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La Valle del Vecchio

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Tra caso e necessità potrebbe dirsi che si dipana questa storia della famiglia dell’autore lungo due secoli, scritta come un romanzo ma fondata sull’archivio dei documenti, delle testimonianze e dei ricordi. Il caso è l’origine. Il capostipite, Sebastiano, nasce, come segnato da un destino aperto, né nobile né del tutto plebeo, né privilegiato né del tutto abbandonato senza protezione: dall’amore di un potente signore territoriale, un Duca, e di una pastorella bellissima ma ancora una creatura quasi del tutto appartenente alla natura. E questa nascita, così caratterizzata, ne fa una persona determinata e fiera, di intransigente individualismo, decisa ad affermarsi con la tenacia e con il lavoro, imprenditore di novità ma rigorosamente fedele alla tradizione. Prima il lavoro dei campi, poi l’apertura di uno spaccio per i contadini, poi ancora l’allargamento dell’esercizio, fino a quando può cominciare ad acquistare terre anche lui e mettere su manifatture; e intanto il desiderio romantico di sapere qualcosa dei suoi genitori, la scoperta della verità e l’incontro con la sorella separata. Da quel capostipite discende, come necessitata dall’origine, una stirpe di uomini e donne, che hanno radici profonde nel loro paese dominato dal Vulcano Etna, ma che saranno incessantemente sospinti – con una divisione dell’animo che si trasmette come un codice genetico – verso i luoghi del mondo dove si forma la modernità. L’America, per alcuni, tra fortune economiche pazientemente accumulate, matrimoni, fughe e tragedie; il Nord Italia, Milano, per altri, motivati, con la tenacia intraprendente che è il segno della famiglia, allo studio e alle professioni. E qui l’innesto, nel tronco originario siciliano, di un’altra stirpe di contadini arricchiti della Val Padana, il cui «caso » posto all’origine è stato un ritrovamento quasi favoloso, un tesoro ottenuto con l’astuzia, e forse la violenza, durante il caos di una guerra antica. E la storia della famiglia si sdoppia. Mentre, sullo sfondo delle peripezie delle generazioni, scorre il fiume lento della storia vera: risorgimento, guerre, fascismo, l’epopea dei migranti, arretratezze e miracoli economici. E si staglia, fermo e testardo, il perdurante dualismo italiano tra il Nord e il Sud, affresco dipinto come dalla stessa mano a due velocità diverse.

184 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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