“La sensazione, ascoltandoli, era quella di essere di fronte all’ennesima montagna da scalare. Mi capita spesso di averla, lavorando con le famiglie di bambini con autismo.”. Maurizio Arduino, psicologo, psicoterapeuta, e autore del libro “Il bambino che parlava con la luce”, ci racconta quattro storie di bambini con disturbo dello spettro autistico, e le loro risposte a determinati stimoli sensoriali.
Lo scrittore ci fa immergere nella vita dai primi anni, fino alla fine del percorso scolastico di ciascuno, con narrazioni capaci di mostrare anzitutto la grande differenza tra un soggetto e un altro, ma anche ciò che li accomuna in un unico spettro. Un elemento è la loro particolare sensibilità ad alcuni suoni, tessuti, gusti e odori, lì dove certi rumori (l’aspirapolvere, il telefono, uno scoppio improvviso) provocano in questi bambini la reazione immediata di coprirsi le orecchie o di urlare.
Questo caratterizza il Disturbo di processazione sensoriale. In ogni essere umano, la percezione sensoriale è la prima forma di contatto con la realtà, quella che ci permette di costruire il nostro modello di mondo. Per questo motivo è importante far conoscere a questi soggetti la struttura e la routine delle attività quotidiane per fornire un senso di sicurezza e fiducia; comunicargli in anticipo, in un modo che possano capire (ad esempio, utilizzando informazioni verbali, visive o tattili) che cosa cambierà e perché.
Le modifiche dovrebbero essere graduali, e lasciate che abbiano un “oggetto di sicurezza” (un giocattolo, un pezzo di spago, ecc.) quando vanno in luoghi che non conoscono o affrontano una situazione nuova. Un po’ come affrontano le loro giornate i bambini del libro: Silvio guarda il mondo racchiuso in un granello di polvere, Cecilia lo osserva attraverso il movimento di una corda, Matteo non gioca con gli altri bambini, ma conosce le radici quadrate e Elia, sommerso da voci, odori, suoni e colori, lotta per trovare la calma interiore. Qual è stato il loro destino, ve lo lasciamo scoprire a voi, in questa lettura che ha tanto da insegnare, a esperti e non.
Recensione di Psicoleggimi