Vorrei trovare le parole giuste per descrivere questo libro, ma al momento me ne viene in mente solo una, capace di rappresentare pienamente il filo conduttore di tutto il romanzo: DELICATEZZA.
La delicatezza con cui l’autrice affronta temi come il dolore e il lutto, il rispetto che dimostra verso ogni singolo personaggio, mi ha profondamente commossa.
La scrittura è scorrevole, mai banale, e sempre capace di restare in superficie solo per accarezzare la profondità delle emozioni. Come scrisse Italo Calvino:
“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”
Ed è esattamente così che mi sono sentita leggendo questa storia: sollevata, come se temi tanto intensi mi venissero sussurrati con la leggerezza di una piuma sulla guancia.
Una delle parti che ho più amato è il trope del mistero, trattato con cura e dedizione. Ogni dettaglio si incastra perfettamente con il successivo, creando una trama più fitta e sorprendente di quanto ci si aspetti inizialmente.
Meravigliosa la presenza delle citazioni di letteratura italiana e mitologia greca: non sono mai fini a sé stesse, ma diventano pilastri narrativi che arricchiscono il mistero e la riflessione.
E i personaggi… li ho amati TUTTI. Di solito faccio fatica ad affezionarmi ai secondari, ma grazie alla dedizione con cui sono stati costruiti, ciascuno di loro mi ha lasciato qualcosa, proprio come i protagonisti.
Che dire di Ethan e Grace? Semplicemente meravigliosi. Da un amore impossibile nasce un legame che non consuma, ma fortifica; che non distrugge, ma costruisce; che non appesantisce, ma sostiene. Un amore fatto di stima, rispetto e cura reciproca.
E poi c’è quella lettera.
La lettera di Grace per Ethan, nella parte finale, mi ha letteralmente sconvolta. Come se il finale, con la sua disarmante dolcezza, non fosse già abbastanza.
È una lettera che non parla solo a Ethan, ma a tutti noi. Una lettera che è lo specchio della nostra società, una lettera che racconta verità che spesso non si ha il coraggio di dire a voce alta.
Questo romanzo è un inno alla vita, ai sogni, alla rinascita. È un invito a prendersi cura di sé, e a farlo accanto alle persone giuste: quelle che non aggiungono dolore, ma lo dimezzano e lo accarezzano con dolcezza.
Un libro che è una cura per l’anima.
È introspezione. È mistero. È amore. Puro, genuino, necessario.
Se volete concedervi un momento per prendervi davvero cura di voi stessi, questa lettura è assolutamente consigliata.
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️