Rientra tra quei libro che il dolore te lo sbatte in faccia e arriva dritto. Con una prosa asciutta e delicata, spesso quasi poetica, lo scrittore ci parla di vite che si sfiorano incontrano e scontrano, che si fanno del male pur amandosi.
per me è un sì ma la scrittura potrebbe disturbare alla lunga perché potrebbe sembrare quasi retorica.
Emozionante ma troppo troppo troppo retorica del dolore: non ha un senso narrativo nonostante l’idea sia molto buona. Per intenderci, non ha lo spessore narrativo di Colibrì o La Solitudine dei Numeri Primi trattando le stesse tematiche.