Se ti senti smarrito, vieni qui. Questo è il posto per te. Visto da lontano il piccolo negozio di bentō – pasti pronti da asporto – di Hinata, nascosto in un angolo della città, può sembrare una bottega come tante altre, ma in realtà è un luogo speciale. Le persone che giungono fin qui si portano dentro un profondo rimpianto che non permette loro di andare avanti. Hinata, però, sa leggere nel loro cuore e così, quando uno di loro completa la tessera punti del locale, riceve un una bustina con dentro due albicocche candite, un biglietto per la festa della mamma, dei croccantini per gatti... Oggetti all’apparenza insignificanti ma che, come una madeleine di proustiana memoria, risvegliano dei ricordi perché sono legati alla storia di ciascun cliente e che daranno loro la forza per fare pace con il passato. Anche Hinata, però, ha un grande rimpianto. Qualcuno riuscirà a guardarle dentro e scovarlo? Una misteriosa bentoteca dove si guarisce dai rimpianti “Una... tessera punti? Quando la completerò riceverò qualcosa?” Lei mi aveva guardato in volto e aveva accennato un sorriso. “Sì”. Era un sorriso che lasciava pensare a un significato nascosto, una sorta di intrigo.
Gen Kato È nata nella prefettura di Kanagawa e cresciuta a Tokyo. Ama scrivere storie che regalino ai lettori speranza e un sorriso ed è membro della Japan Mystery Writers Association. Il piccolo negozio della signora Hinata è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton.
Carino, purtroppo acquista senso troppo tardi, nell'ultimo capitolo. Forse non avrei gestito così la storia perchè porta a lasciarlo lì a causa del ritmo un po' monotono perdendo il significato che sta alla fine...nonostante questo scorrevole, libro leggero e poco impegnativo, l'ho trovato molto dolce, se non ci fosse stato l'ultimo capitolo la mia idea su questo libro sarebbe un po' diversa.
“Il piccolo negozio della signora Hinata” di Gen Kato pag. 224
Questo libro racchiude diverse storie in cui i protagonisti hanno una cosa in comune, tutti frequentano il negozio di bento che sembra una pasticceria. Nella prima storia la protagonista è Akari Maejima, che tutti i giorni compra un onigiri al salmone e uno al katsuobushi. Akari è sostanzialmente annoiata dalla vita, indifferente a tutto, si è dimessa dal lavoro presso una ditta di arredamento dopo 8 mesi per poi iniziare a lavorare part time da un commercialista ma già sa che prima o poi si licenzierà. Un mattino insieme ai soliti onigiri riceve un regalo per aver completato la tessera punti del negozio…un piccolo sacchettino che scoprirà essere pieno di albicocche candite che le riportano alla mente i ricordi di una persona a cui teneva molto, la sua amica d’infanzia Mei-chan, a cui aveva voltato le spalle dopo le elementari perché ritenuta “strana”. Peccato che in realtà Akari non si sia mai perdonata per quella decisione e dal quel momento si trovi bloccata senza riuscire ad interessarsi di nulla. Nella seconda storia il protagonista è Shinnosuke Ōsugi, un ragazzo che non riesce più a tollerare le continue attenzioni di sua madre, che settimanalmente gli manda un pacco di piatti preparati da lei. Lui non ne vuole sapere e quotidianamente compra il karaage bentō al negozio vicino casa. Anche lui al completamento della tessera punti riceverà un sacchettino con all’interno un biglietto per la festa della mamma (già passata) con scritto “Mamma grazie per tutto”. Come le albicocche di Akari, anche questo semplice biglietto metterà in moto una serie di ricordi in Shinnosuke, che lo porteranno a rivedere il rapporto con sua madre. Nell’appartamento a fianco a Shinnosuke ci vivono Yulia e sua figlia Yuri e proprio Yuri è la protagonista della terza storia. Anche lei ogni giorno passa al negozio di bento per comprarne uno all’alga Nori e anche lei al completamento della tessera riceve un omaggio, che mentre è al parco a mangiare il suo onigiri scoprirà essere una bustina di cibo per gatti, peccato che lei non abbia gatti e da diversi anni abbia deciso di non averci più a che fare. Proprio mentre si sta alzando per buttarlo un gattino è spuntato tra i suoi piedi, un gatto molto simile a Mii-chan, la gatta che lei ha abbandonato anni prima e per cui non si è mai perdonata, perché è convinta di non poter stare al passo con il mondo, di essere uno scarto della società. Scoprirà che quella è proprio Mii-chan, raccolta insieme ai suoi cuccioli da una famiglia, affronterà questo episodio doloroso del suo passato da cui è sempre fuggita per iniziare a provarci davvero a vivere. Nel quarto episodio il protagonista è il tassista Kimura, una sorta di taxi privato che in passato Yulia ha usato spesso, anche lui assiduo frequentatore del negozio di bento. A differenza degli altri protagonisti al completamento della tessera non riceve un omaggio bensì lo porta, o meglio porta al negozio una misteriosa donna che gli lascia un messaggio per la figlia e che scompare appena arrivano al negozio. Un libro che ricorda vagamente il filone giapponese della caffetteria che permette di viaggiare nel tempo, un libro che parla di seconde occasioni, di ricordi e di riscatti. Lo stile è molto scorrevole, lineare ma al tempo stesso dolce, una carezza che cerca di infondere fiducia e fare capire che nulla è perduto.
Ci sono libri che ci aspettano nei momenti giusti. Libri che arrivano con delicatezza. Il piccolo negozio della signora Hinata è uno di quei romanzi-rifugio, capaci di toccarti dentro in silenzio, senza forzature.
Nel cuore tranquillo di Tokyo, esiste una piccola bentoteca. A gestirla è la signora Hinata,una donna dallo sguardo gentile e silenzioso,che sembra sapere sempre cosa serve a ciascuno. Ma questo non è solo un negozio di pasti caldi. È un luogo dell’anima. Chi entra lì,spesso non cerca solo cibo ma una seconda possibilità,una tregua dal rimpianto,una strada per tornare indietro e guarire.
A rendere questo libro straordinario non è la trama in sé, ma l’emozione che trasmette. Ogni personaggio – da Akari,che scopre una memoria perduta grazie a un semplice dono,al tassista che convive con un dolore mai detto – racconta qualcosa che ci appartiene. Tutti,almeno una volta,abbiamo avuto un pensiero che ci ha tenuti svegli. Un gesto che avremmo voluto compiere.Una parola non detta.
Gen Katō racconta queste vite con una scrittura semplice ma raffinata, poetica nella sua sobrietà. Le parole sono misurate,mai invadenti, e lasciano spazio a chi legge per sentire in profondità ciò che emerge tra le righe. Il tono è lieve,a tratti malinconico,ma sempre pieno di compassione e speranza. Questa è una narrazione che non urla le emozioni,ma le sussurra, accompagnandoci dolcemente attraverso la tristezza,la nostalgia e,infine,la possibilità di rinascita.
L’ambientazione è un altro elemento che affascina: la bentoteca diventa uno spazio intimo e quasi magico, un rifugio dal caos del mondo,dove il tempo sembra rallentare e i sentimenti trovano la loro voce.Le descrizioni sono delicate, quasi pittoriche, e ci immergono in un’atmosfera di calma e riflessione.
È un libro che si legge con lentezza, perché ogni pagina è un piccolo abbraccio.Ti insegna che anche il gesto più semplice può cambiare il corso di una vita.Che dentro ognuno di noi vive un rimpianto che può ancora essere sanato.
In conclusione è un libro che consiglio a tutti di leggere,perfetto per chi ama le letture intime, che sanno parlare piano ma arrivano dritte al centro dell’anima.
Un libro bello é fluido, con un carattere tutto suo.
Come al solito, la scrittura giapponese é sempre distaccata e semplice. Come si può capire, la "guida" con cui chiamerò la figlia del proprietario di bentō. La guida distribuendo omaggi ai vari personaggi della storia portava ad ognuno di loro una fine felice, trovando il pezzo mancante o riparando vecchie ferite lasciare dal passato.
L'unico che non ha ricevuto un omaggio é stato il tassista, che invece di prendere a donato il suo omaggio alla guida portando a lei un messaggio importante e che finalmente mise a tacere i vari pensieri ingombranti che riempivano la testa della guida. Poi dopo, comunque, l'ultima parte del libro è stata molto interessante, sopratutto venendo a sapere che cosa era successo alla madre della guida.
Tutto un susseguirsi di storie da un POV ognuno più diverso dell'altro ha movimentato il plot, rendendo più piacevole. Poi il fatto che quasi ogni personaggio avesse avuto a che fare con uno prima o dopo rende tutto un circolo vizioso, facendolo sembrare un caso di coincidenza.
𝑆𝑒 𝑡𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑚𝑎𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜, 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑖 𝑞𝑢𝑖. 𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑒." questa sarà un po' una recensione atipica. Questo libro mi ha letteralmente devastato, quando l'ho finito sono rimasta a fissare il vuoto per un po' e poi ho cominciato a piangere in maniera incontrollata. Sono entrata in possesso di questo libro un po' come i protagonisti sono entrati in possesso degli omaggi della signora Hinata, in un periodo di stallo nella mia vita. Sono entrata in questa libreria, in una città che non era la mia, mentre stava per cambiare gestione e c'era solo questa unica copia, era un libro che non avevo mai sentito, che mi aveva attratta per il sottotitolo. Se non lo avete fatto leggetelo! Le storie dei protagonisti si intrecciano con naturalezza, la scrittura è scorrevole, le pagine si susseguono senza sforzo, lo finisci e non te e ne rendi conto. Emozionante e profondo.
Questo libro mi ha piacevolmente sorpresa. Pensavo che fosse, come al solito ormai negli ultimi anni, sullo stile Finché il caffè è caldo, invece no. Sono sempre cinque storie a sè stanti però non è la solita cosa che i clienti vanno nel negozio con conseguenti frasette scontate e alla fine fanno tutti amicizia tra loro; qui si vive un po' nella quotidianità delle persone, il negozio è più che altro di passaggio. Apprezzato soprattutto gli ultimi due capitoli che spiegano i retroscena del negozio.
Questo libro fa proprio bene al cuore❤️ Anche se ci sono alcune parole che potevano essere sostituite da altre (a mio parere) che nella lingua italiana si usano di più e sono più capibili, il libro scorre velocemente e ogni storia ha un suo senso. All'inizio sembra tutto scollegato ma poi tutto si ricollega nel finale e lì si capisce (almeno in parte) il senso della storia, oppure si può tranquillamente estrapolarne qualcosa di prezioso per noi❤️
Avevo scelto questo libro perché avevo bisogno di un po' di leggerezza e di una lettura non troppo lunga e devo dire che ne sono rimasta soddisfatta. All'inizio la trama sembra essere sconnessa e senza senso, ma piano piano le storie si legano in un'unica che riguarda proprio il negozio, punto centrale del racconto. Non dà particolari lezioni, ma una bella dose di positività e di relax. Consigliato a chi vuole leggere qualcosa di leggero e godibile.
Lo consiglio a tutti! Soprattutto a quelle persone che, come me, avevano perso un po' l'abitudine della lettura e/o si ritrova con poco tempo disponibile, perché ha una scrittura scorrevole, conversazioni semplici ma pensieri molto profondi. Fa pensare alla vita, agli imprevisti che ce la fanno cambiare, ai legami che abbiamo, che perdiamo o troviamo. Tocca davvero l'animo.
Non è il libro peggiore che abbia mai letto, per carità, ma molti aspetti non mi hanno convinto; la trama è molto debole e quando è così i personaggi devono sopperire ed essere ben costruiti, ma purtroppo non è questo il caso: la maggior parte di essi, infatti, risultano poco chiari e quasi fastidiosi nei loro atteggiamenti indolenti. Salvo più che altro il finale, molto dolce.
Non capisco molto questa letteratura giapponese contemporanea. Frasi troppo brevi, concetti semplici ripetuti, trama sospesa tra il reale e il mistico... Era il mio primo approccio a questo tipo di libro e non mi sento di promuoverlo appieno.
Un negozio dove si guarisce dai rimpianti. Forse, per me, quel negozio è stato proprio questo libro, arrivato al momento giusto. Anche se non mi ha guarita, mi ha aiutata, e mi ha lasciato diversi messaggi. Grazie 🌸