Un tempo fonte di imbarazzo, vergogna, senso di inferiorità, l’ignoranza è oggi un prodotto di straordinario successo, spesso sbandierato con orgoglio. E l’Italia è uno dei migliori luoghi al mondo per la sua ideazione, produzione, commercializzazione e consumo. Come si è arrivati a ciò? Anche attraverso il marketing dell’ignoranza, ovvero un sofisticato processo di creazione e diffusione dell’ignoranza quale valore e pratica quotidiana nella vita della società. Con stile ironico e graffiante, a tratti amaro e provocatorio, ma sempre animato da appassionato impegno civile, il libro analizza i principi ispiratori, i meccanismi di funzionamento e le conseguenze del marketing dell’ignoranza. Ne sono esempi il prevalere del futile sull’utile, la Massificazione dell’eccentricità, l’amazonizzazione delle fenomeni che si manifestano in tanti ambiti della società (informazione, social media, politica, economia, sport e tempo libero, tecnologia…) e in scelte e azioni individuali – apparentemente piccole – che ciascuno di noi compie ogni giorno. Logiche e strumenti di marketing pensati per migliorare i rapporti fra le imprese e i loro clienti possono diventare nocivi per la comunità se diffusi su larga scala senza responsabilità e senso critico, in modo malevolo, spregiudicato e opportunistico. Si tratta di un meccanismo subdolo e subliminale, un’asticella invisibile che si alza progressivamente, un virus che inesorabile divora la coscienza della collettività contaminando ideali, pensieri, emozioni e comportamenti. Svelando i meccanismi principali del marketing dell’ignoranza, il libro vuole stimolare una riflessione su alcune distorsioni della società in cui viviamo ma anche creare gli opportuni anticorpi per promuovere speranza e fiducia nel futuro.
Paolo Guenzi is Associate Professor in the Department of Marketing at Bocconi University, and professor in the Department of Marketing at SDA Bocconi School of Management, where he is the director of the courses on sales management. He has published several books and more than 30 articles in leading academic journals. He is on the editorial board of the Journal of Personal Selling & Sales Management and the International Journal of Sport Marketing & Sponsorship. He is the track chair of the Sales Management and Personal Selling Track of the European Marketing Academy.
Credo che questo sia un libro gravissimo e ironico allo stesso tempo. Un libro che parla dell’ignoranza, ma lo fa da un punto di vista poco informato. Più che un libro, sembra un pamphlet di discutibile qualità, scritto da qualcuno che si è reso conto che il mondo intorno a lui non è fatto di persone come lui, con preferenze e abitudini diverse.
Ci sono innumerevoli esempi di un pensiero non perfettamente informato, di un’arroganza che sfocia a volte nell’insulto, nonché contraddizioni ed errori nell’esporre le argomentazioni.
Gli esempi sono tanti. Il primo, che fa sorridere, è quando l’autore si scaglia contro la “stupidità” di chi comprava una rivista perché in omaggio c’era un DVD con i trailer dei film in uscita. L’autore si meraviglia che qualcuno sia riuscito a far pagare per qualcosa che, a suo dire, è pubblicità. La cosa che fa ridere è che, tre righe prima, dice che il DVD era in regalo; la seconda è la sua incapacità di comprendere che, nonostante sia pubblicità, ha comunque un valore informativo per chi è interessato ad andare al cinema.
Poi ci sono le parti in cui, sostanzialmente, insulta le persone. Se seguite chiunque su internet e quindi siete dei follower, è perché non avete una vita vostra e non siete in grado di avere obiettivi. Dire che si tratta di una grave semplificazione è riduttivo. Se avete interessi che vanno al di là dell’autodeterminazione della vostra identità e usate i social network per coltivarli, per l’autore siete esseri umani senza aspirazioni.
Per non parlare delle chat di gruppo, dove l’autore si rende conto che ci sono persone fastidiose e stupide. Probabilmente, in Bocconi sono tutti intelligenti, simpatici e originali, ed essere esposti alle chat di gruppo dei genitori è intollerabile (oddio, quanta gente odiosa esiste al mondo!). Inoltrare cose prodotte o scritte da altri è, per lui, un peccato mortale. Se dovete mandargli qualcosa di divertente, l’importante è che sia originale e fatta da voi. Se dovete non farlo ridere, almeno siate responsabili della vostra pochezza. Un ripassino su cosa sia la valuta sociale e su come si scambi potrebbe aiutare. Che l’autore non attribuisca valore a ciò che gli viene condiviso non significa che questo valore non esista. E il fatto che venga scambiato in broadcasting in una chat non implica che non possa averne per qualcun altro. Non oso immaginare cosa significhi uscire con l’autore e dirgli “Sai, ho visto una cosa divertente” per sentirsi rispondere “Ma non l’hai creata tu, quindi non ne parliamo”.
Poi c’è l’analisi sui media e sugli show che vengono consumati. Un tempo c’erano i quiz dove la gente doveva studiare, adesso è un mondo in cui i partecipanti sono persone qualunque e non serve alcun talento. Se da un lato è vero che c’è stata una proliferazione di reality, un tempo esisteva anche la Corrida di Corrado, fra l’altro.
Ovviamente, nell’argomentazione, l’autore cita Sylos Labini per darsi un tono da intellettuale italiano, oltre a vari altri meno noti, per farci capire quanto sia colto e informato. Peccato che si parli di fenomeni sociologici e manchi l’apparato intellettuale a supporto. Come purtroppo mancano numeri e fonti a sostegno di ciò che così caldamente ci propone, il che indebolisce le tesi e ci chiede di fidarci della parola dell’“illuminato forgiatore di pensieri, parole e vita”.
Ma secondo me la cosa veramente ironica è che l’autore insiste sul fatto che il fenomeno sia tipicamente o spiccatamente italiano, mentre molte delle cose che elenca sono fenomeni mondiali, e l’Italia non è necessariamente all’avanguardia in tutto ciò. Il che dimostra un’ignoranza del mondo che fa riflettere su chi si vuole ergere a paladino della cultura e dell’intelligenza. Un ripassino su cosa sia l’effetto Dunning-Kruger potrebbe aiutare.
Un professore di Marketing per di più alla prestigiosa Bocconi che scrive un libro così feroce contro l’uso che si fa del marketing nei media e non solo, è certamente un caso che fa riflettere. E’ ovvio che il professore non ce l’ha con la sua professione, ma con l’uso senza scrupoli ,che ne fanno media, spettacolo, sport ,politici eccetera eccetera. Ma proprio qui sta l’interessante, cioè scoprire ,da un personaggio così qualificato, quali sono alcuni dei principi guida del marketing, che si possono usare , anzi che si usano fino all’abuso, nei campi più svariati, non per vendere dentifrici o merendine, che è la ragione per la quale si studia e si fa marketing ,ma per manipolare la gente. Non è un caso, che il libro, quasi si concluda con una riflessione sull’abuso della credulità popolare, reato punito dal Codice Penale. Teniamo conto ovviamente dell’aggettivazione ,che viene fatta fino a partire dal titolo del libro “marketing dell’ignoranza”. Perchè il problema è questo. Usare le tecniche di marketing, diciamo per altri scopi. Partiamo comunque da una riflessione ,che mi sembra si imponga proprio da subito. D’accordo, il marketing è una serie di tecniche e procedure, usate dai venditori ,da quando l’era di un benessere diffuso, ha caratterizzato il nostro modo di vivere, con uno stile consumistico sempre più spinto. Leggi di più: https://gmaldif-pantarei.blogspot.com...