Trainville era i grandi vagoni a due piani si allineavano a perdita d'occhio. Era una città, una città che correva sui binari.
Hell's Hollow, la "valle dell'inferno": un territorio velenoso, mortale per le radiazioni. Eppure è lì che gli indiani Navajo trovano il loro raccolgono la sabbia e la rivendono ai ricchi mercanti bianchi. È proprio da quella sabbia che i bianchi estraggono l'energia nucleare che fa muovere i grandi treni-città come Trainville, migliaia di grandi vagoni che viaggiano su binari quadrupli, girando tutti gli Stati Uniti in un'orbita senza fine che va da Boston alla California e viceversa. Ma un giorno Serpe Veloce trova qualcos'altro nello Hell's Hollow. Una bambina bianca, sperduta, senza memoria, senza passato. È così che comincia la nuova vita di Joanna, alla scoperta del mondo e delle sue città viaggianti.
Alain Voudì, genovese, classe '63, consulente direzionale, ha pubblicato due racconti in appendice ai Gialli Mondadori nel 2012, e un terzo, trasmesso su Radio 24 nel corso della trasmissione Giallo 24, è poi stato incluso nella raccolta omonima edita da Mondadori. Un suo racconto è stato finalista nel 2012 al Premio Stella Doppia di Urania, un altro ha vinto la prima edizione del concorso Tessisogni e un terzo è stato segnalato al Premio Robot, edizione 2012. Altri suoi racconti si possono trovare in numerose antologie, tra le quali "365 Racconti Horror", "365 Racconti sulla fine del mondo" e "365 Storie d'amore" di Delos Books, oltre che sulle riviste "Robot" e "Writers Magazine Italia" e nelle raccolte "Il Cerchio Capovolto" (I Sognatori, 2011 e 2012). È autore di diversi racconti della serie "The Tube".
Sono incappata in questo racconto per via di Daniela Barisone, mia carissima amica e penna stimata, che qualcosa come un anno fa mi gettò tra le braccia un racconto da leggere - e da editare, perché per me è automatico e lei lo sa - in cerca di un parere oggettivo. Quel racconto è poi passato tra le mani esperte di Alain Voudì e, be', il resto è storia. Arrivo a Trainville non è il racconto che conoscevo, ma bensì il primo episodio di un progetto western ucronico che si preannuncia molto vasto e decisamente interessante. Il prologo della storia mi è risultato molto familiare e riconoscibilmente Made in Barisone, però il resto è tutto - o quasi. Suppongo che i due abbiamo pianificato un bel po' di cose assieme - opera di Voudì. Il racconto non è molto lungo e non voglio fare spoiler, perciò mi limiterò a dire che è stato un piacere ritrovare l'atmosfera di questo universo e vederla gestita così bene da una penna diversa dall'originale. Ho amato particolarmente Trainville, la città-treno che viaggia per gli States; è una trovata singolare e davvero affascinante. La protagonista, Joanna, è solo una ragazzina in questo racconto, non ancora adolescente, ma si può già intuire il suo carattere forte e cocciuto. Gli altri personaggi che girano attorno a lei sono ben delineati e altrettanto accattivanti. Non vedo l'ora di saperne di più!