Fin dalla sua prima infanzia, Lovecraft fu perseguitato da oscure visioni. Ma se quelle che hanno tormentato la psiche di uno dei maestri della letteratura fantastica e dell'orrore non fossero state allucinazioni? Se le creature macabre che popolano le sue opere non fossero un'invenzione, ma presenze reali nella vita di un uomo tormentato dagli incubi? La maestria grafica di Enrique Breccia dona un'intensità ultraterrena alla storia ideata da Hans Rodionoff e adattata da Keith Giffen, offrendo ai lettori una preziosa chiave di accesso al mistero di un uomo considerato pazzo e geniale al tempo stesso, che ha condotto una difficile esistenza sul labile confine tra realtà e follia. Introduzione di John Carpenter.
Amici dell’Horror, negli ultimi tempi abbiamo avuto il piacere di immergerci nella lettura di due splendide opera a fumetti legate alla biografia [più o meno romanzata] di uno dei nostri intramontabili numi tutelari: Howard Phillips Lovecraft. Due graphic novel che, partendo da fatti concreti e testimoniati della vita e della carriera del solitario di Providence, si estendono ovviamente alle sue opere letterarie, mescolando i piani di realtà e finzione per sprofondare nell’incubo.
Il primo dei due titoli è Lovecraft – Memorie dell’abisso, edito da Rizzoli Lizard. Ne parliamo in testa perché, in un’ipotetica linea temporale unica, è quello che racconta infanzia, giovinezza e primi passi della carriera dello scrittore, mentre il successivo si focalizza sull’ultimissimo momento della sua vita.
Pubblicato per la prima volta negli USA nel 2004 per la linea Vertigo di DC Comics, Lovecraft – Memorie dell’abisso arriva in Italia nel 2012, edito da Magic Press in un’edizione ormai fuori catalogo.
Il romanzo grafico, tornato in libreria con Rizzoli Lizard in una raffinata edizione con cover cartonata e introduzione del maestro John Carpenter, parte da un’ipotesi narrativa semplice quanto affascinante: come cambierebbe la concezione dell’opera e del vissuto di Lovecraft se si venisse a sapere che le creature dei suoi racconti e lo stesso Necronomicon non sono delle invenzioni letterarie, ma qualcosa di concreto e pericoloso?
Una graphic novel che parla della vita di Lovecraft e di come le sue creazioni dell'orrore si uniscono alla vita reale. La storia è molto avvincente ma purtroppo lo stile dei disegni non mi ha ispirato molto data la loro particolarità. Il ritmo è a dir poco incalzante e frenetico, riescono a rendere lo stato di paura e tensione di Lovecraft fino all'ultima pagina che ti lascia con un po' di amaro in bocca per come finisce (ma non in senso negativo).