Il 1° dicembre 1916 alcuni Tuareg, durante un saccheggio, attirano frère Charles de Foucauld fuori dal fortino in cui si trovava, s’impadroniscono di lui e lo legano saldamente. Ma la situazione precipita: è annunciato l’arrivo di militari in maniera inattesa. Tra i Tuareg è il panico: parte un colpo. Frère Charles rimane colpito. Finisce in questo modo (o, forse, inizia) una delle avventure spirituali più straordinarie del XX secolo: una storia di conversione, dialogo interreligioso, fraternità, testimonianza evangelica. Il “piccolo fratello universale- (così sarà ricordato) viene rievocato in questo libro intimo e intenso di Alessandro Deho’ a partire dalla preghiera più famosa che ci ha lasciato, quell’atto di Abbandono che pure ha segnato un’epoca. Deho’ riprende in mano la preghiera di frère Charles e, combinandola sapientemente con la sua stessa biografia, ce la restituisce facendocene gustare ogni parola come una bevanda da assaporare lentamente: un dono che difficilmente il lettore potrà dimenticare.
Alessandro Deho’ nasce nel 1975 a Romano di Lombardia. Infermiere professionale in psichiatria ed ematologia, è prete dal 2006. La parola di Dio è sua compagna di viaggio, la legge e la condivide da innamorato. Vive in Lunigiana, vicino a un eremo, in una casa tra i boschi nella quale prega, accoglie, ascolta e celebra. Vive, e scrive. Il suo blog personale raccoglie le sue omelie e riflessioni. Tra le sue pubblicazioni più recenti: La Parola libera (Paoline, 2021), Padri (Effatà, 2021), Padre Nostro (Paoline, 2022). Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato Se Carlo Acutis avesse trent’anni (2021) e Desiderio (2023).