Questo libro seleziona i testi che Langer ci ha lasciato e che rendono conto della sua vita breve e del suo impegno intenso. La guerra in Bosnia e in Kosovo, l'Europa divisa, uno sviluppo incurante degli equilibri ambientali, la follia dell'inquinamento e la sistematica distruzione del territorio, la vita quotidiana come scelta e non come imposizione o abitudine. Cattolico alla ricerca costante di un dialogo con le culture di sinistra e con l'area radicale, instancabile creatore di "ponti" tra associazioni civiche transnazionali e animatore di movimenti per la "conversione ecologica" della società e dell'economia, Langer ha sempre evitato le "parate" e la spettacolarizzazione del suo ruolo istituzionale, privilegiando la concretezza quotidiana dell'agire politico "dal basso" e un forte impegno etico-sociale fuori dagli schemi.
Una raccolta di scritti che, pur risalendo agli anni novanta, è ancora oggi di un'attualitá disarmante. Da un lato è triste constatare quanto poco sia stato fatto per la salvaguardia ambientale e la convivenza tra popoli. Dall'altro, si resta affascintə dalla capacità di Alexander Langer di trattare temi complessi con chiarezza, senza ricorrere alla demagogia, senza fornire sempre risposte, ma spesso ponendo le domande giuste.
Ammetto che non conoscevo Alexander Langer fino a qualche settimana fa, ho scelto questo libro un po' casualmente tra i vari perchè è una raccolta di scritti e pensieri che prometteva di dare una visione d'insieme della sua filosofia politica. Lo scritto si apre con un estratto del suo libro "Il viaggiatore leggero" in cui sembra paragonarsi al profeta Giona. Langer è un profeta svogliato, scoraggiato dalla missione impossibile che il suo senso del dovere gli mette di fronte. Il suo infatti è un messaggio impopolare fatto di scelte drastiche e impopolari per poter, almeno tentare, di risolvere la profonda crisi sopratutto socio-ecologica in cui si trovava il mondo allora, figuriamoci oggi. Quando Giona si convince a portare il suo messaggio alla città di Ninive gli abitanti gli danno ascolto e mettono in campo delle misure drastiche per evitare l'ira divina. Dove sono le nostre misure? L'impegno del singolo non può bastare servono "decreti del re". Allo stesso tempo la popolazione di Ninive oggi risulta più complessa e con vedute e esigenze diverse rendendo il compito del proselitismo più complesso. Questo discorso si ricollega a un altro scritto non presente nel libro ma di grande interesse: "Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica", una sorta di manuale con il quale Langer tratta uno dei temi a lui più cari (da cui il l'epiteto "costruttore di ponti") essendo nato in un un contesto, quello altoatesino, così frammentanto linguisticamente. Dopo Aver portato il messaggio il profeta Giona si riposa all'ombra di un pianta di ricino che gli compare sulla testa. La cosa è inaspettata e se ne rallegra, Langer sottolinea l'importanza di ricreare spazi dove potersi incontrare e usufruire del gratuito, che sia un luogo o beni materiali in armonia con la filosofia del riutilizzo. Il resto del libro, dopo una sezione autobiografica tratta nello specifico il tema dello sviluppo esasperato e della convivenza. Langer detta la linea del "perdersi per trovarsi", una linea di autolimitazione e responsabilità verso le generazioni future. La sua analisi è quanto mai attuale a 25 anni dalla sua morte, soprattutto il tema delle crisi migratorie dettate da una sudditanza dei cosiddetti "paesi in via di sviluppo" verso le regioni dell'emisfero boreale spesso accentuate da un neocolonialismo mascherato da aiuti a favore della crescita. Un po' più controversa, almeno dal mio punto di vista, è la questione del ruolo dei lavoratori e dei sindacati che secondo Langer devono combattere in prima linea nella guerra ecologica superando il concetto di qualità di classe per passare alla qualità ecologica del lavoro. Addirittura arriva ad accusarli di collusione coi padroni perpetrando la macchina infernale della produzione fine a se stessa qualora non decidessero di schierarsi. Sicuramente giocano un ruolo fondamentale ma si tratta di una classe già martoriata che si è vista voltare le spalle più volte negli ultimi anni, dove sono i governi? Dove sono i "decreti del re"? Non si può lasciare ai singoli nonostante lui stesso sottolinei il potere del singolo ma come si fa a non cadere nell'autoritarismo ecologico?