Il Mostro, fin dall'infanzia, si presenta come un essere rivoltante. Ma quel suo aspetto esteriore così raccapricciante è segno di un'incredibile eccezionalità d'animo: egli non si uniforma alle regole della società, ha una sua morale ed è in grado di sostenere le proprie tesi in maniera impeccabile. La collettività non lo tollera, la famiglia non lo accetta... ma il lettore lo adorerà.
immaginare un mostro che dentro è fatto del velluto di Mastroianni, della grana fine intellettuale di un...vogliamo scomodarne uno grosso? Magari un Antonio De Curtis, principe della risata ma anche del pensiero, del rovello, dell'amaro in bocca. Un De Crescenzo, magari, con la bella battuta un po' salata. Dentro, il mostro è questo. Fuori non sto a sprecar parole: E' UN MOSTRO. Nel senso fisico, eh. Repellente, vomitevole, trasuda umori acidi, emette peti. Ci gireremmo tutti alla larga, cambiando marciapiede. Michele serio ha nascosto il suo tesoro nella fronte del Rospo, come in una fiaba nordica, un Andersen che mette il diamante dentro il cranio di un orrido anfibio. Questo è il Mostro di Michele Serio. Non esiste al mondo nessuno più consapevole e autosufficiente di lui. Non si lamenta, forse bofonchia e quando parla il mostriciattolo sei tu, che ancora ti dibatti tra Bene e Male, ma il Mostro ha risolto confrontandosi addirittura con Satana, mettendolo alle corde, "Quando quei poveracci (noi) non avranno più fede fonderanno la religione del non dio, del non satana e troveranno comunque il modo di credere in qualcosa" "E noi?" chiede il Principe delle tenebre "Ci confonderemo con loro, amandoli o odiandoli per quello che sono." "E cosa ci guadagneremo?" "Il rispetto per noi stessi, perché avremo vissuto secondo verità" "Tu, Mostro, parli di verità?" "La verità è sempre mostruosa" rispose.