"Avvertivo strane sensazioni. Avevo paura di ciò che sarebbe potuto accadere e avevo paura per me." Due donne diverse dai destini intrecciati, l'una lo specchio dell'altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita. Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d'amore. Vincitore del contest "Autore Possibile 2016"
Silvia Devitofrancesco, autrice di romanzi, lettrice compulsiva e correttrice di bozze freelance, è nata a Bari nel 1990.
Ha conseguito la Maturità Classica e successivamente la Laurea triennale in Lettere (Curriculum “Editoria e giornalismo”).
Dopo aver pubblicato racconti in antologie, approda al romanzo con Lo specchio del tempo (pubblicato per la prima volta nel 2014 dalla Casa Editrice Libro Aperto International Publishing e ripubblicato nel 2016 in versione Self Publishing) col quale si classifica prima al contest “Autore possibile 2016” nell’ambito della quindicesima edizione del Festival del Libro Possibile di Polignano a Mare.
Nel 2016 pubblica l’operetta umoristica Ultimo accesso alle… e firma assieme ad Arianna Berna, Monica Coppola e Loriana Lucciarini il volume solidale 4 petali rossi – frammenti di storie spezzate (Arpeggio Libero Editore). A novembre dello stesso anno dà vita alla commedia romantica Un secondo, primo Natale.
Nel 2017 pubblica la raccolta di racconti Essenzialmente donna; il romanzo tra narrativa ed elementi gialli Dietro le apparenze e l’opera umoristica natalizia Buon Natale 2.0.
Nel 2018 torna al genere natalizio con Un giallista sotto l’albero.
Nel 2019 pubblica la commedia romantica Occasione inaspettata.
Nel 2020 pubblica una nuova commedia romantica Giochi del destino.
Nel 2021 torna nuovamente al genere natalizio con Scintillio di Natale.
Nel 2022 pubblica Un amore in rosso, primo volume della duologia “Red Love”.
Il 2023 è un anno molto prolifico dal punto di vista letterario. Pubblica Caccia alle uova, ambientato durante le festività pasquali; Un matrimonio in rosso, secondo volume della duologia “Red Love”; il cofanetto natalizio Christmas in love collection. Tre romanzi per rendere magico il Natale e il romanzo rosa natalizio Natale sulle Alpi.
Gestisce il blog letterario Ragazza in rosso, dove recensisce le sue letture.
L’aspetto che mi ha colpito di più di questo libro è stato il “posizionamento della telecamera” sul punto esatto in cui le convenzioni azzannano il cuore di una donna nel momento di prendere una decisione.
In storie di questo tipo, la protagonista prima o poi giunge a un bivio: seguire i sentimenti o lasciarsi spingere nella direzione in cui gli altri si aspettano che vada? Lo specchio del tempo racconta, fra le altre cose, il dilemma di due donne mostrando come le convenzioni influiscano non solo sulle loro scelte, ma anche sulle loro sensibilità.
Mi ha coinvolto seguire gli intimi ragionamenti delle protagoniste, persone deboli (Herminia comunque ha tutte le attenuanti, visto che vive nel Medio Evo) che fanno le scelte sbagliate, consapevoli che siano sbagliate. Ammettere una propria debolezza - e il suo peso nelle decisioni prese - è qualcosa di cui non si legge spesso: di solito l’attenzione viene portata su altre questioni per evitare di posare lo sguardo sulla sgradevole debolezza che fa parte dell’essere dell’eroina. È questa onestà, questo modo candido di confidare al lettore qualcosa di cui non possono certo vantarsi, questa loro ammissione di debolezza, tra umiltà e soggezione, che mi ha fatto apprezzare tanto questo libro.
Non amo i personaggi stupendi ma fasulli, perciò mi sono piaciuti i tratti discutibili ma veraci dei caratteri delle due protagoniste.
Triste e inaspettato l’epilogo, e proprio per questo mi è piaciuto.
Il libro è scritto bene. Padronanza della lingua e linguaggio semplice rendono la lettura fluida. Non ci sono punti morti in cui l’autrice si perde in divagazioni per “allungare il brodo”. Forse solo un po’ di fretta in alcuni punti.
Concludo con una menzione speciale per alcune metafore belle e forti (tipo quella delle visite al cimitero) che davvero costringono a riflettere.
L'ho letto in un pomeriggio. E questo, in definitiva, mi porta ad assegnare le quattro stelline. Mi è piaciuta la cornice storica, avrei addirittura apprezzato qualche riga in più di ambientazione. Le vicende di Herminia, del conte suo padre e di frate H. nella Bari duecentesca, e quelle di Erminia e di Michele ai giorni nostri, si riflettono l'una nell'altra in barba alla distanza temporale, grazie ad un misterioso manoscritto e ad un simbolico rosario : mi hanno trasportato senza resistenza fino al finale dolce amaro.
La grandezza dell'esser madri, l'importanza di amare con coraggio nonostante le imposizioni sociali, la necessità di far agire il cuore, ogni tanto, abbandonando le paure costruite ad arte dalla nostra mente e cercando nella propria esistenza quella Gioia di vivere con la G maiuscola ... Tutto questo trapela con chiarezza dalle parole della giovane autrice. Erminia sembra destinata a chiudere un percorso, a raggiungere un traguardo che alla sua "antenata" è stato negato. I personaggi del passato assomigliano tantissimo a quelli del presente, eppure ciò che rimane impresso ancor più profondamente sono le loro differenze, e il loro diverso destino.
Insomma, una lettura davvero godibile, scorrevole, e affatto priva di importanti spunti di riflessione. Una trama e dei personaggi ben costruiti. In due parole : una bella storia.
Un debutto ben riuscito . Ho comprato questo romanzo; affascinata da un estratto , e mai scelta e' stata piu' giusta. Questa giovane autrice "" cattura "" l' attenzione dalle prime pagine , suscitando una curiosità crescente da panico .
Una storia suddivisa in due epoche, quella dell' antico rispetto e devozione e l' altra del moderno e ribelle comportarsi
Uno specchio del tempo.
Due facce , un unica medaglia.
Una narrazione gradevole e scorrevole , circondata dalla passione dei personaggi . Una bella storia d' amore .
Approvo l' autrice ed il suo racconto . Lettura consigliata!
Erminia ed Herminia non condividono solo lo stesso nome, ma anche lo stesso destino. La prima è una ragazza dei giorni nostri, la seconda invece appartiene a un’epoca decisamente più antica, il 1200. Entrambe sono baresi e, infatti, tutta la storia si svolge a Bari, tra presente e passato. Cosa lega queste due donne, apparentemente così diverse per epoca e tradizioni? Ebbene, l’autrice con un abile escamotage, riesce a far incontrare le due protagoniste attraverso un manoscritto redatto da Herminia. Il prezioso testo viene rinvenuto a Bari secoli dopo, e finisce nelle mani dell’Erminia dei giorni nostri che, divenuta una studiosa di antichi manoscritti, decide di studiarlo e decodificarlo. Entrambe sono figlie di un padre despota e maschilista, che vorrebbe per loro un matrimonio vantaggioso e all’altezza del rango sociale al quale appartengono. Per questo Herminia, durante la crociata, viene rinchiusa in un monastero, col preciso intento di preservare la sua verginità da eventuali stupri. Il padre, purtroppo, l’ha promessa in sposa a un uomo, ben più vecchio di lei, che non l’accetterebbe mai se non fosse più vergine. Non tutto, però, va secondo i piani: la ragazza infatti finisce per innamorarsi proprio di un monaco, venendo così meno alle volontà paterne. Qualcosa di simile accade alla moderna Emirnia, il cui padre, un noto professore barese, pretende a tutti i costi di “sistemarla” con un ragazzo di sua scelta, ignorando del tutto i sentimenti che la figlia invece prova per un uomo di umili origini. Attraverso il manoscritto, dunque, Erminia scorre la vita della sua omonima, e si ritrova a percorrere la stessa strada, quasi ne fosse la reincarnazione. Entrambe hanno perso la madre, entrambe sono intrappolate in una società che non dà loro scampo. Se non sei moglie di un uomo facoltoso e madre dei suoi figli, non sei nulla, questo sembra essere il ritornello che ricorre dalla prima all’ultima pagina. La storia è narrata in prima persona dalle due protagoniste, in capitoli alternati dalle loro voci. Lo stile è piacevole, dolce, coinvolgente, e cattura fin da subito il lettore. La trama di per sé non è tra le più originali, ma è sicuramente molto affascinante e capace di suscitare intense emozioni. Spesso si rilevano delle forzatura nel doppio filo che unisce le vite delle protagoniste: trovo, ad esempio, che la vicenda di Herminia sia quanto mai verosimile, considerando l’epoca a cui appartiene, mentre per la Erminia moderna, si riveli essere molto meno credibile. Oggi giorno è quasi impensabile che siano i genitori a scegliere il partner per i propri figli, anche se si tratta di persone benestanti. Tuttavia, capisco che per creare un buon parallelismo tra le due donne, l’autrice abbia dovuto calcare un po’ la mano. Personalmente, da amante delle storie d’amore ambientate in epoche passate, ho apprezzato davvero molto questo romanzo. La scrittura di Silvia Devitofrancesco è assolutamente godibile e non annoia mai. Il salto continuo tra le due epoche, poi, rende il romanzo molto movimentato e suscita continua curiosità. Leggere Lo specchio del tempo è stato come guardare una fiction d’epoca, piena di tutti i suoi risvolti sentimentali e i suoi segreti. Sicuramente è stata un’esperienza di lettura del tutto piacevole! Auguro perciò a questa giovane e talentuosa autrice tutto il successo che merita!
Ho vinto questo libro tramite un giveaway, qui su GoodReads.
Devo ammettere che è stata una piacevolissima sorpresa. Leggendo semplicemente la trama, mi era sembrato interessante. Provo sempre una certa attrazione verso i libri con storie ambientate in epoche diverse. Non c'è un perché, semplicemente provo l'immediato impulso di leggerli. L'unico punto a "sfavore" era la nazionalità della scrittrice: più volte sono rimasta delusa da scrittrici moderne nostrane, perciò tendo a essere prevenuta (devo riconoscerlo) nei loro confronti.
Mi sono dovuta completamente ricredere. La storia sarà anche qualcosa di forse già visto e sentito, ma devo ammettere che questo piccolo libricino (150 pagine, in totale) mi ha coinvolto incredibilmente. La storia di queste due donne che, pur avversate dalle volontà dei rispettivi padri, riescono a raggiungere il proprio sogno, a diventare felici, mi ha colpito. Per di più, essendo ambientato il tutto a Bari, città vicina alla mia realtà quotidiana, ha reso il tutto molto più realistico, evitando così che il riferimento al passato sconfinasse nel fantastico. Personalmente, ho particolarmente apprezzato le parti ambientate dal 1227 al 1229 .
Lo stile è molto semplice, eppure d'impatto. Da certi punti di vista è ancora acerbo, ma intravedo delle grandi potenzialità, come si può notare nella poeticità di certi passi, che mi ha favorevolmente impressionato. L'unica cosa che ho rimpianto è stata proprio la brevità: se le descrizioni fossero state un po' più accurate e dettagliate, sicuramente avrei dato cinque stelle.
Libro consigliato, spero davvero di poter leggere presto qualche altro suo scritto.
Ho davvero apprezzato questo piccolo romanzo. L'ho letto in poco tempo e dalla trama non mi aspettavo tutta la bellezza che ho trovato all'interno. Da vera perfezionista quale sono, ho apprezzato molto la cura che la scrittrice ha messo nel descrivere i codici e le loro caretteristiche, ma anche il luogo e le tradizioni in cui il romanzo è ambientato. In questo caso, Bari. Sono piccoli dettagli preziosi che hanno reso la lettura molto coinvolgente e veritiera. Devo confessare che mi è piaciuto maggiormente il punto di vista di Hermina. Adoro la storia, e il Medioevo è uno dei periodi storici che piú mi affascina, inoltre sono particolarmente legata alla figura dei monaci amanuensi e dei monasteri, ragion per cui ho davvero apprezzato quei capitoli e il modo in cui erano scritti. Per finire le mie considerazioni vanno alla condizioine della donna, che è la chiave di lettura di tutto il romanzo. L'autrice ci fa capire come la figura della donna-oggetto, vista solo come strumento di procreazione e come un essere inferiore non si è dissolta completamente nonostante l'emancipazione femminile e il tanto acclamato "progresso", e che, ancora oggi, la donna, non importa a quale ceto sociale, razza, religione appartenga, è ancora intesa come un burattino nelle mani dei padri/mariti padroni. Per fortuna, come si evince anche dal romanzo, non tutti gli uomini sono così e molte donne sono oggi sono capaci di cambiare la loro condizione umiliante per rifarsi una vita con l'uomo che le ama per quello che sono e le rispetta. Fortunatamente, l'amore vince su qualsiasi cosa. Sempre.
Scopriamo presto che il titolo, azzeccatissimo, riflette (bel gioco di parole) in pieno il contenuto del romanzo. Sembra davvero che le due protagoniste, che hanno in comune molto più del nome, stiano vivendo la stessa esperienza in due epoche diverse. Per di più, quella attuale legge le vicissitudini della Herminia del passato ed è per lei come specchiarsi, rivivendo la propria esperienza al di là del tempo. Entrambe hanno perso troppo presto la madre e sono vittime di un padre che le vuole accasate con un uomo importante. Meno facile la vita per la Herminia del passato che viene relegata in un convento, mentre quella del presente riesce a ribellarsi. Conoscono un uomo, Michele nel 2013 e frate Heinricus nel 1227. Entrambi affascinanti, ricci e di umili origini, colpiranno dritto al cuore della bella (H)erminia Vorrei continuare a parlarne, ma rivelerei troppo. E’ un romanzo appassionante e abbastanza realistico, nonostante gli innamoramenti avvengano con troppa facilità e un particolare nella vicenda di Herminia mi lasci un grosso interrogativo (di cui non posso parlare per evitare spoiler). Si legge tutto d’un fiato e i personaggi suscitano le giuste emozioni: ci si identifica con la protagonista, si prova simpatia per i due amanti, mentre i padri sono insopportabili. I due periodi storici sono alternati coi tempi giusti senza svelare quello che accadrà nell’altra epoca e lasciando sempre la curiosità di proseguire
Lo specchio del tempo è il primo romanzo di Silvia Devitofrancesco. La storia segue le vicende di due donne in due epoche diverse (ai giorni nostri e nel 1200), accomunate dallo stesso nome e soprattutto dalle stesse esperienze: il rapporto conflittuale col padre, l'amore per una madre scomparsa troppo presto, la paura di sentimenti irrefrenabili per persone - forse - sbagliate.
Ho trovato questo libro gradevolissimo e molto ben riuscito, specialmente per essere un debutto. La storia si segue sempre volentieri, soprattutto grazie alle narrazioni fortemente personali e coinvolgenti delle due protagoniste. Arrivata alla fine le avevo entrambe molto a cuore,
Non mi dispiacerebbe leggere altro di quest'autrice, in futuro. Consiglio il libro agli amanti dei romanzi con doppie storylines in epoche diverse, e a tutti i lettori che vogliono perdersi per qualche ora in una storia breve ma ben costruita e intensa.
Scrittura semplice e scorrevole e senza ricercatezze tanto per abbagliare il lettore.
Spesso alcuni eventi sembrano giustapposti alla narrazione e senza ‘contorno’ che li giustifichi.
I dialoghi sono da migliorare o da evitare del tutto.
Piu’ romance che romanzo storico.
C’e’ ancora molto da soffiare su queste braci.
Alcuni passaggi:
La vita e’ basata sulle scelte e io ho fatto la mia, scegliendo quel manoscritto.
E’ proprio a Herminia che dedico le ultime parole del mio intervento, definendola “Una grande donna, che tra l’altro, portava il mio stesso nome, che non ha mai temuto di porsi contro tutto e tutti pur di realizzare i suoi scopi” e tra me e me continuo: “Heminia, insegnami ad avere coraggio”.
Silvia Devitofrancesco dimostra con questo suo primo romanzo, di conoscere in profondità i sentimenti dell'animo umano. Le due vite parallele di due donne che provano gli stessi sentimenti e le medesime paure, pur in epoche diverse, sono l'occasione per indagare a fondo emozioni e sentimenti che si dimostrano più forti del contesto dove chi li prova si trova a vivere. Un bel romanzo in grado di emozionare ed appassionare, oltre che di donare speranza. Peccato per la presenza di qualche ingenuità, tra l'altro perfettamente comprensibile in un'opera prima.
Ho dei pareri discordanti su questo racconto: da una parte mi è sembrato che gli innamoramenti fossero un po' troppo facili (l'autrice avrebbe potuto soffermarsi maggiormente sui dettagli che piacciono di più in un romance) dall'altra però mi era impossibile smettere di leggere. La storia incuriosisce dalla prima pagina all'ultima, la trama è senza dubbio originale e sul finale è scappata pure la lacrimuccia. Quindi la conclusione è che l'autrice ha saputo coinvolgermi ed emozionarmi. Cosa chiedere di più?
Una storia affascinante che supera i confini del tempo per raccontare due amori che condividono lo stesso destino e le stesse amare difficoltà. Un libro profondo, intenso, piacevolissimo da leggere. Assolutamente consigliato.
Il libro si legge in un attimo. Intriga il lettore e l’autrice, con lo stile scorrevole e fluido della sua penna capace, riesce a narrare la vicenda complessa di queste due donne (Herminia e Erminia) legate da un destino comune a secoli di distanza.
Il lettore riesce ad immedesimarsi in entrambe le personalità complesse e articolate delle due protagoniste, la Herminia del medioevo (una giovane donna che tenta di contrastare il suo futuro fatto di silenzio e solitudine all’interno del convento dei frati in cui il padre l’ha rinchiusa) ed Erminia (la studiosa dei giorni nostri che, con faticosa determinazione, vuole raggiungere i suoi obiettivi).
Due donne assolutamente differenti, vissute in secoli lontani, che sono però destinate ad incontrarsi: la studiosa Erminia del XX secolo ha la possibilità di studiare i codici di un antico manoscritto risalente al regno di Federico II di Svevia, da poco ritrovato a Bari e qui troverà la Herminia del XIII secolo, che né è stata la straordinaria amanuense.
Le due donne, legate anche dal nome, condividono straordinarie similitudini nella propria vita che le rendono speculari. Simile è soprattutto la loro situazione familiare: entrambe, infatti, provengono da famiglie di alto livello nella società del loro tempo (la prima contessina, la seconda di alta estrazione dell’élite barese), entrambe soffrono per il difficile rapporto con il proprio padre (tutti e due uomini freddi e distanti che non riescono a comprendere ed amare davvero le proprie figlie), entrambe senza più la madre, loro unico punto di riferimento e fonte di tenerezza. Per Erminia è doloroso accettare la scomparsa improvvisa e prematura di una madre amorevole e presente pur se di personalità remissiva, per Herminia è un peso, quasi una condanna, l’aver causato la morte della madre durante il parto e non averla conosciuta mai.
L’ultimo urlo disperato di mia madre si unì al mio grido di vita. Per un attimo, purtroppo solo per un lunghissimo ed eterno attimo
Nel momento esatto nel quale mia madre soccombeva e chiudeva gli occhi per sempre, io firmavo, euforica, il verbale dell’esame. La vita, a volte, crea delle strane corrispondenze. Il mio attimo di gioia costituiva lo specchio di dolore della mia famiglia e quindi, anche del mio.
Entrambi i genitori delle due ragazze non si sono sposati per amore ma per matrimoni combinati, anche se poi l’amore è arrivato dopo con la vita in comune. Sia il Conte, padre di Herminia, che il professore Dante, padre di Erminia, non hanno vissuto l’amore appassionato e spontaneo, pertanto sono incapaci di comprendere le proprie figlie, spinte verso l’uomo cui batte il cuore; entrambi infatti ragionano su convenienze sociali e opportunità.
Per la giovane Herminia del XIII secolo la situazione è ancora più difficile: con la Crociata alle porte il padre, per preservarle la verginità in vista di un matrimonio importante che preserverà la posizione sociale del suo nome, la manda in clausura in un convento. Ma lei, donna istruita e appassionata vorrebbe qualcosa di più, soprattutto poter essere la protagonista di ciò che vive.
Entrambe contrasteranno il destino che altri hanno deciso per loro e per Erminia ci sarà la bella figura di Michele a darle forza e luce per il suo cammino di libertà.
Nelle precedenti tappe del blog tour, MissD, la blogger de “Le pazze booklovers” esprime il suo giudizio su questo romanzo, al quale mi associo: “Comunque la riflessione sconvolge davvero. In alcuni punti viene proprio da dire “Ma allora non è cambiato niente!” Due tempi così lontani allora sono ancora così maledettamente vicini. Inoltre ciò che mi è davvero piaciuto sono le corrispondenze, non solo tra le due donne, ma anche nella contemporaneità di entrambe. Costantemente Silvia ci mette in mostra la vita così con le sue contraddizioni, così con la sua pienezza.”
Le protagoniste di questo romanzo, Herminia ed Erminia, vi accompagneranno nel viaggio dentro le loro storie. Vi affezionerete a queste due eroine che, ognuna a modo proprio e con scelte personali, ricercheranno la felicità con fatica e determinazione.
Ben scritto, limpido ed emozionante. Complimenti all’Autrice!
Quando le idee prendono, a pieno titolo, riconoscimenti e monopolizzano il pomeriggio di chi vorrebbe leggere per un determinato tempo, per accorgersi poi che si è fatto sera, hai fra le mani un libro come questo! Bello, scritto bene, dunque scorrevole …e lo scorrere del tempo, dal circa 1200 ai tempi nostri, elaborato per essere letto nell'ormai noto “battito di ciglio”. Un manoscritto da decifrare che fa battere il cuore alla dottoressa in codicologia Erminia che, della propria passione, riesce a tramutarne le ricerche e traduzione in un eccitante lavoro, osteggiata da tutti e lasciata sola da chi avrebbe voluto al suo fianco per sostenerla. D’altra parte per lei altri progetti erano stati disegnati ma ben lontani dai suoi che con coraggio riesce a far prevalere. Un’altra ragazza nel Medioevo durante il regno di Federico II, in cui vigevano dettami indiscussi, ha vissuto un simile parallelismo: …gli stessi progetti…lo stesso coraggio…lo stesso nome Herminia. Gli epiloghi di entrambe le storie vivranno le differenti epoche e non vado oltre per non spoilerare perché ne esorto caldamente la lettura, complimenti all’autrice!
Lo Specchio del tempo è un romanzo in cui le vite di due giovani donne omonime, vissute in periodi storici diversi, si svolgono in parallelo e con molti fatti e stati d'animo in comune, sembrando appunto, l'una lo specchio dell'altra. La storia cattura, ho letto una pagina dopo l'altra desiderosa di conoscere la fine. Quel che colpisce ancor di più, però, è lo stile narrativo pulito, fresco ma incisivo. È un romanzo che fa riflettere sul ruolo della donna di una volta e dei nostri giorni,ruole che per certe cose è ancora prigioniero di logiche patriarcali. Inoltre, anche se l'autrice non parla espressamente di reincarnazione, io mi sono trovata a riflettere sul senso della vita e il libro mi ha lasciato negli occhi lo stupore di chi crede che presente e passato siano collegati da un filo sottile. Lo consiglio, davvero!
Questo libro mi ha riportato alla mente una lettura di Brian Weiss, dove si facevano esercizi di regressione sulle vite passate per capire i problemi di oggi. Un libro per me interessantissimo quello di Weiss che ho scelto di citare, senza porlo a confronto, con il romanzo della Devitofrancesco. Cito, perchè è con questa idea che mi sono accompagnato alla lettura di questo romanzo, immaginando queste due donne essere una, anche se vissute in epoche diverse. È una piacevole e scorrevole lettura, un piccolo viaggio tra le vite di queste due donne, con il quale il lettore empatizza facilmente. Consiglio la lettura!
Un antico manoscritto e due donne che si chiamano allo stesso modo: Erminia. La vita di una è lo specchio dell’altra. A dividerle ci sono ben otto secoli, ma l’amore vero, la determinazione e il coraggio delle scelte sono gli stessi, anche se il destino ha programmato per loro due finali diversi. Una bella storia, godibile, anche se dal gusto dolce amaro.