Se da bambini vi siete indignati per le prepotenze delle sorellastre di Cenerentola, oppure vi siete sentiti impotenti davanti ai tranelli orditi dal Gatto e la Volpe ai danni di quell'ingenuo burattino di legno che sognava di far carriera nel teatro, questo libro è per voi. Prendendosi scherzosamente sul serio, procuratori, magistrati dell'Antimafia, avvocati e docenti universitari hanno trascinato nell'aula di un severo tribunale immaginario i cattivi e i buoni dei cartoni animati. Finiscono alla sbarra la strega di Biancaneve con la sua mela avvelenata, la bramosa Crudelia De non, lo spietato Orco di Pollicino e il malvagio Scar. Ma anche i Tre Porcellini e Peter Pan. I processi alle favole riservano sorprese: condanne esemplari, incredibili assoluzioni, imprevedibili richieste d'archiviazione. Mai come in questo caso si può dire che la realtà supera la fantasia e viceversa. Anche i personaggi più indifendibili decidono di giocarsi tutte le carte: messo da parte il pugnale, iniziano a sfogliare il Codice penale alla ricerca di un cavillo al quale appigliarsi per mantenere viva la speranza di farla franca. Ma attenzione: rubare è reato, anche se ti chiami Robin Hood e saccheggi a fin di bene. Perché la legge è uguale per tutti, almeno nell'Isola che non c'è.
Un'idea originale e un libro simpatico. Interessante anche leggere a cosa la difesa si aggrappava per scagionare l'imputato, o le motivazioni delle sentenze. Carino
Dimenticate le favole dove ci sono i "buoni" e i "cattivi": la legge è uguale per tutti e tutti hanno diritto ad un equo processo. Pensate ad esempio alla matrigna di Biancaneve, come la definireste così, di primo acchito? Perfida? Strega? Sanguinaria? Ebbene, secondo la difesa di Grimilde sarebbe lei la vittima di un progressivo disinteresse da parte del Re, rinchiusa, di fatto, nell'indifferenza, in un castello dove suo unico interlocutore era un perfido specchio magico; lei, che aveva accolto Biancaneve ancora bambina e si era prodigata affinché, con la sua educazione rigida, crescesse senza adagiarsi sui privilegi regali ed inseguendo futili traguardi. Metodi educativi forse troppo duri, ma che mai vennero contestati dal Re e che, comunque, diedero i loro frutti dal momento che la piccola crebbe con sani principi e modi regali.
I personaggi più indifendibili delle favole mettono da parte spada, fucili e sortilegi e si affidano ai migliori avvocati, alla ricerca di un cavillo legale nel Codice Penale che consenta loro di farla franca. "Favole alla sbarra" è un libro di Enzo Beretta, giornalista romano che si occupa di cronaca nera e giudiziaria e che ha raccolto in queste pagine l'operato di eminenti principi (e principesse) del foro: la difesa di Capitan Uncino, ad esempio, è affidata a Luciano Ghirga, avvocato di Amanda Knox, mentre il magistrato Fausto Cardella, procuratore capo dell'Aquila che indagò sulle stragi mafiose di Capaci e di via D'Amelio sostiene l'accusa nei confronti di Robin Hood; a difendere il Gatto e la Volpe è Nicola Di Mario, docente universitario di diritto penale che ha partecipato ai processi sulla scalata BNL-Unipol e su Calciopoli 2, mentre ad emettere la sentenza nei confronti di Jafar il Gran Visir nemico di Aladdin è il magistrato Andrea Claudiani, che ha ricoperto incarichi presso il Ministero della Giustizia e ordinato l'arresto di presunti sfruttatori di baby-squillo. [...] La recensione completa qui.