Giuliano e Luca si conoscono da quando erano bambini. Frequentando le stesse scuole elementari a Roma e trascorrendo insieme le vacanze estive sull’isola del Giglio, i due stringono una forte amicizia che va al di là della differenza di ceto sociale fra le loro famiglie. La madre di Luca è un’insegnante, mentre suo padre combatte in Spagna durante la Guerra Civile; Giuliano, invece, è il rampollo dei baroni D’Alisei. Appena prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e della partenza di Giuliano per Mogadiscio al seguito del barone Riccardo, i due amici fanno un patto, danno inizio a una «gara» che vincerà chi di loro avrà avuto più successo nella vita. Durante gli anni di separazione i ragazzi resteranno in contatto grazie a un assiduo scambio di lettere, nelle quali Luca racconterà la caduta del Fascismo e lo scoppio della guerra, e tra le cui righe prenderanno forma le loro già marcate diversità: Luca comunista convinto e dedito allo studio, Giuliano simpatizzante fascista e amante del corpo femminile. Luca Canali, abile scrittore e inventore di storie, ci rivela con questo romanzo i tormenti di un’adolescenza turbata dalla guerra e dai cambiamenti epocali alle porte. Con la storia di una competizione tra maschi, accompagna il lettore in quel difficile percorso della maturazione che, a volte, finisce solo per fare dei giri su se stessa.
Luca Canali è stato un latinista e scrittore italiano. Nato in una famiglia della piccola borghesia, partecipa alla Resistenza con il Partito d'Azione e a vent'anni si iscrive al PCI dove sarà per molti anni militante attivo e dirigente di sezione; intanto, compiuti brillantemente gli studi classici all'Università di Roma, diventa assistente prima di Natalino Sapegno e poi di Ettore Paratore. Nei primi anni cinquanta è anche collaboratore della rivista Il Contemporaneo (allora settimanale), diretta da Carlo Salinari. Nel 1956, dopo i fatti di Ungheria, fonda insieme con Elio Petri, Tommaso Chiaretti, Ugo Attardi, Renzo Vespignani e altri, Città aperta, una rivista di cultura che esprime il dissenso di molti intellettuali comunisti dalla linea del partito, e per questo viene radiato - con altri - nel 1958. In seguito collabora anche con Nuovi Argomenti, Il Verri di Luciano Anceschi e Paragone di Roberto Longhi e Anna Banti. Vince quindi la cattedra di Letteratura latina all'Università di Pisa, dove insegna per quindici anni. Lasciato l'insegnamento universitario per l'aggravarsi dei disturbi di cui soffre da tempo, dal 1981 si dedica a un'intensa attività di scrittore di romanzi e racconti, di saggista e di traduttore dei classici latini.
La sua opera narrativa affronta con lucidità e durezza gli anni di guerra e di resistenza, la militanza nel PCI del dopoguerra, e le mille imprevedibili pieghe dell'animo umano, tra incontri, affetti, eros e solitudine, nei meandri della nevrosi compulsiva e della depressione.