Una storia dalle sfumature oniriche e introspettive, in cui due mondi, quello reale e quello dei sogni (che tutti abitiamo rispettivamente nella veglia e nel sonno) si incontrano, scuotendo l’anima di Alice, una giovane ragazza dotata di una sensibilità particolare verso il mondo dei sogni, un dono ereditato da un membro della sua famiglia con cui è destinata a ricongiungersi. Così come è destinata a rincontrare Alessandro ogni volta che chiude gli occhi, ritrovandosi nel loro luogo unico, insieme a quel bambino cresciuto con cui ha condiviso l’infanzia e che la vita le ha strappato via. Eppure, quella stessa vita non è stata troppo crudele perché nel suo cuore, nella sua mente e nei suoi ricordi, Alessandro vive ancora. La protegge dai pericoli fino ad affrontare l’impossibile pur di salvarla e restare per sempre come promesso. Un finale inaspettato che spiazza, così come i piccoli colpi di scena disseminati lungo il racconto, capaci di sollevare la nebbia di mistero intorno alla storia e ai suoi personaggi, in particolare Alice ed Elsa. Il legame che si instaura tra loro scalda il cuore: forte come una roccia, delicato come la carezza di una nonna con la sua mano segnata dal tempo, capace di resistere al vento sferzante di accuse, sofferenze e gelosie che Alice, nonostante la giovane età, affronta e perdona.
Una protagonista che si fa amare: giovane, coraggiosa, e capace di crescere con gli eventi, dominando la paura di un mondo che spesso spaventa chi sente con una tale intensità come la sua. È il suo sguardo che adottiamo pagina dopo pagina: una narratrice onnisciente dalla voce giovane, abilmente resa dall’autrice, che ringrazio per la copia, con una prosa semplice ma mai superficiale. La sua penna si posa delicatamente sulla nostra anima, guidandoci passo dopo passo tra sensazioni, pensieri ed emozioni dei personaggi, senza mai intimorire nei momenti in cui sogno e realtà si fondono davanti ai nostri occhi. Perché io ci credo: davanti a noi si apre un confine sottilissimo verso il mondo di chi non c’è più, un luogo che possiamo visitare nei sogni o persino nella vita reale, dove incontrare chi ci ha lasciato. Basta essere sensibili, sentirli, e varcare quella soglia diventa naturale. Vedere una stella più luminosa delle altre o associare a una piuma bianca che vola davanti a noi la vicinanza di una persona amata, il nostro angelo custode, diventa semplice. Come dice Elsa, bisogna lasciarsi guidare dalla luce del coraggio nell’oscurità della paura. È un coraggio che possiamo raccogliere anche dai legami profondi che instauriamo con chi ci comprende: amici, genitori, amanti, una grande famiglia allargata. Così fanno Alice ed Elsa, quest’ultima simbolo della forza che nasce dalle lacrime salate del dolore, dalle scelte difficili, pur di celebrare la bellezza della vita.