Natale, 1979. A Vihreäjärvi, l’atmosfera si colora di rosso. Ma non sono le luci e gli addobbi della festa. Il presunto suicidio di una donna dà l’avvio a una scia di sangue che si protrae per più di un quarantennio. Un assassino deciso a vendicarsi, pronto a spargere sangue in tutta la Finlandia, e un poliziotto sulle sue tracce. Un lungo viaggio “sul posto” in cui la quotidianità incontra l’imprevedibile e la natura umana, nelle sue fragilità, si scontra con la forza di una follia omicida “demoniaca”.
Il libro di Michele Mazzolino è un corposo e avvincente thriller nordico emergente, ambientato in Finlandia, che scorre sotto gli occhi come se fosse un raccontino di cento pagine. Invece ne conta 538! L'ho letto su kindle e sono rimasta senza parole quando ho visto il cartaceo durante una presentazione dell'autore. Rispetto ad altri romanzi del genere che ho letto, in "Satan Klaus is coming to town" di Michele Mazzolino è palese chi sia l'artefice dei delitti: lo vediamo in copertina, nel titolo, ovunque! Perciò la trama di questo thriller nordico si basa piuttosto sulle mosse del killer, sul riuscire a intercettarlo prima del crimine, o magari prevederlo, oppure ancora a tirare a indovinare il ruolo dei vari personaggi: ti catapulta in una catena di eventi come uno spettatore che non può far altro che chiedersi chi sarà il prossimo a lasciarci le penne e se morirà anche quel personaggio al quale ti stai appena affezionando... perché il killer, pur avendo un suo schema, è un pazzo imprevedibile! Una delle cose più appassionati di questo thriller nordico emergente è che al suo interno c'è anche una sorta di saga famigliare: si presentano famiglie dove quei bambini li ritroviamo poi adulti, con traumi da superare; ogni personaggio può finire nel mirino del killer. Di personaggi ne incontriamo diversi, nella narrazione in terza persona che non lascia sfuggire nemmeno un dettaglio di sottofondo; ho trovato questa cura degna dei maestri del thriller. Mi ha entusiasmato ogni singolo salto temporale che consentiva di esplorare tutti i retroscena dei personaggi coinvolti: il passo indietro prima che si compisse il delitto; la scena che si svolgeva in parallelo e che faceva intendere si fosse svolta in modo diverso... lo scrittore sembra voler giocare a tranelli col lettore, provocando a livello emozionale e mentale... E io sì, ci sono cascata quasi sempre! Il bello è che sembra che anche i personaggi secondari siano protagonisti in prima linea; niente e nessuno si lascia indietro e ognuno ha un suo ruolo, preciso e importante, che compone il tassello di questo enorme puzzle. L'atmosfera si mantiene costantemente tesa; la leggerezza non è prevista. Le scene dei delitti sono dettagliate e atroci, schiette come uno schiaffo in faccia... Oltretutto i delitti suonano come una denuncia plateale del giustiziere Satan Klaus: l'amore non si tradisce; le famiglie devono restare salde; a farne le spese sono sempre i bambini. Ma Satan Klaus è un giustiziere controverso, un antieroe il cui senso di giustizia è distorto, contorto, malato. Ed è difficile trovare un limite al suo istinto omicida. Trovo sempre molto interessante la parte psicologica, specialmente nella figura dell'antagonista, e questo romanzo mi ha soddisfatta perché consente di entrare nella mente malata del "Satan Klaus". Il finale è teatrale, lungo come un intero atto ad ampio respiro; un'apoteosi di tensione, susseguirsi di azioni e dialoghi chiarificatori, compresi dei colpi di scena! In conclusione, se dovessi definire con una sola parola questo thriller nordico emergente direi: maestoso. Mi sento di consigliare caldamente "Satan Klaus is coming to town" di Michele Mazzolino anche a chi non mastica abitualmente questo genere (e di andare veloce nelle scene splatter se non si tollera l'horror!) mentre se sei amante del thriller nordico... sarebbe un delitto se te lo perdessi! Con un esordio così, tengo Michele Mazzolino d'occhio per i suoi prossimi libri!
Vorrei iniziare parlandovi delle immediate impressioni suscitate sin dalle prime pagine. La tensione accresce da subito. Ci addentriamo nel paesaggio descritto e le sue atmosfere, ci ammantano con naturalezza, pizzicando la pelle. Il lettore non può non rabbrividire e alzare la guardia perché sa già che qualcosa sta per accadere. O forse è già accaduto. E quel fatto non rappresenta una lieta sorpresa natalizia. Il romanzo si apre infatti la mattina di Natale in un paese della Finlandia meridionale, a Vihreäjärvi nel 1979, ma ciò che ci accoglie è una scena drammatica dai contorni inquietanti. Un bambino con il pigiama macchiato di sangue si aggira per le vie, prima di approdare alla casa dei suoi vicini e far scattare l’allarme. Viene avvertita la pattuglia più vicina che si dirigerà sul luogo citato in causa. Da qui inizia l’avvicendarsi di imprevedibili tasselli, di un puzzle fatto di eventi concatenati, incredibili flash-back, dove le storie private dei personaggi si intersecano abilmente con il nostro serial killer. Il Satan Klaus. Chi è veramente? Non svelerò ovviamente questo risvolto, ma potrò sollecitarvi in questa lettura mozzafiato. Ogni attore non si muove mai a caso, ogni delitto si collega a quel filo conduttore invisibile e tagliente come una lama pronta a colpire, un fendente che recide spietatamente. Ci muoveremo tra le pagine ritmate da un percorso cronologico, fino a raggiungere i giorni odierni, affiancheremo la squadra capitanata da Kai Mattila, supportato in particolar modo dall’agente Aleksi Holopainen, ma ci ritroveremo anche ingarbugliati dentro le vischiose tenaglie dell’omicida e della sua malata psicologia. Non posso che chiudere rimarcando l’idea di questo romanzo ben orchestrato, che vi terrà incollati dall’inizio alla fine. E il fiato sospeso. Denso di adrenalina, è arricchito da quei particolari resi in modo sapiente dentro ogni descrizione, tale da rendere il tutto potentemente realistico. Da leggere.
Non fidatevi più di un figurante vestito da Babbo Natale dopo aver letto questo thriller che non potrà lasciarvi indifferenti, soprattutto se l'ansia prende il sopravvento: lui sta per colpire, voi lo avete capito ma i diretti interessati no, anche se questo serial killer è ormai noto per sterminare famiglie il giorno di Natale. Inoltre, lascia sempre almeno un superstite. Chi o perché dovrà arguirlo il lettore. Siamo in Finlandia, terra nota per essere la casa ufficiale del barbuto signore in rosso, dove si sono verificati brutali omicidi senza che il colpevole sia mai stato arrestato. La storia si suddivide infatti su diversi spazi temporali che, tuttavia, vengono man mano incastrati in modo da non lasciare lacune o domande senza risposta. Il senso c'è e non è casuale. L'assassino è un tipo meticoloso che, pur avendo particolarità inquietanti, persegue una sorta di caccia punitiva, un elemento importante che le autorità non sembrano cogliere. Solo Akseli è determinato a scovare l'omicida, perché direttamente coinvolto nella serie di casi su cui la polizia dell'epoca non ha, purtroppo, approfondito. La trama e la psicologia dei personaggi sono ben strutturate, in particolare quelle di Akseli e del Satan Klaus, i veri antagonisti. Nessun dettaglio è inutile e il lettore rimane con il fiato sospeso. Il libro è piuttosto lungo ma il ritmo aumenta e non incespica; alcune parti non risparmiano crudezza e angoscia.
Satan Klaus is Coming to Town si presenta come un horror-thriller atipico e intrigante, ambientato nei suggestivi ma inquietanti paesaggi innevati della Finlandia. L'autore, Michele Mazzolino, ha il merito di aver preso una figura iconica come Babbo Natale e di averla trasformata in un veicolo per una follia omicida radicata in un trauma infantile profondo. La trama segue un serial killer che veste i panni del più amato dispensatore di regali, ma che in realtà è guidato dal fantasma interiore del suo io bambino, segnato per sempre dall'aver assistito alla tragica morte della madre. Questa dualità psicologica, il conflitto tra l'uomo e la voce vendicativa che lo spinge a seminare morte, è l'elemento più riuscito e affascinante del romanzo. L'ambientazione finlandese, descritta con un'efficace atmosfera gelida e isolata, contribuisce a intensificare il senso di claustrofobia e terrore. Mazzolino non lesina su dettagli crudi e un ritmo narrativo incalzante mantenendo alta la tensione. Non è il mio genere di punta pertanto ammetto che a volte sono rimasta emotivamente un po' lontana dai personaggi, ma sicuramente ciò è dovuto a un fattore soggettivo. Nel complesso, è un'opera che si legge volentieri, specialmente per chi cerca un'alternativa dark alla tipica narrativa natalizia. Mazzolino ha talento nel creare atmosfere disturbanti e personaggi complessi; è un libro consigliato a chi apprezza i thriller psicologici con una forte impronta horror.
Ho appena terminato questo bellissimo thriller e sono davvero senza parole, e per me rimane senza parole non è facile, ma mi ha talmente coinvolto che fatico a staccarmi ancora dalle parole scritte all’interno di questo meraviglioso libro. Un libro scritto benissimo, una trama talmente coinvolgente da non riuscire a far staccare il lettore dalle pagine, ambientazione e personaggi talmente ben descritti e definiti da poterli immaginare come in un film, anzi tutto il thriller potrebbe essere un bellissimo film da tenere le persone sulle spine dall’inizio alla fine. Il tema trattato originale e inquietante al punto giusto per questo genere. Ho amato tutto di questo romanzo e sapete che con i thriller sono alquanto difficile. Ricordatevi che dopo questa lettura non guarderete più Babbo Natale con gli stessi occhi! Un libro che consiglio assolutamente, armatevi di tempo libero, perché appena lo inizierete non vorrete più staccarvi, e soprattutto fatelo in un luogo tranquillo perché il fiato sospeso sarà il vostro amico durante la lettura. Complimenti Michele spero davvero di leggere presto un tuo prossimo libro.
“Satan Klaus is coming to town” di Michele Mazzolino è un thriller che sorprende per la solidità della trama e per la capacità di trascinare il lettore in un crescendo di tensione e inquietudine. L’autore intreccia con grande maestria le vicende di un assassino spietato e di un poliziotto determinato a fermarlo, la cui caccia è resa ancora più drammatica dal fatto che i suoi stessi genitori sono stati vittime del killer. Uno degli elementi più potenti del romanzo è il dualismo che attraversa tutta la narrazione: l’assassino indossa i panni rassicuranti di Santa Klaus, ma la sua anima e la sua indole appartengono al lato oscuro e demoniaco del Krampus. Una contrapposizione che non è solo simbolica, ma diventa il motore di una tensione costante, capace di destabilizzare e avvincere il lettore. La scrittura scorrevole e l’ambientazione suggestiva – una Finlandia fredda, cupa e implacabile – evocano immediatamente le atmosfere tipiche dei grandi thriller scandinavi. Eppure, Mazzolino riesce a mantenere una propria originalità, fondendo la tradizione natalizia con un’indagine poliziesca dai risvolti psicologici profondi. Un viaggio tra luci e ombre, innocenza e follia, che non ha nulla da invidiare ai più noti autori del Nord Europa e che conquista fino all’ultima pagina.
Dal titolo e dalla copertina non potevo certo aspettarmi una storia soft e, ovviamente, quello che ho trovato tra queste pagine è soprattutto tinto di rosso. Ho avuto l'impressione che l'autore, per non rendere troppo cruenta una storia che, lo è in tutto e per tutto, ha diluito i momenti critici riempendo pagine della vita comune di tutti i protagonisti, rendendo così molto lunga tutta la storia tenendomi sulle spine almeno in un caso che verrá svelato solo alla fine. I salti temporali non inficiano la storia, perché ben segnalati, ma quello che ammetto di aver saltato leggendo, sono i vari nomi finlandesi a tratti, almemo per me, illeggibili. I lettori che cercano una storia dove non si deve aiutare il poliziotto di turno a scoprire il colpevole, ma voglioni storie crude e crudeli, allora questo libro fa proprio per loro.
🎅👹 trama: Natale, 1979, nella gelida Vihreäjärvi: dove tutti si aspettano luci, abeti e sorrisi, qualcosa di oscuro si nasconde sotto il costume rosso. Un presunto suicidio dà il via a una scia di omicidi che si estende per oltre quarant’anni in Finlandia. Un assassino celato dietro la figura rassicurante di Santa Klaus si muove con feroce determinazione, mentre un agente di polizia e i suoi colleghi cercano disperatamente di fermarlo.
🎅👹 valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5
🎅👹 frase preferita: Guardò incantato le luci mentre, quasi senza accorgersene, portava la mano alla cintura. Afferrò la pistola e la caricò.
🎅👹 recensione personale: Non so voi, ma io non mi aspettavo minimamente un Natale così oscuro. Questo libro mi ha completamente spiazzata. Quello che mi è piaciuto di più è l’atmosfera: fredda, inquietante, quasi soffocante. Si sente il gelo non solo nelle ambientazioni, ma anche nelle persone. La scrittura è super scorrevole, la suspense cresce piano piano e queste due cose mi hanno tenuta incollata alle pagine. Se amate i thriller psicologici e le storie che prendono qualcosa di familiare e lo trasformano in qualcosa di disturbante, questo libro fa per voi.