Venezia 1754. Da quando ha lasciato gli Angeli Neri, il corpo di agenti segreti dell’Inquisizione di Stato, Marco Leon vive una vita apparentemente tranquilla come bibliotecario di un anziano nobilhomo veneziano. Gli Angeli gli mancano, ma lui ha scelto di stare con Marion, la donna che ama, e non si pente della propria decisione. Tuttavia, il suo passato è sempre in a sorpresa, Alvise Geminiani, l’inquisitore al comando degli Angeli, gli chiede di tornare a indagare, perché è stato ucciso un sicario, Fabio Groggia, e la vicenda potrebbe coinvolgere un patrizio veneziano, Enea Dorigo. Inoltre, alcuni loschi traffici sembrerebbero portare al Lazzaretto Vecchio, importantissimo presidio veneziano contro le epidemie. In breve accadono altri omicidi e alcuni indizi conducono Marco a Eugenio Flores, un patrizio socio in affari di Enea Dorigo. Ma che rapporto ci può essere tra i due patrizi, il Lazzaretto e i numerosi delitti avvenuti negli ultimi tempi? E chi è la misteriosa Maschera che si aggira per la città a porre domande scomode? Prima che l’esistenza stessa della Repubblica venga messa a rischio da un’epidemia, a Marco non resta che usare il suo proverbiale intuito per venire a capo dell’intricata vicenda, sino al confronto finale con l’assassino. Un confronto dal quale soltanto uno dei due uscirà vivo.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
Ho appena terminato la lettura di "L'enigma della maschera" di Paolo Lanzotti, pubblicato da Tre60, e devo dire che è stato un viaggio avvincente nel cuore oscuro della Venezia del Settecento. La storia segue Marco Leon, un agente dell'Inquisizione di Stato, mentre indaga su un misterioso omicidio che si intreccia con le trame di potere e intrighi della città lagunare.
Lanzotti riesce magistralmente a ricreare l'atmosfera di Venezia, con i suoi canali, i suoi palazzi decadenti e le sue ombre pericolose. Mi sono sentita completamente immersa in questo mondo, come se stessi camminando accanto a Marco Leon nei suoi pericolosi viaggi. La trama è avvincente, con colpi di scena che mantengono alta la tensione e il mistero fino all'ultima pagina.
Marco Leon è un protagonista affascinante e complesso. La sua lealtà all'Inquisizione di Stato è messa alla prova dalla sua ricerca della verità, e ho apprezzato molto la sua lotta interiore tra dovere e morale. Lanzotti ha creato personaggi secondari altrettanto ben sviluppati, ciascuno con le proprie motivazioni e segreti, che arricchiscono ulteriormente la narrazione.
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stata la cura nei dettagli storici. L'autore ha saputo intrecciare fatti reali con la finzione in modo armonioso, rendendo la storia ancora più credibile e avvincente. "L'enigma della maschera" non è solo un thriller storico, ma anche un affascinante ritratto di un'epoca e di una città intrisa di segreti e pericoli.
Consiglio vivamente "L'enigma della maschera" a chiunque sia appassionato di romanzi storici e di mistero. Paolo Lanzotti ha creato un'opera che cattura l'immaginazione e che lascia con il desiderio di scoprire di più sulle indagini di Marco Leon. Un romanzo che, senza dubbio, lascerà un segno indelebile nei cuori dei lettori.
Giallo storico con trama accattivante. Inoltre riesce a raccontare alcuni aspetti sconosciuti della Venezia dell'epoca che ne fanno apprezzare ancora di più l'ambientazione. Lo stile è spezzato, cambia spesso punto di vista, e sebbene questo a volte sia faticoso, aumenta la suspance e la capacità di tenerti incollato alle pagine.
Ancora una volta il Leone di Venezia, Marco Leon, torna a ruggire... Senza dubbio una delle più belle storie della serie che mi ha conquistato sin dal primo romanzo. Venezia è come sempre la comprimaria silenziosa delle vicende narrate. Decisamente un gran bel romanzo storico, in grado di conquistare sin dalle prime pagine. Molto interessante anche seguire le storie dei vari personaggi che ruotano intorno al protagonista, come pure le moderne riflessioni di Marco.
𝐄𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨: Marco si guardò intorno, per memorizzare la scena. La chiesa. La riva del Canal Grande. Lo slargo che portava verso il vicinissimo campo Santo Stefano e le case che stringevano il campiello con il loro abbraccio di pietra. Quasi al centro del piccolo campo si ergeva un pozzo pubblico, con lo stemma dei Flores - la famiglia patrizia che l'aveva donato alla città - in bella evidenza. Sul gradino circolare si notavano ancora delle macchie rossastre, ormai sbiadite. Sangue.