplementoTorinoSette.
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July 10, 2013
e 1/2 * […] le situazioni non scivolano, non rotolano, le situazioni precipitano, perché è il precipizio, e non il declivio, il nostro destino.
Guido Marchisio, 46enne manager di una multinazionale tedesca, è un uomo arrivato, ha un matrimonio finito alle spalle e ora è il compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al giorno in cui si crea una frattura tra ciò che Guido è ora, nel 2011, e ciò che è stato fino all'età di 9 anni. Un incontro non previsto insinua in lui il dubbio che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso di nome Ernesto Bolle. Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione, e un’esigenza di scoprire l’altra verità. L'esistenza dell'ingegner Marchisio inizia, prima piano, poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda, che decide dapprima di mettere in cassa integrazione a zero ore centinaia di operai e infine la chiusura definitiva, lasciando senza lavoro e senza speranza molte famiglie. Lui è il dirigente che si deve occupare di fare il lavoro sporco e alla fine di tutte le certezze costruite nel tempo non gli rimarrà più nulla. Il suo ruolo di tagliatore di teste lo esporrà alle ritorsioni, ai rancori delle maestranze e dei suoi stessi dirigenti che inizialmente erano disposti ad appoggiarlo. Le vicende di Guido Marchisio – Ernesto Bolle raccontante da Perissinotto in questo romanzo, sono l’occasione, per l’autore, di portare l’attenzione sulla situazione drammatica odierna della sua amata città, identica a quella di molte altre città italiane industrializzate e non, attraversate tutte da una crisi economica e sociale che sembra non avere sbocchi. La storia, infatti, si sviluppa e si allarga, come i cerchi concentrici formati da un sasso gettato nell’acqua e si contrappone a quella attuale. Così, nel tentativo di ricostruire un passato sconosciuto, il protagonista fa riaffiorare le vicende che coinvolsero la Torino degli anni settanta, quando la città viveva e ruotava intorno alla Fiat e ai quartieri-dormitorio, dove gli scioperi e le lotte sindacali erano la costante a contrastare i licenziamenti e la cassa integrazione, dove le manifestazioni sfociavano spesso in violenza e le fabbriche diventavano i covi per alimentare il terrorismo, le Brigate Rosse, la strategia del terrore. Torino uguale a molte altre città italiane industrializzate. Chi ha vissuto in quelle città negli anni ’70 ricorda bene la tensione che aleggiava ogni giorno per le strade, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle stazioni, il timore di sparatorie improvvise, i posti di blocco con i mitra spianati, le bombe, le gambizzazioni, i sequestri e i volantini di rivendicazione. Oggi la crisi che ci attraversa è anche peggiore, non coinvolge solo l’Italia, ma tutte le economie occidentali e si allarga a macchia d’olio. Negli anni passati ci hanno fatto credere che tutti potevano avere tutto e ora invece constatiamo un’altra realtà, sappiamo di aver vissuto al di sopra dei nostri reali mezzi e che inevitabilmente dobbiamo ridimensionarci. Qualcuno dice che siamo come una “pentola a pressione sul punto di esplodere”, allora forse è il momento di pensare a come va posizionato questo mondo che sta cambiando, di pensare a una nuova idea di vita e di futuro di cui nessuno pare, nemmeno la politica, sembra occuparsi più.
http://youtu.be/GupK8afM37s
http://youtu.be/qLs3x3P9zyE
Guido Marchisio, 46enne manager di una multinazionale tedesca, è un uomo arrivato, ha un matrimonio finito alle spalle e ora è il compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al giorno in cui si crea una frattura tra ciò che Guido è ora, nel 2011, e ciò che è stato fino all'età di 9 anni. Un incontro non previsto insinua in lui il dubbio che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso di nome Ernesto Bolle. Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione, e un’esigenza di scoprire l’altra verità. L'esistenza dell'ingegner Marchisio inizia, prima piano, poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda, che decide dapprima di mettere in cassa integrazione a zero ore centinaia di operai e infine la chiusura definitiva, lasciando senza lavoro e senza speranza molte famiglie. Lui è il dirigente che si deve occupare di fare il lavoro sporco e alla fine di tutte le certezze costruite nel tempo non gli rimarrà più nulla. Il suo ruolo di tagliatore di teste lo esporrà alle ritorsioni, ai rancori delle maestranze e dei suoi stessi dirigenti che inizialmente erano disposti ad appoggiarlo. Le vicende di Guido Marchisio – Ernesto Bolle raccontante da Perissinotto in questo romanzo, sono l’occasione, per l’autore, di portare l’attenzione sulla situazione drammatica odierna della sua amata città, identica a quella di molte altre città italiane industrializzate e non, attraversate tutte da una crisi economica e sociale che sembra non avere sbocchi. La storia, infatti, si sviluppa e si allarga, come i cerchi concentrici formati da un sasso gettato nell’acqua e si contrappone a quella attuale. Così, nel tentativo di ricostruire un passato sconosciuto, il protagonista fa riaffiorare le vicende che coinvolsero la Torino degli anni settanta, quando la città viveva e ruotava intorno alla Fiat e ai quartieri-dormitorio, dove gli scioperi e le lotte sindacali erano la costante a contrastare i licenziamenti e la cassa integrazione, dove le manifestazioni sfociavano spesso in violenza e le fabbriche diventavano i covi per alimentare il terrorismo, le Brigate Rosse, la strategia del terrore. Torino uguale a molte altre città italiane industrializzate. Chi ha vissuto in quelle città negli anni ’70 ricorda bene la tensione che aleggiava ogni giorno per le strade, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle stazioni, il timore di sparatorie improvvise, i posti di blocco con i mitra spianati, le bombe, le gambizzazioni, i sequestri e i volantini di rivendicazione. Oggi la crisi che ci attraversa è anche peggiore, non coinvolge solo l’Italia, ma tutte le economie occidentali e si allarga a macchia d’olio. Negli anni passati ci hanno fatto credere che tutti potevano avere tutto e ora invece constatiamo un’altra realtà, sappiamo di aver vissuto al di sopra dei nostri reali mezzi e che inevitabilmente dobbiamo ridimensionarci. Qualcuno dice che siamo come una “pentola a pressione sul punto di esplodere”, allora forse è il momento di pensare a come va posizionato questo mondo che sta cambiando, di pensare a una nuova idea di vita e di futuro di cui nessuno pare, nemmeno la politica, sembra occuparsi più.
http://youtu.be/GupK8afM37s
http://youtu.be/qLs3x3P9zyE
December 5, 2013
Nasci, cresci, vivi conducendo una vita da ingegnere nel modo più tranquillo e sereno, ma all'improvviso un evento inaspettato stravolge il tuo mondo mettendo tutto in discussione. A quel punto non puoi fare altro che (ri)costruire la tua vita partendo dal tuo passato e da tutto quello che immaginavi.
In una Torino degli anni '70 sconvolta da licenziamenti, suicidi, scioperi, dalla Fiat Mirafiori, Perissinotto ci guida nel passato e nel presente di un uomo, che non solo deve scontrarsi con un passato che ignorava, ma deve anche ripartire da zero mettendosi nuovamente in gioco come mai aveva fatto prima.
Perissinotto si rivela molto bravo ad analizzare, non solo i cambiamenti che si succedono nella vita del protagonista, ma anche i risvolti, i cambiamenti della società, di Torino in particolare. Una Torino che si affaccia nella sua bellezza come chi si affaccia alla vita con una nuova consapevolezza di sé stesso e di quello che è.
"Questo è il giorno che salgono le nebbie dal fiume, nella bella città, in mezzo a prati e colline, e la sfumano come un ricordo"
In una Torino degli anni '70 sconvolta da licenziamenti, suicidi, scioperi, dalla Fiat Mirafiori, Perissinotto ci guida nel passato e nel presente di un uomo, che non solo deve scontrarsi con un passato che ignorava, ma deve anche ripartire da zero mettendosi nuovamente in gioco come mai aveva fatto prima.
Perissinotto si rivela molto bravo ad analizzare, non solo i cambiamenti che si succedono nella vita del protagonista, ma anche i risvolti, i cambiamenti della società, di Torino in particolare. Una Torino che si affaccia nella sua bellezza come chi si affaccia alla vita con una nuova consapevolezza di sé stesso e di quello che è.
"Questo è il giorno che salgono le nebbie dal fiume, nella bella città, in mezzo a prati e colline, e la sfumano come un ricordo"
July 7, 2026
Il protagonista di questo romanzo, Guido Marchisio, è un ingegnere ai vertici di una multinazionale, cresciuto da un padre che sembra averlo fatto a sua immagine e somiglianza in una Torino passata attraverso i conflitti operai mentre loro erano chiaramente dall'altra parte degli schieramenti. Ma il 26 ottobre 2011, proprio mentre la sua azienda sta per affrontare una crisi che potrebbe portare a nuovi e più definitivi conflitti, Guido scopre di avere un sosia cresciuto in un quartiere operaio di Torino (Ernesto - nome omaggio a Che Guevara) e, per distrarsi dalle fastidiose decisioni che deve prendere per conto dell'azienda e dalle minacce che comincia a subire, indaga per scoprire chi sia il misterioso Ernesto Bolle. La rivelazione è incredibile, ma neanche tanto (negli anni '70 certe cose succedevano, eccome), e Guido deve affrontarla con il cuore spaccato a metà, mettendo le esigenze dell'azienda per cui lavora in secondo piano, forse anche perché lui non è più il Guido Marchisio che era prima del 26 ottobre 2011.
Ne esce un romanzo in cui si respira tutta l'atmosfera della Torino degli anni 70 e primi 80, con i suoi conflitti di classe e le sue divisioni nette.
Ne esce un romanzo in cui si respira tutta l'atmosfera della Torino degli anni 70 e primi 80, con i suoi conflitti di classe e le sue divisioni nette.
June 24, 2013
"Le colpe dei padri" è la mia prima lettura di Alessandro Perissinotto e devo che la candidatura al premio Strega 2013 è stata determinante per questa mia scelta.
Ho trovato un romanzo interessante in molti dei suoi aspetti: moderno, attuale e coinvolgente.
Il manager aziendale direttore della produzione nello stabilimento torinese di una multinazionale che ha molte cose in comune con la Fiat dei tempi passati e non solo, rappresenta un ottimo innesco per accendere un dibattito socio-politico.
Di una attualità fin troppo importante, Le colpe dei padri rischia di essere un esempio reale del modo attraverso il quale si prendono alcune decisioni che cambiano la vita di centinaia di persone.
L’impressione che viene alla mente leggendo la storia e facendo il parallelo tra gli anni delle contestazioni di piazza e quelli attuali, è che a volte possa mancare veramente poco perché qualche argine venga rotto.
C’é la sensazione che oggi i giovani subiscano senza reagire, forse più di quanto facessero i loro padri una volta e leggere questo libro poco dopo aver visto un documentario sulle lotte di classe degli anni settanta, quando c’erano i primi casi di sequestri-lampo dimostrativi nei confronti di direttori del personale di altri dirigenti aziendali, lascia non pochi pensieri.
Perissinotto in questo è stato bravo.
Un pochino più scontata, ad un certo punto, l’evolversi della vicenda con una sorta di classico rovesciato dove è il ricco e potente che scopre di non essere quello che sembra, aprendo in questo modo un gioco di ricordi e di ricerca della vere origini.
Tutto ciò alimenta buona parte del romanzo pur non rappresentando il nocciolo della storia, che a mio parere rimane indipendente dalle persone: sono più importanti le figure e i ruoli che i personaggi rappresentano, piuttosto che le persone vere e proprie.
Un errore a mio parere l’incipit:
"Questa storia inizia con un pugno in faccia e finisce con un colpo di pistola, o viceversa, a seconda dell’ordine che vogliamo dare alle cose, perché l’ordine è solo una convenzione e il tempo, che sembra allineare gli eventi lungo sequenze immutabili, talvolta si ritorce su se stesso come legno di vite.
In ogni caso c’è un pugno, ben assestato, ma alla persona sbagliata.
E c’è un colpo di pistola, sparato verso la persona giusta, ammesso che esista qualcuno che davvero si merita un proiettile."
Questo colpo di pistola, citato all’inizio di tutto, finisce con il condizionare fin troppo il lettore, creando da un lato aspettative forse anche stimolanti, ma dall’altro svelando una parte importante che finisce con il togliere spazio e gusto della sorpresa in altri momenti.
Ovviamente parere personale.
Interessante invece la descrizione del protagonista e del suo stile di vita che fornisce grandi spunti sul vero valore della vita con l’eterna lotta tra essere e avere e tra ambizione e libertà.
Si legge in varie parti qualcosa di tutto ciò:
"Non sono in pochi a ritenere che oggi il vero lusso sia quello dell’irreperibilità, dell’eclissi."
L’ingegner Marchisio infatti è ricco, è potente, ha tutto ciò che desidera, ma deve essere sempre reperibile, ha sempre un altro gradino da scalare, un altro capo da soddisfare e a cui rendere conto.
Ogni volta può essere l’ultimo, ma lo sarà davvero? Oppure la scalata continua in un gioco infinito?
Uno dei tanti spunti di riflessione che possono giustificare la lettura di questo libro.
Tempo di lettura: 6h 04m
http://ferdori.wordpress.com
Ho trovato un romanzo interessante in molti dei suoi aspetti: moderno, attuale e coinvolgente.
Il manager aziendale direttore della produzione nello stabilimento torinese di una multinazionale che ha molte cose in comune con la Fiat dei tempi passati e non solo, rappresenta un ottimo innesco per accendere un dibattito socio-politico.
Di una attualità fin troppo importante, Le colpe dei padri rischia di essere un esempio reale del modo attraverso il quale si prendono alcune decisioni che cambiano la vita di centinaia di persone.
L’impressione che viene alla mente leggendo la storia e facendo il parallelo tra gli anni delle contestazioni di piazza e quelli attuali, è che a volte possa mancare veramente poco perché qualche argine venga rotto.
C’é la sensazione che oggi i giovani subiscano senza reagire, forse più di quanto facessero i loro padri una volta e leggere questo libro poco dopo aver visto un documentario sulle lotte di classe degli anni settanta, quando c’erano i primi casi di sequestri-lampo dimostrativi nei confronti di direttori del personale di altri dirigenti aziendali, lascia non pochi pensieri.
Perissinotto in questo è stato bravo.
Un pochino più scontata, ad un certo punto, l’evolversi della vicenda con una sorta di classico rovesciato dove è il ricco e potente che scopre di non essere quello che sembra, aprendo in questo modo un gioco di ricordi e di ricerca della vere origini.
Tutto ciò alimenta buona parte del romanzo pur non rappresentando il nocciolo della storia, che a mio parere rimane indipendente dalle persone: sono più importanti le figure e i ruoli che i personaggi rappresentano, piuttosto che le persone vere e proprie.
Un errore a mio parere l’incipit:
"Questa storia inizia con un pugno in faccia e finisce con un colpo di pistola, o viceversa, a seconda dell’ordine che vogliamo dare alle cose, perché l’ordine è solo una convenzione e il tempo, che sembra allineare gli eventi lungo sequenze immutabili, talvolta si ritorce su se stesso come legno di vite.
In ogni caso c’è un pugno, ben assestato, ma alla persona sbagliata.
E c’è un colpo di pistola, sparato verso la persona giusta, ammesso che esista qualcuno che davvero si merita un proiettile."
Questo colpo di pistola, citato all’inizio di tutto, finisce con il condizionare fin troppo il lettore, creando da un lato aspettative forse anche stimolanti, ma dall’altro svelando una parte importante che finisce con il togliere spazio e gusto della sorpresa in altri momenti.
Ovviamente parere personale.
Interessante invece la descrizione del protagonista e del suo stile di vita che fornisce grandi spunti sul vero valore della vita con l’eterna lotta tra essere e avere e tra ambizione e libertà.
Si legge in varie parti qualcosa di tutto ciò:
"Non sono in pochi a ritenere che oggi il vero lusso sia quello dell’irreperibilità, dell’eclissi."
L’ingegner Marchisio infatti è ricco, è potente, ha tutto ciò che desidera, ma deve essere sempre reperibile, ha sempre un altro gradino da scalare, un altro capo da soddisfare e a cui rendere conto.
Ogni volta può essere l’ultimo, ma lo sarà davvero? Oppure la scalata continua in un gioco infinito?
Uno dei tanti spunti di riflessione che possono giustificare la lettura di questo libro.
Tempo di lettura: 6h 04m
http://ferdori.wordpress.com
December 13, 2017
"Come si può essere tormentati dal ricordo di qualcuno che non si è mai visto, neppure in fotografia?"
Ed ancora:
"Quello che non sappiamo non è. Le cose iniziano a esistere nel momento in cui veniamo a conoscenza della loro esistenza."
Bastano un incidente sventato per miracolo, un bar, un incontro casuale, qualche parola buttata là, un nome sconosciuto e la vita di Guido Marchisio viene stravolta, sdoppiata, messa in discussione.
Essere dirigente di una multinazionale, avere una bella e giovane compagna, godere di una vita di successi, non basta a parare i colpi bassi che a volte la vita assesta improvvisamente.
L'idea di un suo "doppio" (un sosia? un gemello?) diventa ossessione; il dubbio è l'input per una ricerca che lo porterà ad affrontare un passato di cui non ha memoria. Una ricostruzione dolorosa e, a tratti, commovente e tenera, una verità che lo manderà in crisi, che lo sdoppierà, lo annienterà e che getterà ombre pesanti sulla sua vita, su "ciò che è stato e quello che non potrà mai più essere".
Ma non si può mai dire mai.
Bella la struttura del romanzo: una vera e propria intervista con il protagonista, Guido, durante la quale la sua esperienza viene sviscerata, analizzata, rivissuta e ricondotta ad oggi, fino alla tragedia sfiorata, che mette insieme, per certi versi, le parole "fine" e "inizio".
Vicenda che forse può anche risultare banale, ma che è in grado di sconvolgere più di una vita. Il tutto intessuto in un contesto sociale in pieno conflitto.
Passato e presente si sovrappongono, si fondono e confondono; poli industriali, periferie come quartieri dormitorio, crisi economica, cassa integrazione, fabbriche che chiudono, licenziamenti, proteste, sommosse, cortei, rapimenti, attentati, terrorismo, suicidi... Il tutto in una Torino che potrebbe essere una qualsiasi altra città, ieri come oggi.
Bellissimo e riuscitissimo binomio, piani paralleli in cui Perissinotto si muove benissimo, dimostrando, una volta di più, di essere un indiscusso Maestro "che sa fondere sentimenti personali e conflitti sociali in una storia grande che lascia il segno".
E che segno...
"Piacere, Ernesto, Ernesto Bolle".
Il piacere è tutto mio.
📚 Biblioteca
Ed ancora:
"Quello che non sappiamo non è. Le cose iniziano a esistere nel momento in cui veniamo a conoscenza della loro esistenza."
Bastano un incidente sventato per miracolo, un bar, un incontro casuale, qualche parola buttata là, un nome sconosciuto e la vita di Guido Marchisio viene stravolta, sdoppiata, messa in discussione.
Essere dirigente di una multinazionale, avere una bella e giovane compagna, godere di una vita di successi, non basta a parare i colpi bassi che a volte la vita assesta improvvisamente.
L'idea di un suo "doppio" (un sosia? un gemello?) diventa ossessione; il dubbio è l'input per una ricerca che lo porterà ad affrontare un passato di cui non ha memoria. Una ricostruzione dolorosa e, a tratti, commovente e tenera, una verità che lo manderà in crisi, che lo sdoppierà, lo annienterà e che getterà ombre pesanti sulla sua vita, su "ciò che è stato e quello che non potrà mai più essere".
Ma non si può mai dire mai.
Bella la struttura del romanzo: una vera e propria intervista con il protagonista, Guido, durante la quale la sua esperienza viene sviscerata, analizzata, rivissuta e ricondotta ad oggi, fino alla tragedia sfiorata, che mette insieme, per certi versi, le parole "fine" e "inizio".
Vicenda che forse può anche risultare banale, ma che è in grado di sconvolgere più di una vita. Il tutto intessuto in un contesto sociale in pieno conflitto.
Passato e presente si sovrappongono, si fondono e confondono; poli industriali, periferie come quartieri dormitorio, crisi economica, cassa integrazione, fabbriche che chiudono, licenziamenti, proteste, sommosse, cortei, rapimenti, attentati, terrorismo, suicidi... Il tutto in una Torino che potrebbe essere una qualsiasi altra città, ieri come oggi.
Bellissimo e riuscitissimo binomio, piani paralleli in cui Perissinotto si muove benissimo, dimostrando, una volta di più, di essere un indiscusso Maestro "che sa fondere sentimenti personali e conflitti sociali in una storia grande che lascia il segno".
E che segno...
"Piacere, Ernesto, Ernesto Bolle".
Il piacere è tutto mio.
📚 Biblioteca
September 21, 2016
Giusto un paio di settimane fa questo libro era in lizza con “Resistere non serve a niente” di Walter Siti per lo Strega. Visto che il libro di Siti, che ha trionfato, l’avevo letto un anno fa e cioè in tempi non sospetti, mosso dalla curiosità ho voluto leggere anche questo. Tra i due ci sono delle similitudini, specie nella struttura. Entrambi nascono da un gioco narrativo che si basa su un approccio giornalistico vero o presunto per personaggi che, per la loro storia, la loro vita e la professione che svolgono, fungono da paradigma o da monitor dei tempi odierni.
Nel libro di Siti c’è un broker del malaffare dotato di un grande talento matematico, qui c’è un alto dirigente di una multinazionale che ha sede a Torino, e che per uno strano caso del destino, scopre di essere stato adottato e di essere figlio di due brigatisti morti quarant'anni prima in un incidente.
La storia è reale, ma ha connotati fantastici. E’ un escamotage che permette, attraverso il travaglio che anima il protagonista, di investigare con lucidità sulla lotta di classe, in una ricerca a ritroso, negli abissi della memoria, dove si annidano le fondamenta che hanno dato origine alla società di oggi. Insomma c’è Torino, la Fiat e gli anni di piombo. E’ un libro sentito ma obiettivo, che grazie a questo dualismo si permette di analizzare le questioni da punti di vista opposti.
Personalmente ritengo sia superiore al libro di Siti. Di certo è più sentito, grazie alla grande preparazione e all'amore che l’autore nutre per la propria città ed è anche meglio strutturato. Insomma è un bel libro.
Nel libro di Siti c’è un broker del malaffare dotato di un grande talento matematico, qui c’è un alto dirigente di una multinazionale che ha sede a Torino, e che per uno strano caso del destino, scopre di essere stato adottato e di essere figlio di due brigatisti morti quarant'anni prima in un incidente.
La storia è reale, ma ha connotati fantastici. E’ un escamotage che permette, attraverso il travaglio che anima il protagonista, di investigare con lucidità sulla lotta di classe, in una ricerca a ritroso, negli abissi della memoria, dove si annidano le fondamenta che hanno dato origine alla società di oggi. Insomma c’è Torino, la Fiat e gli anni di piombo. E’ un libro sentito ma obiettivo, che grazie a questo dualismo si permette di analizzare le questioni da punti di vista opposti.
Personalmente ritengo sia superiore al libro di Siti. Di certo è più sentito, grazie alla grande preparazione e all'amore che l’autore nutre per la propria città ed è anche meglio strutturato. Insomma è un bel libro.
December 30, 2013
Splendido libro, un romanzo di attualità, un percorso introspettivo di un manager di un'azienda in crisi tra un passato sconosciuto e un presente apparentemente di successo.
Consigliato.
Consigliato.
December 28, 2022
Citaat : Natuurlijk kan een schrijver altijd zijn toevlucht nemen tot blanco ruimtes: een witregel, een lege bladzijde. Maar hoe lang duurt de stilte van een pagina? En wie heeft ooit een heel hoofdstuk 'blanco' gezien om een oneindig durende stilte aan te geven? Het idee geen woorden hoeven te zoeken die de stilte tussen Guido en zijn grootvader beschrijven, dat is waarom ik nu wel een camera zou willen hebben.
Review : Alessandro Perissinotto (Turijn, 1964) is de zoon van Fiat-arbeiders. Hij is specialist in vertalingen van oude verhalen uit de Alpen. Perissinotto’s eerste misdaadroman verscheen in 1997. Persoonlijk kwam ik in de ban van het werk van Perissinotto door Wraak (Per vendetta) een ongelooflijk knappe politieke en literaire thriller waarin fictie en werkelijkheid heel geloofwaardig in mekaar verweven worden. uit. Heel vernuftig was dat één van de personages een ethische discussie met zichzelf aangaat over het al dan niet geoorloofd zijn van wraak.
Ook in zijn nieuwe roman De dwalingen van de ouders zitten heel wat etische vragen die de auteur zo handig in zijn werk verweeft dat zowel het literaire gehalte als het spanningselement er nog door toe nemen. Het verhaal situeert zich in Turijn, de bakermat van Fiat. In de zestiger jaren roerden ook de Rode Brigades zich daar. Toen er massale ontslagen vielen werden managers van Fiat in de knieën geschoten. Een zwarte tijd die niemand vergeten is. Maar de geschiedenis herhaalt zich voor een stuk in ingenieur Guido Marchisio. De journalist Franco zit met een vriend in een café terug te denken aan de jaren 1970 in Italië, de Rode Brigades, de stakingen, de aanslagen, de demonstraties voor de vrijheid in Chili en tegen het openen van nieuwe Nato-basissen. Zo laat hij ook vallen dat hij Marchisio voor zijn krant geïnterviewd heeft maar dat het interview niet geplaatst werd. Geen stof voor een krant misschien maar wel voor een heel boeiend boek.
Ingenieur Guido Marchisio is 46, directeur van een fabriek in Turijn en geniet het daarbij behorende aanzien en honorarium. Na een uitgeblust huwelijk van achttien jaar begint hij nu een tweede leven met de mooie en zeer jonge Carlotta. Samen met Jean-Marc Moran, de man die onrechtstreeks verantwoordelijk was voor de golf van zelfmoorden (81) bij ComFrance moet Guido de gedwongen afvloeiingen van de helft van de arbeiders en één derde van de bedienden van de fabriek op zich nemen, terwijl Morani rustig en van op veilige afstand zijn orders geeft. Aanvankelijk lijkt hij zich met veel enthousiasme op deze eerder onfrisse taak te storten ook al zijn er heel wat risicos aan verbonden en brengt hij zelfs zijn leven in gevaar.
Op een dag wordt hij bijna dood gereden door een tankwagen. Om van zijn emoties te bekomen heeft hij zijn wagen geparkeerd bij het eerste beste (arbeiders)café dat hij tegenkomt. Daar spreekt een man hem aan die er vast van overtuigd is dat hij hem kent vanuit zijn jeugd, als “Ernesto” (Bolle) en hij zou hem laatst gezien hebben in ’75, toen hij negen was. Hij is zo zeker met Ernesto te maken te hebben, want hij heeft precies dezelfde ongelijke kleur van ogen en een moedervlek op het jukbeen. Ze speelden vroeger samen voetbal. Guido schudt de man af en gaat verder met zijn drukke werkzaamheden.
Maar het voorval laat hem niet los en hij komt meer en meer te weten over Ernesto Bolle. Via een oude man in het ouderlingentehuis, die zich nog iedereen van de wijk en alle feiten van vroeger kan herinneren krijgt hij te horen dat hij als twee druppels water op Ernesto lijkt. Die man denkt eigenlijk dat Guido eigenlijk Ernesto is, en zijn huidige ouders niet zijn echte ouders zijn. Als hij zijn ouders daarmee confronteert praten die nochtans vlot over zijn jeugd en tonen hem foto’s van vroeger. Hij wordt helemaal paranoide wanneer een van zijn oudere werknemers tegen hem zegt dat zijn vader zou zich voor hem zou schamen, als hij niet dood was. Guido gaat de zaak uitklaren maar ondertussen zijn ook de arbeiders op de hoogte gebracht van de ontslagen en breekt er een gedeeltelijke staking uit. Guido wordt met onfrisse praktijken uit heden én verleden geconfronteerd en tracht zelfs gewapend met een Beretta, tussen doodsbedreigingen en confrontaties uit her verleden het hoofd op alle fronten koel te houden.
Wat een klasseschrijver is Alessandro Perissinotto toch. Dit boek sleurt de lezer mee in een bloedstollend en aangrijpend verhaal en confronteert hem tussendoor ook nog uiterst geniaal met ethiek, filosofie en hete sociale hangijzers.
Review : Alessandro Perissinotto (Turijn, 1964) is de zoon van Fiat-arbeiders. Hij is specialist in vertalingen van oude verhalen uit de Alpen. Perissinotto’s eerste misdaadroman verscheen in 1997. Persoonlijk kwam ik in de ban van het werk van Perissinotto door Wraak (Per vendetta) een ongelooflijk knappe politieke en literaire thriller waarin fictie en werkelijkheid heel geloofwaardig in mekaar verweven worden. uit. Heel vernuftig was dat één van de personages een ethische discussie met zichzelf aangaat over het al dan niet geoorloofd zijn van wraak.
Ook in zijn nieuwe roman De dwalingen van de ouders zitten heel wat etische vragen die de auteur zo handig in zijn werk verweeft dat zowel het literaire gehalte als het spanningselement er nog door toe nemen. Het verhaal situeert zich in Turijn, de bakermat van Fiat. In de zestiger jaren roerden ook de Rode Brigades zich daar. Toen er massale ontslagen vielen werden managers van Fiat in de knieën geschoten. Een zwarte tijd die niemand vergeten is. Maar de geschiedenis herhaalt zich voor een stuk in ingenieur Guido Marchisio. De journalist Franco zit met een vriend in een café terug te denken aan de jaren 1970 in Italië, de Rode Brigades, de stakingen, de aanslagen, de demonstraties voor de vrijheid in Chili en tegen het openen van nieuwe Nato-basissen. Zo laat hij ook vallen dat hij Marchisio voor zijn krant geïnterviewd heeft maar dat het interview niet geplaatst werd. Geen stof voor een krant misschien maar wel voor een heel boeiend boek.
Ingenieur Guido Marchisio is 46, directeur van een fabriek in Turijn en geniet het daarbij behorende aanzien en honorarium. Na een uitgeblust huwelijk van achttien jaar begint hij nu een tweede leven met de mooie en zeer jonge Carlotta. Samen met Jean-Marc Moran, de man die onrechtstreeks verantwoordelijk was voor de golf van zelfmoorden (81) bij ComFrance moet Guido de gedwongen afvloeiingen van de helft van de arbeiders en één derde van de bedienden van de fabriek op zich nemen, terwijl Morani rustig en van op veilige afstand zijn orders geeft. Aanvankelijk lijkt hij zich met veel enthousiasme op deze eerder onfrisse taak te storten ook al zijn er heel wat risicos aan verbonden en brengt hij zelfs zijn leven in gevaar.
Op een dag wordt hij bijna dood gereden door een tankwagen. Om van zijn emoties te bekomen heeft hij zijn wagen geparkeerd bij het eerste beste (arbeiders)café dat hij tegenkomt. Daar spreekt een man hem aan die er vast van overtuigd is dat hij hem kent vanuit zijn jeugd, als “Ernesto” (Bolle) en hij zou hem laatst gezien hebben in ’75, toen hij negen was. Hij is zo zeker met Ernesto te maken te hebben, want hij heeft precies dezelfde ongelijke kleur van ogen en een moedervlek op het jukbeen. Ze speelden vroeger samen voetbal. Guido schudt de man af en gaat verder met zijn drukke werkzaamheden.
Maar het voorval laat hem niet los en hij komt meer en meer te weten over Ernesto Bolle. Via een oude man in het ouderlingentehuis, die zich nog iedereen van de wijk en alle feiten van vroeger kan herinneren krijgt hij te horen dat hij als twee druppels water op Ernesto lijkt. Die man denkt eigenlijk dat Guido eigenlijk Ernesto is, en zijn huidige ouders niet zijn echte ouders zijn. Als hij zijn ouders daarmee confronteert praten die nochtans vlot over zijn jeugd en tonen hem foto’s van vroeger. Hij wordt helemaal paranoide wanneer een van zijn oudere werknemers tegen hem zegt dat zijn vader zou zich voor hem zou schamen, als hij niet dood was. Guido gaat de zaak uitklaren maar ondertussen zijn ook de arbeiders op de hoogte gebracht van de ontslagen en breekt er een gedeeltelijke staking uit. Guido wordt met onfrisse praktijken uit heden én verleden geconfronteerd en tracht zelfs gewapend met een Beretta, tussen doodsbedreigingen en confrontaties uit her verleden het hoofd op alle fronten koel te houden.
Wat een klasseschrijver is Alessandro Perissinotto toch. Dit boek sleurt de lezer mee in een bloedstollend en aangrijpend verhaal en confronteert hem tussendoor ook nog uiterst geniaal met ethiek, filosofie en hete sociale hangijzers.
February 10, 2026
I found La colpa dei padri on my sister-in-law’s bookshelf and took it with me to read at the beach during my vacation. From the beginning, I expected a deeper exploration of the theme suggested by the title, particularly a stronger interaction with the protagonist’s parents and their role in the story. However, the search for the lost brother, and even the uncertainty surrounding his very existence, intrigued me so much that I finished the book in just two days.
I would recommend it, though I believe that many foreign readers may struggle to grasp the deeper meaning behind several actions and situations. For this reason, I feel the novel is best appreciated when read in Italian.
I would recommend it, though I believe that many foreign readers may struggle to grasp the deeper meaning behind several actions and situations. For this reason, I feel the novel is best appreciated when read in Italian.
September 12, 2019
Una voce saccente e pretenziosa, che ritiene di arricchire il testo sovraccaricandolo di riferimenti culturali, in realtà annichilendo il potere narrativo della prosa. Alcuni lampi qui e là, soprattutto sull'inizio e il finale. Lo sviluppo del corpo del romanzo invece è solo indice di una penna ben addestrata e null'altro. L'idea di base è buona, per quanto prevedibile. Se Perissinotto avesse creduto fino in fondo alle sue abilità di scrittore piuttosto che cedere alla tentazione di mostrare quanti esercizi di scrittura creativa ha svolto, ne sarebbe uscito un lavoro migliore.
April 5, 2022
Vrij snel in het verhaal voel je allerlei onheil aankomen, eerst nog als enkele ongemakkelijke situaties, later als tegenslagen, waarvan je je afvraagt hoe de hoofdpersoon er zo lang ongevoelig voor kan blijven. De taal sprak me erg aan, soms een tikje te uitleggerig, maar dat stoort nergens echt. Ik kon de verwijzingen naar het terreurverleden van Italië wel waarderen, ben er oud genoeg voor om me Aldo Moro en de Rode Brigades te herinneren. En de Fiat 124. Een heel prettig boek om te lezen, volgens mij heb ik er eindelijk een favoriete Italiaanse schrijver bij.
February 19, 2017
Un romanzo coinvolgente, con un linguaggio fresco, diretto ma forbito, colloquiale ma mai volgare. Insomma, uno di quei romanzi che ti catturano totalmente. Ho trovato molto interessante la storia di Guido, che ricerca il suo sosia, il suo doppio che ha avuto una vita totalmente differente dalla sua. 5 stelle, ma solo perché non se ne possono mettere sei.
January 26, 2020
Assolutamente magnifico.
Tutto ruota attorno a Torino, la Fiat ed ai ricordi degli Anni di Piombo, ma tutto questo è facilmente comprensibile a chiunque sia cresciuto, viva o lavori in una Metropoli (io da milanese non ho avuto nessuna difficoltà). Perché il romanzo in realtà usa tutto questo come palcoscenico, vistoso e importante certamente, ma mette in scena gli Universali.
Tutto ruota attorno a Torino, la Fiat ed ai ricordi degli Anni di Piombo, ma tutto questo è facilmente comprensibile a chiunque sia cresciuto, viva o lavori in una Metropoli (io da milanese non ho avuto nessuna difficoltà). Perché il romanzo in realtà usa tutto questo come palcoscenico, vistoso e importante certamente, ma mette in scena gli Universali.
May 14, 2024
Gemelli diversi? fratelli separati alla nascita? Altro? Storia interessante di bivi e decisioni prese o da prendere nella vita.
Lo sfondo è quello di Torino del presente e del recente passato, delle lotte sindacali, delle relazioni familiari, delle multinazionali e dei manager cinici e brutali.
Bella lettura in ogni caso.
Lo sfondo è quello di Torino del presente e del recente passato, delle lotte sindacali, delle relazioni familiari, delle multinazionali e dei manager cinici e brutali.
Bella lettura in ogni caso.
December 26, 2018
La storia di questo manager torinese divorato dai dubbi e dalla perdita di tutte le sicurezze conquistate in una vita, mi è piaciuta. Alcune parti sono un po’ troppo lunghe e noiose, ma complessivamente una bella storia
May 3, 2021
Le stelle sono 2,5.
Non mi è piaciuto per nulla l'escamotage di far parlare se stesso tramite un fantomatico giornalista/scrittore. Una scelta troppo semplicistica che ha tolto spessore al protagonista.
Il messaggio che ha voluto comunicare secondo me è ambiguo.
Non mi è piaciuto per nulla l'escamotage di far parlare se stesso tramite un fantomatico giornalista/scrittore. Una scelta troppo semplicistica che ha tolto spessore al protagonista.
Il messaggio che ha voluto comunicare secondo me è ambiguo.
December 19, 2019
Bel romanzo. Mi e' piaciuta la storia e soprattutto i personaggi nelle varie sfaccettature. Un bel ritratto del tempo. Qualche parte forse un po' noiosa per questo solo 3 stelle.
May 1, 2014
La storia gioca sul tema del doppio, senza nascondere i debiti con la tradizione letteraria, ma lo contestualizza nell'interessante e , forse, almeno in letteratura, poco esplorato scenario degli anni '70- '80 italiani di cui si scoprono le analogie con il presente. Attraverso l'aggancio ai flash -bulbs, memorie collettive, il narratore ricostruisce, seguendo le progressive rivelazioni che si offrono al protagonista ed il suo confronto con i padri, le dinamiche storiche, politiche, sociali della storia recente, che ha visto il trionfo della logica del profitto sulle esistenze individuali ed i valori. Un rmanzo dunque dalle intenzioni ambiziose che però sono affrontate con una prosa talora poco entusiasmante e piuttosto piatta, soprattutto quando prende la parola il narratore che con la sua onniscienza sottrae un po' troppo al lettore il piacere di seguire dal di dentro la maturazione del protagonista.
March 13, 2014
Farò finta di non vedere il narratore che entra un po' troppo a gamba tesa nella storia (senza che si capisca quanto è Perissinotto e quanto il personaggio-narratore), lo stile da "primo della classe/ho già lo Strega in mano", gli incredibili colpi di fortuna e coincidenze che aiutano Guido nella sua ricerca. Preferisco concentrarmi sui lati positivi: su una storia decisamente interessante, anche e soprattutto per il panorama italiano, dai temi d'attualità che però non scadono nello scontato più noioso e risibile (vero, "Acciaio"?). Pur con questi difetti sopraccitati, alle volte anche gravi, "Le colpe dei padri" è il migliore romanzo candidato allo Strega che abbia letto in molti anni. E questo è da premiare.
February 1, 2014
Bello. Scrittura bella, scorrevole, sofisticata, coinvolgente, pensata, che non cerca l effetto stilistico ma fonde stile e narrazione con rara e convincente bravura. Storia con preoccupanti paralleli fra l oggi ed uno dei periodi più bui della storia della repubblica. Finale forse la parte debole, trasforma un romanzo dai toni cupi e dal ritmo serrante in una storia di redenzione. Almeno c e speranza !
October 22, 2014
E' la mia seconda esperienza con l'autore e devo dire che forse, essendo torinese anch'io, sia con "Semina il vento" e sia con "le colpe dei padri" mi è sembrato di leggere storie già successe o già vissute... L'autore e il suo habitat ti entrano dentro e quando incontri
situazioni simili nella realtà non capisci dove finisca il libro e dove inizi la vita... Bravissimo Perissinotto a romanzare la quotidianità!!!!
situazioni simili nella realtà non capisci dove finisca il libro e dove inizi la vita... Bravissimo Perissinotto a romanzare la quotidianità!!!!
Want to Read
August 9, 2013Incipit
Questa storia inizia con un pugno in faccia e finisce con un colpo di pistola ...
Le colpe dei padri incipitmania.com
Questa storia inizia con un pugno in faccia e finisce con un colpo di pistola ...
Le colpe dei padri incipitmania.com
September 29, 2013
Questo è un periodo particolare della mia vita e per questo anche l'identificazione con il libro. Il cambio del modo di vivere, di lavorare e di pensare è il pane dei tempi moderni. Da leggere assolutamente.
August 31, 2013
Finalista al premio strega.cosa succede se all'improvviso scopri di avere un fratello gemello? Trama interessante ambientata nella Torino dei giorni nostri..da leggere
March 1, 2018
Alessandro Perissinotto - Le colpe dei padri
Guido Marchisio è un direttore d'azienda, un manager di una multinazionale tedesca, ha una vita invidiabile che gestisce con fredda naturalezza. Tutto procede nella normalità fino a quando un piccolo incidente stradale lo porta ad incontrare una persona che lo saluta come se si chiamasse Ernesto, e gli parla come se davvero lo conoscesse. Da qui si insinua in Guido un tarlo, non riesce a togliersi dalla mente questo incontro e prova a rintracciare questo fantomatico Ernesto; lo vede come un fratello gemello mai conosciuto, oppure un sosia, non sà che in realtà è il suo vero nome. Lentamente la sua vita cambia, si sposta sempre più in quella che doveva essere la vita di Ernesto, è incontrollabile, una migrazione naturale verso quello che non sapeva di essere.
Il libro mi è piaciuto molto, gli argomenti sono interessanti, il modo di agire nelle ristrutturazioni delle mutinazionali è esattamente quello descritto. L'unica cosa che proprio non mi è piaciuta, sono alcune disquisizioni inutili per la trama, di lunghezza infinita.
18 Novembre 2013
Guido Marchisio è un direttore d'azienda, un manager di una multinazionale tedesca, ha una vita invidiabile che gestisce con fredda naturalezza. Tutto procede nella normalità fino a quando un piccolo incidente stradale lo porta ad incontrare una persona che lo saluta come se si chiamasse Ernesto, e gli parla come se davvero lo conoscesse. Da qui si insinua in Guido un tarlo, non riesce a togliersi dalla mente questo incontro e prova a rintracciare questo fantomatico Ernesto; lo vede come un fratello gemello mai conosciuto, oppure un sosia, non sà che in realtà è il suo vero nome. Lentamente la sua vita cambia, si sposta sempre più in quella che doveva essere la vita di Ernesto, è incontrollabile, una migrazione naturale verso quello che non sapeva di essere.
Il libro mi è piaciuto molto, gli argomenti sono interessanti, il modo di agire nelle ristrutturazioni delle mutinazionali è esattamente quello descritto. L'unica cosa che proprio non mi è piaciuta, sono alcune disquisizioni inutili per la trama, di lunghezza infinita.
18 Novembre 2013
January 11, 2019
Perissinotto insegna Teorie e tecniche della narrazione all'Università di Torino e dal punto vista tecnico dimostra di conoscere bene la lezione. Trama ben congegnata con meccanismi di narrazione interessanti (per esempio la scelta di un narratore onnisciente è azzeccata) rendono il romanzo appetibile. Però alla fine sembra di trovarsi troppo spesso di fronte ad un esercizio letterario, al tema di uno studente del suo corso. La struttura dei capitoli è spesso ripetitiva con introduzioni che partono da lontano - discutendo di libri, film e facendo varie citazioni - per poi avvicinarsi al succo della storia e ai personaggi dopo 2,3 pagine. Queste digressioni non sono sempre molto riuscite. I personaggi, poi, non risaltano più di tanto. Un confronto, per quanto inevitabile, con Fruttero e Lucentini sarebbe impietoso. Per chi non li ha vissuti, può essere interessante scoprire qualcosa sugli anni di piombo a Torino, ma si tratta certamente di un interesse molto particolare. In conclusione, si tratta di un buon libro che mantiene un po' di suspense fino all'ultimo, ma niente di più.
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