Alla scoperta dei segreti dei giardini dell'antico Egitto. Un viaggio tra natura, mito e storia che sorprende e incanta. Tebe, 1350 a.C. Sotto il sole ardente, brilla una gemma nascosta: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui palme da dattero, fichi, alberi di persea, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi e altri contesti sacri, come anche in residenze private. Quello dei suoi splendidi giardini è un aspetto poco conosciuto della civiltà egizia, eppure resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l'immagine di un paese quale terra arida e desertica e ci mostrano come gli egizi sapessero creare giardini e orti incantevoli che oltre a fornire cibo, materie prime e medicine, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose.
Questo è un libro di nicchia, dedicato ad un pubblico con interessi specifici. Da profana, ho trovato la lettura insolita e originale. In alcuni passaggi particolarmente tecnici, ho avuto qualche difficoltà perché non conoscevo l'argomento ma il saggio si è comunque rivelato ricco di informazioni curiose e insolite. Ne consiglio la lettura perché è un saggio ben documentato che offre osservazioni e temi insoliti del mondo egizio.