La notte in cui nel decrepito villaggio di Dunwich, Massachusetts, Lavinia Whateley, albina e deforme, dà alla luce il piccolo Wilbur accadono fenomeni inspiegabili. Eventi ancora più inquietanti segnano la crescita del senza padre, sotto la guida del nonno mezzo matto, Wilbur in una decina d'anni diviene adulto. La gente di Dunwich inizia a farsi domande. Perché nonno e nipote continuano ad allargare il loro fienile? Che fine fa tutto il bestiame che acquistano? Cosa cerca Wilbur tra le pagine del Necronomicon custodito nella Miskatonic University? Presto la loro curiosità troverà la più terribile delle risposte. Considerato da Lovecraft stesso così diabolico da essere difficilmente pubblicabile, L'orrore di Dunwich (1928) è uno dei vertici della narrativa horror e un racconto chiave del ciclo di Cthulhu.
Howard Phillips Lovecraft, of Providence, Rhode Island, was an American author of horror, fantasy and science fiction.
Lovecraft's major inspiration and invention was cosmic horror: life is incomprehensible to human minds and the universe is fundamentally alien. Those who genuinely reason, like his protagonists, gamble with sanity. Lovecraft has developed a cult following for his Cthulhu Mythos, a series of loosely interconnected fictions featuring a pantheon of human-nullifying entities, as well as the Necronomicon, a fictional grimoire of magical rites and forbidden lore. His works were deeply pessimistic and cynical, challenging the values of the Enlightenment, Romanticism and Christianity. Lovecraft's protagonists usually achieve the mirror-opposite of traditional gnosis and mysticism by momentarily glimpsing the horror of ultimate reality.
Although Lovecraft's readership was limited during his life, his reputation has grown over the decades. He is now commonly regarded as one of the most influential horror writers of the 20th Century, exerting widespread and indirect influence, and frequently compared to Edgar Allan Poe. See also Howard Phillips Lovecraft.
Nonostante io sia super appassionata del genere horror / creepy / weird, non avevo ancora mai letto nulla di Lovecraft, che è uno degli autori pietre miliari di questo genere. Ma questo libricino piccino mi è stato inviato nel momento giusto e mi ha ispirata fin da subito, quindi l'ho mangiato in due mezze giornate appena arrivato.
La scrittura di Lovecraft è magistrale, mi piace tantissimo e mi ha fatto venir voglia di leggere altro di suo appena possibile (tipo il gigantesco drago Oscar Vault che ho a casa da davvero molto tempo). È coinvolgente, è inquietante, è colma di dettagli che rendono tutte le immagini più vivide (il che, in un horror, aiuta ad immaginare scene e orrori e creature raccapriccianti e contribuisce ad aumentare la pelle d'oca come è giusto che sia). Mi sono sentita a dir poco risucchiata dalla storia e tutto il fattore di evocazioni, eventi naturali strani, sospetti, nascite di dubbia provenienza e riti e credenze esoteriche oscure hanno rapito la mia attenzione, rendendola vorace: ad ogni riga, volevo sempre di più sapere come sarebbe andata a finire la cosa.
I personaggi non ti portano ad empatizzare troppo, ma penso sia normale e voluta come cosa: l'importante qui, il vero e proprio focus, è incentrato sulla natura orripilante delle creature, sul cupo presagio di morte e distruzione che portano con loro, sulla loro immensità e su quanto facciano sentire piccoli e impotenti le persone, tanto è forte e cosmica la forza implicata in esse.
Insomma, una lettura che consiglio tantissimo per agli amanti del genere!
«Quali neri abissi di terrore acherontico, quali golfi insondabili di coscienza extracosmica, quale oscura progenie quiescente da tempo immemore aveva partorito quei gracidii tonanti e inarticolati?».
Un racconto horror celebre di Lovecraft, fondamentale nel ciclo di Cthulhu, che ci permette di vagare nel mondo dell'orrore creato minuziosamente dall'autore. La capacità descrittiva è imbattibile, poche sentenze che si attorcigliano addosso facendoci respirare l'atmosfera peculiare del racconto. _ Ci inoltriamo a Dunwich, un piccolo villaggio del Massachusetts, tra le sue stradine contorte c'è qualcosa di cattivo che ci fa seccare la gola. La storia inizia nel 1913 con la nascita di Wilbur Whateley, una famiglia sempre stata oggetto di parecchie stramberie che con Wilbur sembrano solo aumentare: l'acquisto perenne di bestiame, le finestre della fattoria tutte sprangate, lo stesso Wilbur che crescendo va alla ricerca di un libro per completare un oscuro rituale. _ Tutto conduce al dipanarsi dell'orrore di Dunwich del 1928, dove mostruose impronte sul terreno sono solo il preludio di qualcosa che sembra essersi liberato dalla fattoria. La stessa vegetazione sembra gemere di afflizione, grovigli e alberi divelti urlano un avvertimento che non viene colto. Lentamente, si viene spogliati di ogni strato di raziocinio lasciando respirare un grumo di terrore atavico che ci scuote. La stessa narrazione diventa densa e ricca di insidia. _ Le tavole di disegno presenti all'interno rendono l'esperienza totalizzante: il brivido di paura viene marcato dalle linee di matita che fanno emergere l'inimmaginabile. La soglia che Antichi fremono di poter varcare, di nuovo. _ E poi l'orrore scoppia, come il tuono temuto e annunciato che squarcia un cielo già nero. _ Un racconto perfetto per assaggiare il tripudio della prosa di Lovecraft, una storia dove tentacoli di orrori primordiali ci conquistano e ci annientano perché il terrore viscerale dell'autore è spaventoso sì, ma soprattutto estremamente affascinante. Non sappiamo distogliere lo sguardo.
Uno dei racconti più oscuri, inquietanti, soffocanti, considerato da Lovecraft stesso come "così diabolico da essere difficilmente pubblicabile". Certo, era il 1928, altri tempi, altro pubblico, altra sensibilità. Tuttavia, il trascorrere del tempo non ha intaccato molto l'oscura profondità di queste pagine. Cosa c'è in fondo, ancora oggi, di più affascinante del mito? Pensare di potersi accostare, elavare al mito per ottenere qualcosa in cambio, se non addirittura abbandonare il proprio posto nell'universo per aspirare a qualcosa di ancora più grande?
In Lovecraft questo produce ibridazione, terrificante, depravata, tra uomo e mito. In questo racconto viene dipinta l'alcova perfetta per la nascita degli orrori più sordidi, ancestrali, proibiti che la mente umana possa concepire. Una madre albina e deforme, un nonno affascinato da arti inconfessabili, un nipote caratterizzato da uno sviluppo prematuro e innaturale, una comunità di campagna isolata e diffidente. Insomma, gli ingrendienti per un cammino disseminato di sensazioni disturbanti ci sono tutti. In aggiunta Lovecraft ci aggiunge il terrore dell'incommentabile, del noumeno che si cela al fenomeno umanamente percepibile, il senso di piccolezza di fronte ai segreti dell'Universo, l'angoscia nei confronti di qualcosa di ignoto e informe. La curiosità morbosa del proibito che si mescola ai meandri più profondi dell'interiorità umana debordandone il contenuto all'esterno.
Possiamo annegare le nostre paure nella profondità più recondita del nostro animo, ma non per questo smetteranno di esistere. Per fortuna che c'è Lovecraft a ricordarcelo con i suoi racconti e questo non fa certo eccezione. Sarò onesto: credo che nella sua carriera il solitario di Providence abbia raggiunto vette più elevate di questa. Qualche soluzione più canonica, quanto meno per i suoi standard, effettivamente c'è, ma se consideriamo che erano gli anni venti e che successivamente tanti scrittori, anche famosi, si sono seduti sulle spalle di Lovecraft utilizzando gli stessi espedienti, beh direi che non è il caso di fare troppo gli schizzinosi. Molto bella l'edizione @oscarvault con le illustrazioni pregevoli di @daniele.castellano, perfettamente in grado di intercettare e restituire al lettore l'innominabile e informe terrore lovecraftiano.
"L'orrore di Dunwich" è un racconto breve ma molto intenso, che rappresenta perfettamente lo stile di H.P. Lovecraft. La storia è ambientata in un villaggio isolato e inquietante, dove fin dalle prime pagine si capisce che qualcosa non va. L'atmosfera è cupa e carica di tensione, e la paura cresce poco alla volta, senza scene esplicite. Lovecraft riesce a colpire soprattutto con ciò che lascia nell'ombra, stimolando l'immaginazione del lettore e rendendo l'orrore ancora più efficace. Le vicende della famiglia Whateley e i segreti che emergono contribuiscono a creare un senso costante di disagio. Sono una grande fan dei libri horror e li considero la mia comfort zone, e questo racconto è uno di quelli che riesce a farmi sentire esattamente "a casa", tra mistero e inquietudine.