Da molti anni Gian Luigi Beccaria affianca al suo lavoro di linguista il difficile e arduo compito del critico letterario. Questo libro raccoglie i suoi saggi più importanti dedicati alla prosa e alla poesia del secolo breve, ed è un atto d'amore nei confronti di autori che hanno saputo rischiare fino a portare i lettori verso lingue e mondi sconosciuti: Camillo Sbarbaro, Giorgio Caproni, Edoardo Sanguineti e, a sorpresa, anche Fabrizio De André. Beccaria allarga infatti i confini della poesia, studiando anche un "non poeta" come il cantante e autore di Bocca di rosa. Il libro è un percorso personale fra gli autori più amati, raccontando in questo modo un Novecento intimo che affonda nei versi carnali di Buttitta per poi riemergere nella prosa senza sfumature di Primo Levi.