Interessante per comprendere le motivazioni che hanno portato all'ascesa di Rasputin.
Il testo si concentra molto sugli aspetti motivazionali e psicologici dei protagonisti della vicenda.
Purtroppo a volte la lettura è resa difficoltosa dai troppi nomi: tutto è ben documentato, fin troppo (l'autore tira in ballo persino la genealogia di personaggi minori).
A mio parere il libro da un po' troppo spazio agli eventi che precedono (e permettono) l'ascesa di Rasputin al potere. Della sua "dittatura" si parla in poche pagine, tanto che quasi non si coglie che si trattava di un dittatore. A volte sembra di leggere la storia di un contadino emancipato, di un consigliere o di un mistico, anziché di un dittatore.
Lo stile è un po' arcaico ma è comprensibile, considerata l'epoca dell'autore. La parte scritta peggio rimane comunque la prefazione, eccessivamente pomposa, che presenta puerili tentativi di romanzare se stessa, invece di presentare il testo vero e proprio.