« Et voici la fameuse via ferrata : je ne trouve rien de divertissant à devoir m’agripper à des chaînes pour ne pas tomber dans le vide. Je vis mon trek avec la sérénité que donne un perpétuel qui-vive. Ce n’est certes pas ainsi que j’avais imaginé cette journée. J’essaie de me défouler en déversant une kyrielle d’insultes et de jurons, l’écho me renvoie au moins trois fois mes invectives du fond de la vallée mais ça ne m’aide pas dans mon ascension. »
Que ce soit au bord de la mer d’Aral, en trek inattendu au Kirghizistan ou en Bolivie pour une balade à vélo plus périlleuse que prévu, Luigi Farrauto, rédacteur de guides de voyage et aventurier trouillard, a décidé de mettre de côté sa collection imposante de peurs et de phobies – la mort, le grand large, le sang, les chiens, les serpents… – pour nous embarquer dans ses folles aventures autour du monde. Cet anti-héros des grands espaces, loin de la prose affectée des explorateurs modernes, livre un récit débordant d’autodérision, oscillant tour à tour entre enchantement et frayeur, enthousiasme et anxiété.
Quest'anno sono inchiodata a casa e mi faceva piacere viaggiare insieme a qualcun altro. Amo la letteratura di viaggio quando è piacevole e ben scritta. Questo libro lo è e mi è piaciuto anche l'approccio del viaggiatore che ha paura e, viaggiando, affronta alcune delle sue paure. Viaggia come io non viaggerei mai, visita paesi in cui io non andrei mai (in altri ci sono andata, in modo molto diverso da lui), fa cose che io non farei mai, e proprio per questo mi sono goduta la lettura. È bello quando un altro punto di vista è raccontato in maniera intelligente e se anche voi siete inchiodati alla scrivania, beh dategli un'occhiata, per me è stata una lettura davvero piacevole.
Un libro che racconta la "prima persona singolare" in viaggio, un po' schietto, alle volte spaventoso e altre volte misterioso. Alcune delle tappe narrative mi hanno riportato ad alcuni viaggi che feci tempo fa, scavando e riportando alla superficie delle emozioni che non vivo da tanto tempo. Chissà se mi farà ricominciare a viaggiare
Questo memoir di viaggio alterna momenti ironici (ed autoironici) a riflessioni profonde e per nulla scontate. Uno sguardo intelligente e sensibile al mondo e alle persone che lo abitano. Si legge con grande piacere.
Géographie d'un voyageur craintif de Luigi Farrauto est une lecture légère et drôle. Avec humour et autodérision, l’auteur raconte ses peurs du voyage à travers des anecdotes captivantes. À lire!
Tra un grande amore per gli atlanti, tanti viaggi e paure varie Luigi Farrauto ti fa venire una gran voglia di metterti nei guai, arrampicarti sotto le stelle e perderti accidentalmente in ogni dove. E’ stata una lettura divertente e ricca di emozioni, che è riuscita a trasportarmi in ogni singolo luogo raccontato. Non saprei scegliere il pezzo più travolgente, forse il racconto del viaggio in India – ho fatto leggere al mio compagno la parte su Varanasi, che mi ha sempre raccontato allo stesso modo, e lui quel viaggio l’ha fatto negli anni 90 – o quello su La Paz dove l’autore fa un tour in bici sulla strada più pericolosa del mondo, o quello sul Kirghizistan, dove scala “per errore” una montagna – ma cosa c’è di più affascinante?