In una Roma flagellata dal maltempo e da decenni di incuria e cattiva amministrazione comunale, il regista Giuseppe Castaldi evoca involontariamente un demone africano che s’impossessa dell’anziana attrice Maria Velia Delle Donne, trasformandola in una creatura sanguinaria. Mentre Giuseppe prova a salvare Maria Velia rivolgendosi a una strega dedita al vuduismo che vive in condizioni d’assoluta indigenza in un palazzo popolare a Centocelle, il giovane avvocato Rosario Salvucci perde il cellulare in una buca stradale. Sceso nel sottosuolo per recuperarlo, non riesce a tornare in superficie e, cercando un’uscita dalle fogne, s’imbatte in un inconfessabile segreto capitolino. Quando riemerge non è più lo stesso. Ha una missione da compiere. Una missione che lo porta a incrociare la strada di Giuseppe, alle prese con l’attrice indemoniata, e quella di Damiano Riccesi, esuberante musicista rock sempre in cerca di goderecce avventure notturne. Un romanzo horror “all’amatriciana”, in cui personaggi in apparenza comuni affrontano una serie d’esilaranti e straordinari eventi in una minacciosa cornice metropolitana.
Altra avventura librosa che si conclude con "Roma De Profundis" di L. Filippo Santaniello. Ormai conosco Filippo grazie alla serie Country Zombie Apocalypse, che ho avuto il piacere di leggere nei mesi scorsi. Oggi posso assolutamente confermare di essere completamente stregato dal suo stile e dalla sua penna. Prima di procedere con il mio pensiero, voglio ringraziare ancora una volta Filippo per avermi dato l'opportunità di leggere il suo nuovo libro.
La storia è ambientata in una Roma battuta dal maltempo e segnata dall’incuria comunale. Giuseppe Castaldi, giovane regista emergente, sta lavorando a un film a episodi sul tema del degrado urbano della città. Intanto, Rosario Salvucci, tirocinante in uno studio legale, perde il cellulare in una buca stradale e, nel tentativo di recuperarlo, si avventura nel sottosuolo, restando intrappolato senza possibilità di risalire in superficie. Il destino dei due si intreccia con quello di Damiano Riccesi, un vivace musicista rock sempre alla ricerca di spensierate avventure notturne. Tra imprevisti ed episodi grotteschi, i tre protagonisti, apparentemente ordinari, vivono una serie di esperienze straordinarie sullo sfondo di una Roma metropolitana tanto affascinante quanto minacciosa.
La penna di Filippo è fluida, scorrevole e avvolgente, con un intreccio narrativo capace di stupire e tenere incollati fino ai ringraziamenti finali. Tutti i personaggi sono caratterizzati e strutturati in maniera impeccabile. Ottima la scelta dei capitoli brevi, che rendono il ritmo dinamico, così come i numerosi colpi di scena che mantengono alta l’attenzione del lettore.
Un horror diverso da quelli a cui siamo abituati, dove tra un susseguirsi di eventi, splatter e umorismo, è davvero difficile interrompere la lettura. Per concludere, se vi state chiedendo se consiglio questo libro, per me è un assoluto sì, anche per chi solitamente non predilige il genere horror.
Conosco Filippo già per aver letto la saga di "Country Zombie Apocalypse" e, con questo nuovo romanzo horror/grottesco vuole metaforicamente parlare del degrado in cui si trova la nostra capitale. Una storia molto interessante che mi ha tenuta incollata alle pagine e che, nonostante non fossi nel mio periodo migliore, mi è piaciuto e l'ho letto ad una velocità pazzesca. Filippo si conferma per me, uno scrittore di talento. Consiglio la lettura se amate le atmosfere da apocalisse o se siete un po' curiosi di leggere questa storia.
Un romanzo horror grottesco, esagerato e bello proprio per questo! Un regista romano esordiente gira un film a episodi sul degrado urbano di Roma. La sua storia si intreccia a quella di un giovane tirocinante in uno studio legale e un musicista rocker che lavora per una ditta di derattizzazione. Le vicende precipitano subito in un vortice di avvenimenti sempre più gravi e malati, culminano in un finale esplosivo.
Al di là della parte grottesca e splatter, io ci ho trovato un sacco di significato in questa storia. Accettazione di se stessi e delle culture diverse, voglia di rivalsa, errori che portano alla degenerazione e infine anche un po' di nichilismo affrontato nella giusta maniera.
Lo stile è fluido e in generale scorrevole e ben scritto, anche se qualche passaggio è un po' ingenuo. Ma la capacità migliore dell'autore e senza dubbio il saperti strappare risate improvvise anche nelle scene più drammatiche, che riesce a rendere grottesche con uno stile proprio e riconoscibile. Un'altra capacità meritevole è di entrare nel vivo delle vicende fin da subito, senza spiegare troppo e senza tirarla per le lunghe.
Roma de profundis è un libro che intrattiene, fa provare disgusto e fa ridere al tempo stesso, ma soprattutto denuncia una situazione reale senza perderla troppo sul serio e senza piangersi addosso, trasformandola da tragica a ironica.
L'esagerazione delle vicende da metà in poi secondo me è voluta e l'ho apprezzata, anche se forse non a tutti darà lo stesso effetto. Io comunque lo consiglio, a me è piaciuto molto e mi ha intrattenuto divinamente.
Una Roma decadente e magica, intrisa di pioggia e mistero. Santaniello ci accompagna in una città che sembra viva, che respira, che nasconde sotto i sampietrini un’anima caotica e pulsante.
Tra ironia, follia e inquietudine, i personaggi si muovono come pedine inconsapevoli di una storia corale che alterna momenti di lucida verità e altri di pura allucinazione.
Ho apprezzato molto la scrittura tagliente e intelligente dell’autore, la sua capacità di sorprendere e confondere, di far percepire l’assurdo come qualcosa di perfettamente plausibile.
Una lettura diversa, originale e disturbante nel modo giusto, perfetta per chi ama le storie che sanno lasciare il segno.
Quando si dice che le parole hanno un peso è proprio vero, e Filippo Santaniello le usa magistralmente, dando vita ad una storia degna dei più grandi maestri del genere horror. Un romanzo che è un manifesto di denuncia, esaltata alla massima potenza, contro la municipalità romana, che nella stanza dei bottoni dove dovrebbe coordinare il tutto, non preme i pulsanti giusti, presentando ai cittadini una città in uno stato di completo abbandono. Roma ha due facce come una moneta. Quella amata dai turisti, per i suoi monumenti a cielo aperto e quella odiata, dai romani, per l'asfalto scrostato con le sue buche grandi quanto una voragine, i suoi lampioni accesi a giorni alterni per il risparmio energetico e l'immondezza ai lati delle strade con cui banchettano gli animali randagi. È in una Roma completamente al buio, sotto uno sferzante acquazzone che allaga le strade, che le storie dei quattro principali protagonisti si evolvono parallelamente. Rosario che rientrando a casa dall'ufficio, col cellulare in mano come unica fonte di luce, si calerà dentro una buca di un cantiere lasciata aperta per recuperarlo dopo essergli caduto. Qui non potendo riuscire da dove saltato, si incamminerà nei cunicoli sotterranei della città scoprendo che il sotto e il sopra, per lo stato in cui versano, non sono poi così diversi. Damiano, che con le sue azioni da il via ad un escalation di violenza e orrore in una "Centocelle" abitata quasi esclusivamente da extracomunitari. E infine Giuseppe, regista al suo primo film in compagnia del suo fonico Armando che si trovano a casa di un'anziana attrice per registrare alcune scene da aggiungere. La poltrona posizionata sotto la finestra aperta, col rumore della pioggia in sottofondo, cominciano a girare, ma siccome anche il verde pubblico risente dell'incuria, il pino marittimo presente all'esterno viene sradicato dal vento potente abbattendosi sulla povera donna che muore all'istante. E che si fa in questi casi? La cosa più logica? No, Giuseppe si affida a un rito vodoo per riportarla in vita, risvegliando un antico spirito che si impossesa del corpo di Armando che scapperà per la città seminando il terrore. Alla fine Giuseppe vedrà la sua opera prima, che mette in luce il degrado di Roma, proiettata in una sala cinematografica della città accolta con entusiasmo, con un finale a sorpresa per gli spettatori e per noi lettori. Vi lascio con una domanda: " È stato tutto un film o è accaduto tutto veramente"? Perché a volte diciamocelo sinceramente, la realtà supera di gran lunga la fantasia. A voi il piacere di scoprirlo leggendo questo libro da cinque stelle e un Oscar.
Tutto ha inizio quando un giovane regista realizza un film che non soddisfa affatto il produttore. Un film ad episodi – figuriamoci, andava di moda cinquant’anni fa – che mette in luce i vizi e il degrado di Roma.
E’ una sera che nessuna mente umana avrebbe mai potuto immaginare e, mentre sulla capitale si abbatte un acquazzone che pare l’apocalisse, una furia di tuoni e fulmini che si affoga, si susseguono una serie di eventi incredibili.
Impiegati che sprofondano in una buca, viveur catapultati in una movida da incubo, un’attrice famosa trafitta da un ramo in casa sua.
Una notte indimenticabile, una folle danza che è un crescendo di orrore, sotto una pioggia sempre più sferzante che pare non avere mai fine.
La realtà e la finzione danno vita ad un romanzo coinvolgente, a tratti lascia senza respiro e diverte molto – lo splatter non è mai disturbante.
Gli eventi vissuti dai protagonisti raggiungono un parossismo assurdo e, nel contempo, vivido e fin troppo realistico. Lo stile di Filippo Santaniello è inconfondibile, dare umanità agli zombi e, viceversa, trasformare gli uomini in creature da incubo è il suo punto di forza, i suoi libri sono sceneggiature.
Il libro è un evidente omaggio a Roma, la nostra bellissima capitale nella quale convivono meraviglie senza tempo e miserie quotidiane.
Con ironia vengono affrontati tutti i temi attuali: dalla mala politica all’integrazione razziale, dalla sporcizia alle ormai
Questo è il genere di letture che mi mandano in brodo di giuggiole! Un romanzo horror bello tosto ma allo stesso tempo smorzato da un'ampia dose di ironia in una miscela letteralmente esplosiva! Avevo già apprezzato l'autore sulla corta distanza dei racconti pubblicati da Delos nella collana di ebook 'Country Zombie Apocalypse' e qui non posso che confermare la sua bravura! Mi sono divertito un mondo in questo delirio degno del Peter Jackson di 'Splatter. Gli schizzacervelli'! Personaggi e situazioni deliranti a dir poco e per questo davvero irresistibili! Il tutto in una location assurda come Roma al suo peggio dove, il degrado più totale, fa sì che chi esce di casa al mattino non è sicuro ti tornare vivo la sera. Fantastico! L. Filippo Santaniello promosso a pieni voti e consigliato senza riserve.
Roma è tante cose, anche degrado materiale e spirituale. E ciò che fa più paura è il livello di accettazione che mostriamo nei confronti di esso.
Quando la misura è colma, però, il degrado può avere conseguenze distruttive e così in una notte di pioggia torrenziale ci sono un regista, un fascio e un avvocato che…
No, non è l’inizio di una barzelletta ma di un romanzo, il primo di Filippo, in cui divertimento, esagerazione e riflessione critica si mescolano in una sostanza…sanguinolenta a dir poco.
Il romanzo di Filippo Santaniello, attraverso la narrazione horror, vuole essere, a mio avviso, una metafora del degrado della nostra capitale, non solo a livello urbanistico ma anche a livello morale . Le varie scene splatter non fanno altro che mostrare, a una attenta lettura, il disfacimento totale di una grande città, dove regna l'incuria e il disinteresse, finendo per abbruttire anche gli abitanti, sempre più rabbiosi e preoccupati solo di perseguire i propri interessi.
La grande protagonista, quindi di questo romanzo è Roma, con le buche, l'immondizia, i topi e la mancanza di illuminazione. La narrazione horror non è altro che una denuncia di questo degrado con un pensiero pessimistico verso gli esseri umani, troppo spesso preda di ambizioni e istinti primordiali, non appena ne esiste l'occasione e l'opportunità. Vengono fuori collateralmente altri temi, quali l'ambizione, le numerose difficoltà a emergere in campo artistico, gli intrallazzi di un certo ambiente dove le conoscenze contano più del merito, le rivalità tra madre e figlia, le difficoltà di chi si trasferisce nella Capitale per avere un lavoro e ne rimane prigioniero abbrutito, l'immigrazione fuori controllo, senza interventi integrativi da un lato e il razzismo più becero dall'altro.
🖋️Attraverso una scrittura fluida, l’autore, ci offre scene vivide come in un film, riuscendo a farci partecipi terrorizzati e inebetiti delle vicende sciagurate in una sera di pioggia a Roma, dove da un lato tra alcune persone si scatenano i più beceri istinti e dall'altro si verificano eventi misteriosi di natura horror, in una miscela incredibile di violenza. Per gli amanti del genere consigliatissimo! Eppure, anch’io che non sono una fan dell'horror, ho apprezzato moltissimo questo romanzo perché se uno libro è scritto bene, si può leggere di tutto.
Quindi anche se non amate l’horror, pensateci, uscendo, per una volta, dalla vostra comfort zone.
4,5⭐️ ho già letto i primi tre di country zombie apocalypse di Fil che mi sono piaciuti molto ma questo li supera! Una commedia horror “all’amatriciana” un po’ splatter ma davvero fighissima. Mi ha un po’ disgustata ma in senso positivo perché le descrizioni sono davvero ben fatte e lo stile di scrittura cattura subito😍
Tutti pronti a recitare il "De profundis"?... "Dal profondo a te grido, o Signore, ascolta la mia voce"... Hai voglia a gridare dal profondo!!!... Qui non ti sente nessuno e sempre più nel profondo devi affondare... Un salmo per i defunti... Ma chi sono qui i defunti??? Gli uomini, queste sottospecie di esseri bipedi, corrotti e marci fin nel profondo... O Roma, la città eterna, che ormai di eterno ha ben poco, preda di topi, sommersa dal degrado materiale e morale?.... Noi lettori, partecipi inconsapevoli di fatti al limite dello splatter, eventi misteriosi e decisamente horror, siamo trascinati in un caleidoscopio di vicende narrate con un' ironia e un' abilità soprannaturale... Lo stile inconfondibile di questo fantastico autore trova qui la sua massima espressione .. Personaggi caratterizzati benissimo che si inseriscono perfettamente nella storia, che si svolge sotto i nostri occhi con colpi di scena e misteri inspiegabili e con un ritmo da ..Pulp fiction!! Insuperabile e sconvolgente.... Ora non guarderò più Roma con gli stessi occhi... Ma soprattutto le buche croce e delizia di noi romani... Ahhhhh, le buche!....
Cosa c’è dietro un horror all’amatriciana? È una storia horror, sì, ma anche grottesca, violenta e pulp, un piatto ricco di follia che ti cattura dal primo istante. Qui il vero nemico non è un serial killer o uno spettro, ma Roma stessa, la Capitale che diventa il palcoscenico di una follia senza limiti. Giuseppe, Rosario e Damiano sono tre personaggi incredibili, esagerati, che incarnano tre tipi di persone che, se vivi a Roma, hai sicuramente incontrato.
Ognuno di loro si muove in un’odissea personale, in un turbine di eventi assurdi che non smette mai di stupire con la sua imprevedibile follia. E poi c'è la scrittura di Filippo: rapida, tagliente, cinematografica, che ti trascina in un vortice senza respiro.Il risultato? Un piatto che ti lascia senza fiato e che finisce troppo in fretta, lasciandoti con la voglia di averne ancora.
A metà fra commedia nera e splatter scanzonato, con una critica velata all'industria cinematografica e una riflessione pungente sul degrado di Roma. La prima parte fa sganasciare -piena di situazioni al limite del grottesco e gustose citazioni per cinefili- nella seconda si toccano vette di macabro e di granguignolesco davvero d'impatto. Penna irriverente e struttura impeccabile e ragionata. Si nota subito che la scrittura è di mestiere. Ci si diverte a leggerlo come si immagina si sia divertito l'autore a scriverlo.
Ormai per noi, Filippo Santaniello è una certezza, infatti anche in questo suo romanzo non ci ha deluse. In questa sua storia horror e allo stesso tempo ironica, oltre a raccontare la vicenda, denuncia anche il degrado di una città bella e affascinante come Roma. È un libro che viene voglia di leggere pagina dopo pagina, grazie alla scrittura fluida, caratteristica dell' autore. Non possiamo fare altro che consigliare questa lettura.
Un romanzo che definirei cinematografico. La storia conduce il lettore a immaginare le scene come fossero la trama di un film già diretto. Ho apprezzato molto gli intrecci delle storie e la loro originalità che dona a tratti il giusto senso di inquietudine. Avrei sviluppato un po’ di più alcune storie lasciandole meno sospese. Una critica editoriale: da rivedere la sillabazione. Tante le parole spezzate in modo sbagliato.
In una Roma che cade a pezzi, tra maltempo, buche e amministrazioni incapaci, Giuseppe Castaldi, un regista esordiente, decide di girare un film sul degrado della città. Ma il progetto prende una piega totalmente inaspettata quando un demone viene risvegliato, e le vite di personaggi improbabili si intrecciano in un vortice di orrore e situazioni assurde.
Rosario, un giovane avvocato, finisce nei sotterranei della città mentre cerca di recuperare il cellulare caduto in una buca e si imbatte in un segreto inquietante. Damiano, musicista rock e derattizzatore part-time, vive una serie di avventure che lo portano al centro di una Centocelle piena di tensioni sociali. E poi c’è Giuseppe, che, nel tentativo di riportare in vita un’attrice anziana, scatena qualcosa di terribile. Da lì, è tutto un crescendo di sangue, grottesco e risate improvvise.
Adoro lo stile di questo autore: ha una capacità unica di mescolare il grottesco con la riflessione. Roma, qui, non è solo lo sfondo, ma quasi un personaggio, con tutte le sue contraddizioni. Da una parte ci sono i monumenti amati dai turisti, dall’altra i problemi quotidiani dei romani: strade malmesse, immondizia ovunque, lampioni spenti.
Nonostante la trama esagerata e splatter, c’è tanto significato in questa storia: l’accettazione di sé, le conseguenze degli errori, e un pizzico di nichilismo che però non si prende mai troppo sul serio. Lo stile è fluido, entra subito nel vivo, senza mai annoiare. E il tocco di humor nero rende tutto più originale.
Il finale, poi, è geniale: lascia il dubbio su cosa sia vero e cosa no. È stato tutto reale o solo un film?
Se amate le storie fuori dagli schemi, che riescono a farvi riflettere, ridere e anche un po’ disgustare, vi consiglio assolutamente questo libro. Per me, ogni nuova opera di questo autore è una certezza!