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Il corredo

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Fine Settecento. Il palazzo di Capa Guasta riflette sull'abisso del mare il suo volto di granito. Alle spalle, una fitta vegetazione tiene lontani ospiti indesiderati. È la dimora del marchese Saverio, capriccioso e ricco nobiluomo che da una vita cerca di fuggire il morbo che ha fatto impazzire quasi tutti i suoi avi. Il suo piccolo feudo è governato da Lauretana, fattucchiera incontrata durante un viaggio. È stata lei a convincerlo che l'unico modo per eludere la malattia fosse isolarsi e unirsi soltanto a proprio per questo motivo la tenuta è rinomata per la grande accoglienza nei confronti di giovani donne che provengono da altre terre.

Altagracia Valiago, bellissima gitana dagli occhi scuri, fugge da un marito violento e arriva con documenti contraffatti alla corte di Saverio, ottenendo l'auspicato asilo. La sua presenza sconvolge un equilibrio il Marchese se ne innamora perdutamente e Lauretana, che vede crollare il suo incontrastato dominio, inizia a dedicarle un odio spietato. Nasce così uno scontro entrambe le donne arrivano a mettere le mani nei reciproci corredi, bauli colmi di tesori e insospettabili segreti taciuti per anni.

Patrizia Rinaldi, maestra della narrativa di genere, scrive un romanzo storico dal fascino fiabesco ambientato in un feudo campano a cavallo di un secolo minore. Una storia che insegna come l'amore sia una forza indomabile, che può scardinare le gerarchie del potere e gettare interi regni nel caos. Lo fa con una lingua unica, partenopea, anticheggiante e magica.

197 pages, Kindle Edition

Published February 25, 2025

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About the author

Patrizia Rinaldi

53 books11 followers
Patrizia Rinaldi is an Italian author.

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4 (22%)
1 star
3 (16%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Sonia.
247 reviews5 followers
July 27, 2025
Inizio col dire che è una lettura che mi ha lasciata perplessa e confusa.
Le tematiche affrontate nel libro sono importanti e interessanti: il ruolo delle donne, il peso della tradizione, la violenza domestica, l’identità… tutti argomenti forti e toccanti, ma secondo me trattati in modo un po’ troppo frammentario. Sembrava che ci fosse troppo di tutto, ma nella sostanza niente.
Avrei voluto sentire di più il dolore, la lotta, la rabbia e l’evoluzione interiore dei personaggi che invece restano piatti.
I personaggi, infatti, sono il punto su cui ho faticato di più. Alcuni sembrano interessanti, ma restano un po’ distanti, quasi sfocati. Non sono riuscita a empatizzare fino in fondo con nessuno, e questo mi ha impedito di affezionarmi alla storia. Anche i dialoghi a volte risultano un po’ forzati, poco naturali.
L’ambientazione, invece, è il lato più riuscito: Napoli è descritta con amore e autenticità, attraverso la lettura ho sentito profumi e visto la decadenza della città in quegli anni.
L’autrice è bravissima nel descrivere luoghi e atmosfere.
Lo stile è quello che mi ha messo davvero in difficoltà. È poetico, ma spesso troppo ricercato, prolisso, confusionario e risulta davvero molto pesante, infatti il libro è molto corto, ma sembra infinito.
Ho trovato la narrazione frammentata, a tratti criptica: mi sono dovuta fermare più volte perché non stavo capendo cosa l’autrice volesse dire o semplice per cosa stesse accadendo.
Sinceramente è un libro che non mi ha emozionato per niente.
Profile Image for Puffettacle.
191 reviews2 followers
June 11, 2025
È un romanzo che lascia un’impressione difficile da definire, sospesa tra fascino e turbamento. La storia, ambientata sul finire del Settecento, si svolge nel misterioso palazzo di Capa Guasta, arroccato su uno sperone a picco sul mare e protetto da una vegetazione fitta e impenetrabile. Qui vive il marchese Saverio, un uomo ricco, eccentrico e profondamente disturbato, ossessionato dall’idea di sfuggire al morbo che ha colpito la sua famiglia per generazioni. Convinto che l’unica via di salvezza sia unirsi esclusivamente a giovani vergini, ha trasformato la sua tenuta in un rifugio per ragazze provenienti da ogni dove, che accoglie e poi consuma, come fossero oggetti.

A muovere le fila del potere insieme a lui è Lauretana, una donna enigmatica e potente, guaritrice e studiosa, che ha fatto del sapere e della manipolazione la sua arma. Ma tutto cambia con l’arrivo di Altagracia Valiago, una bellissima gitana dagli occhi scuri, in fuga da un marito violento. Si presenta con documenti falsi e riesce a ottenere l’ospitalità del Marchese, ma la sua presenza sovverte l’equilibrio precario di Capa Guasta. Saverio ne resta stregato, mentre Lauretana, minacciata nel suo dominio, inizia a odiarla profondamente. Tra le due donne nasce così una guerra silenziosa e feroce, che si consuma anche nei corredi che entrambe portano con sé: bauli colmi non solo di oggetti, ma di identità, segreti e verità sepolte.

Il romanzo ha una struttura fiabesca, con tinte cupe e crude, che ricorda certe atmosfere da racconto popolare, dove la realtà si mescola alla magia e al simbolismo. Ma sotto questa patina incantata si nasconde una riflessione molto concreta sul ruolo della donna in un’epoca in cui veniva ridotta a oggetto, a “corredo” da usare, sposare, gettare. Le ragazze accolte dal Marchese sono spesso poco più che bambine, ingannate, sfruttate e poi dimenticate. Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi ha turbata nella lettura: la naturalezza con cui Saverio esercita il suo potere, il compiacimento con cui Lauretana lo asseconda, e l’impotenza delle giovani vittime.

La scrittura di Patrizia Rinaldi è particolare, ricca di espressioni antiche e dialettali, che contribuiscono a creare un linguaggio suggestivo e unico, quasi incantatorio. Tuttavia, il romanzo ha un tono molto duro, a tratti crudele e perfino volgare, che mi ha lasciata perplessa. Di certo è un libro forte, denso di significati, che non lascia indifferenti.

Altagracia e Lauretana sono personaggi femminili potenti e ben costruiti, entrambe rappresentano due facce della resistenza femminile: la conoscenza, l’astuzia, la forza di sopravvivere in un mondo dominato da uomini che temono le donne intelligenti e forti. Il finale – che non rivelerò – ribalta molte dinamiche, e mostra come il vero riscatto passi sempre attraverso la consapevolezza di sé, la determinazione e il coraggio di rompere gli schemi.

In conclusione, Il corredo è una lettura intensa e disturbante, che alterna momenti di poesia a scene di grande durezza. Non è un libro facile, né leggero, ma fa riflettere.

4/5 ⭐️
Profile Image for L'amicadeilibri♥.
190 reviews6 followers
March 17, 2025
Il corredo di Patrizia Rinaldi non è solo un romanzo storico, ma una discesa vertiginosa negli abissi della psiche umana, nei meandri di un potere malsano che si nutre di paura, nell'intricato labirinto delle relazioni umane dove amore e dominio si confondono. 
Ambientato alla fine del Settecento in un feudo isolato sul mare, Il corredo è una storia che parla di sopravvivenza, ossessione e vendetta, muovendosi tra superstizione e razionalità, tra violenza e desiderio. Il Marchese Saverio è un tiranno delle sue stesse ossessioni, un uomo tormentato dalla paura di ereditare la follia che ha devastato la sua famiglia per generazioni.  Lauretana è la sua ombra, la sua governante e strega personale, colei che ne custodisce i segreti e al tempo stesso lo tiene sotto controllo.
L’ingresso in scena di Altagracia Valiago, la bellissima gitana in fuga da un marito violento, introduce nel romanzo un’energia opposta a quella di Lauretana. Se quest’ultima è strategia e calcolo, Altagracia è istinto, sopravvivenza, resistenza. 
Il rapporto con Saverio è ambiguo: attrazione? Strategia? Una forma di vendetta? 
Anche quando sembra soccombere, la sua forza interiore la spinge sempre a resistere. 
Il corredo non è solo un viaggio in un’epoca passata, ma un romanzo che risuona con inquietante attualità. Il tema del potere maschile che si nutre di paura, della condizione femminile intrappolata tra sottomissione e ribellione, e della paura del contagio, fisico e morale, sono temi che ancora oggi dominano la nostra società
Un libro da leggere, studiare e ricordare. Fino in fondo. Fino all’ultimo battito di questa storia che lascia a bocca aperta.

Recensione intera sul blog.
Profile Image for Millesplendidepagine .
147 reviews1 follower
March 30, 2025
𝐿𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑣𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒. 𝐿𝑎 𝑙𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑚𝑖 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑒 𝑟𝑖𝑑𝑒.
Un libro che mi ha lasciata perplessa, non saprei dire se mi è piaciuto o no..
Intenso, duro, crudo, crudele e a tratti volgare.
Una storia curiosa e che in qualche modo mi ha fatto tenerezza ma allo stesso tempo anche tanta rabbia e disgusto.

Il protagonista, il Marchese Saverio, è un ricco capriccioso e folle. Per scappare da un morbo, che la maggior parte dei suoi familiare aveva contratto, decide di rintanarsi nella sua tenuta a Capa Guasta e reclutare giovani vergini con le quali "spassarsela". Ad aiutarlo ed assecondarlo c'è Lauretana, sua alleata e braccio destro in tutta questa follia. Per fortuna l'arrivo poi di una bellissima gitana, Altagracia Valiago, cambierà qualcosa in questa visione distorta e ossessiva che ha il Marchese nei confronti della vita.
Ed è proprio qui che nasce il mio disappunto. Ragazze, ancora bambine, sfruttate e poi buttate via come fossero spazzatura solo per accontentare i capricci di un folle.
Un romanzo storico che indaga la follia umana e fin dove può spingersi.

Un testo che mi ha lasciare un retrogusto amaro in bocca e un senso di disappunto e di turbamento.
Profile Image for Chiara.
567 reviews27 followers
June 29, 2025
Fine del settecento, un imprecisato feudo meridionale affacciato sul mare. Un palazzo isolato, scelto come residenza del figlio del signore per cercare sfuggire a un morbo reale o inventato che ha perseguitato la sua famiglia. Sul suo percorso incontra una vecchia strega, Lauretana, che lo convince a isolarsi e a nominarla come sua amministratrice e dandole piena libertà di azione.
Ad essere sincera la prima parte del libro non mi ha catturata, l'ho trovata una stoia con un linguaggio troppo osceno anche se forse storicamente accurato e con argomenti tutto sommato visti e rivisti, poco interessanti.
La storia decolla solo dopo l'arrivo di Alagracia Valiago, una giovane spagnola in fuga dalla sua terra che finisce a Capa Guasta, il palazzo del marchese Saverio. Il nobile si innamora della giovane e Lauretana capisce che il suo ascendente e potere sono in pericolo.
Questa seconda parte ha ritmo, la storia corre veloce e diventa interessante, soprattutto nel finale per niente banale.
Insomma peccato per l'inizio, alla fine un libro che merita di essere letto.
99 reviews1 follower
July 21, 2025
Noioso e ,sboccato.Poco interessante la trama e anche la narrazione risulta essere pesante e non dà spunti all'immaginazione .L'unica positività è ...essere riuscita a finirlo
Profile Image for Patty  •Le Pagine che verranno•.
159 reviews14 followers
June 11, 2025
Recensione disponibile 👉 https://www.lepaginecheverranno.it/20...


⤵️ ESTRATTO⤵️


“L’ipocondria numero uno di Don Saverio riguardava un certo male che si era radicato nella sua dinastia.”


Con questa frase si entra nel regno de Il Corredo, il sorprendente esordio di Patrizia Rinaldi nel romanzo storico, ma sarebbe più corretto parlare di una fantastoria, una narrazione che si muove tra l’allucinazione barocca e la cronaca trasfigurata.

L’autrice, nota per le sue incursioni nella narrativa noir e per ragazzi, ci consegna un’opera spiazzante, ricamata con stile sontuoso e vibrante ironia, che riecheggia atmosfere tanto gotiche quanto mediterranee.

Come in un multiversum blochiano, dove la storia è organismo fluido e mai finito, Rinaldi costruisce un microcosmo che rielabora il Settecento napoletano attraverso l’immaginario.

L’idea germina da una lettura accademica – Doti nuziali a Napoli nel Settecento di Maria Franco – ma sboccia in un romanzo dove la realtà documentaria si fonde con la visionarietà, evocando suggestioni vicine a Il maestro e Margherita di Bulgakov per tono grottesco e alla Storia dei Santi e delle Streghe di Michela Murgia per tensione simbolica.

Il centro pulsante del racconto è un piccolo regno affacciato sul mare, un feudo mentale più che geografico, in cui il Marchese Saverio Contardo de Vedina dirotta le sue ossessioni e le sue paure ereditarie: teme la follia, la peste del sangue nobile, e crede di esorcizzarla attraverso la carne giovane e innocente.

Ma è Lauretana, cerusica, fuggitiva e manipolatrice, a dominare davvero la scena, incarnando una stregoneria di potere che sa mimetizzarsi nei secoli.

“No, muori, ma non di subito, prima mi devi dare terra, denaro e il terrore delle genti”
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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