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240 pages, Paperback
First published May 1, 2014

Aspetto esteriore
Il titolo non è invasivo, così come il nome dell'autore, e questo è ottimo perchè non copre e rovina la fotografia, che mi pare piuttosto opportuna, oltre che esteticamente bella, a dare una sensazione di cosa proporrebbe il libro.
Ho scoperto poi alla fine che l'autore dell'immagine è il fratello dell'autore, che, oltre essere, diciamo, l'oggetto di un capitolo, è anche l'autore di un altro.
Al tatto la copertina è leggermente a coste e l'odore è lievemente muschiato.
Il carattere del testo all'interno è piuttosto grande e i capitoli non sono mai molto lunghi.
Contenuto in generale
Si toccano un po' tutti gli argomenti, in fondo sono le osservazioni personali di un uomo del ventunesimo secolo che applica la meditazione e ha trovato la fede.
Il mio stato di interesse è stato altalenante, alcuni capitoli avevano temi più prossimi a me che altri, ad esempio quello sulle relazioni distruttive.
Il libro verte soprattutto sulla fede, sulla religione, sulla meditazione e sul rapporto che abbiamo con noi stessi e il mondo.
Il tono e lo stile
Una lettura piuttosto scorrevole, ma nulla di eccezionale e forse mi sarei aspettata di più da un giornalista, anche se questo non ha quasi aggiunto o tolto nulla all'opera.
Il libro è diviso in due parti ("Vivere oggi" che tratta di vari argomenti e "Il recupero del silenzio", le riflessioni dell'autore scritte durante il suo ritiro spirtuale) e da un epilogo("Oltre il silenzio" che riassume un po' tutto il libro).
Mi sono piaciute le metafore, davvero degna di nota quella che compara la vita di ognuno a una città, ma quella del capitolo "Scrivere di fede senza fede" mi è parsa derisoria e infantile.
Ora, non so se questo giudizio sia perchè mi sento punta sul vivo, essendo io atea, o perchè effettivamente sia così, ma bisogna anche dire che, pur capendo la metafora del pesce, si umilia qualsiasi scrittore non credente continuando a considerarlo un tonnetto in modo quasi ossessivo.
Piuttosto frequenti le citazioni, sia religiose che mondane, e non mi è dispiaciuta che a volte la riflessione prendesse spunto da qualcosa di triviale come dal film "Ricomincio da capo".
Ognuno ha le illuminazioni dove le trova.
Ho però notato che i capitoli, pur avendo anche delle introduzioni piuttosto consistenti, abbiano quasi sempre una fine "a pensierino", come se dopo tutto un ragionamento per portarci al punto si concludesse con una frase sola che non spiega nulla, di contenuto vasto e leggero.
Questo forse è causato dalla natura originaria di tali scritti, poichè sono di natura personale e probabilmente è successo che l'autore abbia dato per scontato delle conclusioni che non ci ha fornito.
Capisco l'intento di non voler dare una guida assoluta di come meditare/essere fedeli/vivere la propria vita, ma bisogna pur spiegare un attimo la propria esperienza, esprimere chiaramente cosa ha portato a quella e che cosa si è ricavato.
Poi alcuni capitoli non mi sono sembrati molto funzionali e assolutamente necessari alla finalità del libro.
Ma penso che sia piuttosto soggettivo e magari sono io che sono chiusa a certi ragionamenti e non riesco a trovare la loro profondità.
Giudizio personale
Ho dato una stellina non perchè sia oggettivamente un brutto libro, ne ho letti di peggiori, ma il fatto che qualcosa su cui ho passato del tempo non mi faccia provare nulla, andrebbe bene anche il disgusto e altre sensazioni poco amene, mi rode, detta come va detta.
Non ci ho messo molto a finirlo, ma non ho imparato nulla, non ho provato al massimo, se proprio proprio, una lievissima curiosità superficiale.
Inoltre le riflessioni sulla fede non erano nulla di straordinario o mai sentito, forse anche per il fatto che l'autore è un neofita nel Cattolicesimo e io ci sguazzo da sempre.
Si sente che quel che prova è veritiero, però non riesce ad emozionare, a coinvolgere.
L'invito alla meditazione e al silenzio è carino, ma il libro non dà la spinta per provarci, anche se, come probabilmente l'autore intendeva, questa volontà deve partire da noi stessi e non da uno stimolo esterno.
L'unica cosa su cui non sono d'accordo, ma non è un errore da nessuna delle due parti poichè dalla Bibbia si può tirare fuori tutto e il contrario di tutto, è l'interpretazione del capitolo secondo della Genesi, perchè la mia insegnante di religione mi aveva spiegato che in realtà si può vedere la creazione della donna come quella suprema, più perfetta, perchè è stata creata a partire dall'uomo, essere superiore a tutti gli altri formati in precedenza, e, se ci si fa caso, compie il peccato originale perchè è curiosa, indaga, non è passiva come Adamo.
Ovviamente con questo non intendo proclamare nessuna superiorità di un sesso sull'altro, ci mancherebbe.
Ultima cosservazione, a tratti la narrazione mi è parsa ingenua e composta da frasi fatte, specialmente il primo capitolo, quando parla della automobili. Molto tenero il cammeo del cartone animato, ma tutto quel che si dice lo si sente ovunque e da chiunque.
Non è un libro per me, ma probabilmente è perchè posseggo un'anima arida e materialistica.