Più isolata, temuta e perfino odiata dal resto del mondo. Più divisa al suo interno. Così si presentava l’America al termine del primo mandato presidenziale di George W. Bush. E’ un bilancio sorprendente, perché è l’esatto contrario di quello che sembrava dover succedere dopo l’11 settembre 2001. Quell’attacco terroristico all’inizio aveva unito gli americani tra loro e attorno al presidente, e suscitato solidarietà almeno fra gli alleati occidentali. Ma il seguito degli eventi ha preso ben altra strada. Le scelte di politica estera dell’amministrazione Bush hanno sottolineato la diversità degli Stati Uniti da ogni nazione. Nella sterzata “neo-imperiale” e unilateralista della politica estera americana un’influenza decisiva è stata esercitata da un compatto gruppo di intellettuali e tecnocrati neoconservatori, i Neocon. Secondo la battuta di Thomas Friedman, il nucleo duro dei neoconservatori si può ridurre a venticinque persone, tutte collocate in posizioni cruciali ai vertici dell’amministrazione Bush e se nel 2002 quei venticinque fossero stati esiliati su un’isola deserta, la guerra in Iraq non sarebbe mai avvenuta.
In questo volume Federico Rampini ricostruisce le vicende e i retroscena dell’ascesa al potere di questi uomini, un’ascesa che si rivela preparata a lungo e con cura e che è potuta apparire come un blitz fulmineo solo a un’Italia poco e male informata.
Federico Rampini è un giornalista italiano, scrittore, docente, storyteller e analista dello scenario politico economico nazionale. È stato vicedirettore de Il Sole 24 Ore e dal 1997 è corrispondente estero per La Repubblica. Dal 2000 risiede negli Stati Uniti ed ha acquisito la cittadinanza statunitense, senza rinunciare a quella italiana.
Federico Rampini is an Italian journalist, writer, and lecturer. Since 1997 he has been a foreign correspondent for La Repubblica. He resides in the United States and has acquired US citizenship, without giving up the Italian one.