Siamo nella Firenze del 1679, una città elegante e misteriosa, avvolta da ombre e segreti. Le sue strade non sono mai state così buie e pericolose: un assassino crudele, soprannominato l’Incisore per le pratiche chirurgiche inquietanti a cui sottopone le vittime, semina terrore e lascia dietro di sé una scia di sangue e paura.
A occuparsi delle indagini è Flaviano Altobrandini, rifugiato a Firenze e uomo dal passato tormentato, che si ritrova improvvisamente coinvolto in una caccia all’assassino che diventa un vero e proprio viaggio tra enigmi, antichi manoscritti e segreti alchemici. Ad affiancarlo c’è Lidia, una donna intelligente, coraggiosa e fuori dagli schemi, che mi ha colpito molto per la sua forza e il suo modo di inserirsi nell’indagine con determinazione e lucidità. La loro alleanza – fatta di fiducia, complicità e rispetto – arricchisce la storia di un lato umano profondo e sorprendente.
Gli autori hanno saputo costruire un thriller storico che mescola abilmente mistero, tensione psicologica e atmosfere cupe. La Firenze che emerge dalle pagine non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio: cupa, intrisa di fascino, con i suoi vicoli stretti e le sue ombre che sembrano pronte a inghiottire chiunque osi sfidarle. È stato come passeggiare tra quelle strade silenziose, percependo l’angoscia di un tempo dove la superstizione e la sete di conoscenza convivevano in un equilibrio fragile.
Uno degli elementi che ho amato di più è la componente alchemica, che si intreccia alla perfezione con la trama. Misteri sepolti, riferimenti alla Divina Commedia e conoscenze scientifiche danno al romanzo un tocco originale e magnetico. È proprio questo equilibrio tra scienza e arcano a rendere la storia unica: da un lato il rigore delle indagini, dall’altro il fascino di ciò che non può essere spiegato del tutto.
Il ritmo narrativo è serrato e non lascia tregua. Ho trovato la lettura avvincente fin dall’inizio, tanto che era impossibile staccarsi dalle pagine: i colpi di scena sono ben calibrati e ogni volta che si crede di essere vicini alla verità, qualcosa ribalta tutto. Ho apprezzato anche la scrittura a quattro mani di Boccia e Lombardi, fluida e compatta al punto da sembrare la voce di un unico autore.
Oltre alla trama incalzante e agli omicidi macabri, L’Incisore scava anche nell’animo umano, mostrando come l’ossessione per il sapere e la sete di potere possano spingere l’uomo oltre ogni limite. È un libro che, pur essendo ambientato secoli fa, ti costringe a riflettere su domande universali e sempre attuali.
Un’ultima nota la merita l’edizione: la cover con rilievi e i bordi neri delle pagine rendono il volume un vero oggetto da collezione, perfetto per chi ama i libri non solo da leggere, ma anche da conservare con orgoglio.
In conclusione, L’Incisore è un thriller storico che ha tutto: atmosfera, mistero, colpi di scena e personaggi indimenticabili. Se amate le storie oscure, ricche di segreti, con un tocco di noir e suggestioni alchemiche, questo è un libro che non potete lasciarvi sfuggire.
Consigliatissimo: un piccolo capolavoro capace di catturare e stregare dalla prima all’ultima pagina.
4/5 ⭐️